Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

IL DEBUTTO

L’open banking svedese di Tink sbarca in Italia

Nuovo headquarter a Milano per l’azienda che conta su oltre 33 milioni di utenti finali. La country manager Marie Johansson: “Il mercato è maturo, abbiamo già molte richieste dalle banche italiane”

11 Dic 2019

A. S.

Nuovo quartier generale a Milano per Tink, la piattaforma svedese di open banking svedese già attiva in 14 mercati e che consente a banche, fintech e startup di creare servizi digitali intelligenti per i propri utenti, e che consente ai propri clienti di condividere dati tra i diversi attori dell’ecosistema bancario creando servizi che offrono agli utenti finali una customer experience personalizzata. Tink è regolata e supervisionata dalla Swedish Financial Supervisory Authority e consente l’utilizzo della sua licenza Psd2 nei paesi in cui opera. Gli utilizzatori della tecnologia Tink possono sviluppare con la propria licenza o utilizzare la licenza Psd2 di Tink, con i dati finanziari accessibili tramite la piattaforma di Tink che sono resi disponibili solo previo consenso degli utenti finali.

A guidarne le attività in qualità di country manager sarà Marie Johansson (nella foto sopra), che dopo aver completato i propri studi in Ingegneria tra il Royal Institute of Technology di Stoccolma e il Politecnico di Milano ha lavorato per oltre dieci anni con alcune tra le principali aziende tecnologiche sul mercato, avendo un ruolo chiave nell’espansione di EasyPark in Italia.

Le soluzioni fornite da Tink – si legge in una nota – vengono utilizzate per sviluppare servizi finanziari autonomi o per potenziare soluzioni già esistenti, il tutto attraverso un’unica Api e su piattaforma cloud-based. Con 3.900 sviluppatori già all’opera per sviluppare nuove soluzioni digitali, Tink è in grado di accedere ai dati finanziari di oltre 33 milioni di clienti finali in tutta Italia attraverso l’Api Psd2 regolamentata.

WHITEPAPER
Come è cambiato in Italia il quadro normativo dei pagamenti digitali verso la PA?

I clienti italianid i Tink avranno la possibilità di accedere ai dati di transazione dell’utente finale di dodici tra le principali banche del Paese: Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banca Popolare di Milano, Gruppo Credem, Fineco Bank, Ing Direct, Monte dei Paschi di Siena, Banca Popolare dell’Emilia Romagna, Banca Popolare di Sondrio, American Express, Revolut e Widiba.

Quattro le principali soluzioni per accelerare la trasformazione digitale proposte da Tink, che conta tra i suoi cliente aziende del calibro di PayPal, NatWest  e Bnp Paribas Fortis: account aggregation (che consente ai clienti di gestire i propri conti da un’unica app), Data Enrichment (che trasforma i dati grezzi in informazioni tangibili, estraendo il reale valore dai dati finanziari), Payment Initiation (che permette di effettuare pagamenti e trasferire denaro tra conti bancari di istituti diversi) e Personal Finance Management (che offre ai clienti gli strumenti e le informazioni personalizzate di cui hanno bisogno per controllare meglio la propria vita finanziaria).

“Sono davvero entusiasta di poter guidare l’espansione di Tink sul mercato italiano – afferma Marie Johansson – una country strategica per noi che si sta dimostrando molto interessata all’utilizzo della nostra tecnologia. Abbiamo, infatti, già ricevuto molte richieste da parte delle banche italiane e ciò ci ha dato la riprova di quanto questo mercato sia maturo. Siamo testimoni di una volontà di agire velocemente da parte delle banche italiane e siamo felici di riscontrare che l’Open Banking venga da loro percepito come una reale risorsa per creare esperienze migliori per i propri clienti”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 5