Pagamenti digitali, in arrivo il bonus per gli acquisti fino a 5mila euro - CorCom

IL DECRETO AGOSTO

Pagamenti digitali, in arrivo il bonus per gli acquisti fino a 5mila euro

L’incentivo sarà inserito nel provvedimento al vaglio del governo: sul piatto tra i 2 e i 3 miliardi. Ministri al lavoro per definire la platea dei beneficiari e la tipologia di esercizi commerciali coinvolti

03 Ago 2020

Federica Meta

Giornalista

Un bonus da due miliardi, ma potrebbero salire a 3, per spingere gli acquisti con carta e bancomat e per ridare slancio all’economia. È questo uno dei punti chiave del decreto da 25 miliardi che il governo dovrebbe varare giovedì e che conterrà nuove norme sul lavoro (cassa integrazione, decontribuzioni per assunzioni), sul fisco con il blocco delle cartelle esattoriali e sulla scuola.

La misura varrebbe 5 mesi, da agosto a dicembre, e agevolerebbe fiscalmente una spesa fino a 5mila euro.

In realtà la misura era già stato inserita – si trattava del piano Italia Cashless – nella manovra 2020 e sarebbe dovuta scattare già quest’anno ma la pandemia da Covid-19 ha bloccato tutto. Quelle norme prevedevano un ristoro di una percentuale dell’Iva con un credito d’imposta o una detrazione per l’anno successivo. Adesso, invece, si punta a un rimborso di parte della spesa sostenuta, con un tetto massimo, da accreditare direttamente al consumatore-contribuente nel proprio conto o nel cassetto fiscale.

Per quanto riguarda i settori coinvolti, ci saranno quasi certamente – lo ha annunciato la viceministra all’Economia, Laura Castelli – bar e ristoranti a cui si potrebbero aggiungere gli esercizi commerciali che operano nei centri delle città, colpiti dallo smart working che ha penalizzato il mercato delle pause-pranzo.

Si starebbe valutando di incentivare con uno sconto a carico dello Stato anche gli acquisti di abbigliamento o elettrodomestici, tra i settori più in sofferenza.

WHITEPAPER
Pagamenti digitali: come ottimizzare la gestione delle spese aziendali centralizzate?
Pagamenti Digitali
Digital Payment

Anche la ministra dell’Agricoltura, Teresa Bellanova, sarebbe interessata al bonus: si punta ad inserire benefici che favoriscano l’acquisto di prodotti italiani da parte degli esercizi commerciali.

L’ampiezza del raggio d’azione del nuovo meccanismo dipenderà anche dai requisiti che saranno chiamati a definire la platea dei beneficiari. L’aiuto governativo si deve concentrare sulle fasce medie e basse, più colpite dagli effetti della frenata dell’economia.

Se approvata la misura potrebbe dare slancio ai pagamenti elettronici che nel nostro Paese stenta a decollare. Secondo la survey di Ambrosetti se gli italiani potessero scegliere tra tutti gli strumenti di pagamento disponibili, il 40,3% preferirebbe usare le carte, a fronte di reali volumi di pagamento cashless pari solamente al 12,9% delle transazioni. In altri termini, è visibile una maggiore predisposizione degli italiani a utilizzare le carte di pagamento rispetto all’effettivo utilizzo, a conferma dell’importanza delle misure di policy a supporto della cashless society.

Questa discrepanza può essere parzialmente spiegata dagli ostacoli che i cittadini ancora oggi percepiscono nell’utilizzo dei pagamenti cashless: costi di utilizzo (46,9% delle risposte), maggiore esposizione a possibili frodi (43,0%) e difficoltà di accettazione da parte degli esercenti (42,5%), riscontrata quest’ultima da1 italiano su 3 nell’ultimo anno.

L’Italia rimane un’economia cash-basede tra le 30 peggiori economie al mondo per incidenza del contante su Pil (pari ad 11,8%) nel Cash Intensity Index. Rimanendo sul confronto internazionale, con un punteggio medio di 3,64 su 10 registrato nel Cashless Society Index 2020, l’Italia resta ferma, per il terzo anno consecutivo, in23° posizione su 28 Paesi Ue. Il divario dell’Italia dai best performer internazionali è riconducibile anche a una forte disomogeneità territoriale: il Regional Cashless Index 2020 vede confermarsi in prima posizione la Lombardia, con un punteggio di circa una volta e mezza superiore rispetto alla Calabria che chiude la classifica regionale. Ancora più marcati sono i divari tra le Città Metropolitane, misurate dal Metropolitan Cities Cashless Index introdotto in questa edizione della Community: Milano, prima Città in classifica, ha un punteggio 3 volte superiore rispetto all’ultima della classifica (Catania).

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Argomenti trattati

Approfondimenti

I
italia cashless
P
pagamenti digitali
P
pos

Articolo 1 di 4