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Quantum computing, Intesa Sanpaolo investe nell’israeliana Classiq

L’operazione è stata condotta tramite la società controllata Neva Sgr. Il ceo Mario Costantini: “Tecnologia chiave dall’altissimo potenziale in settori come quello finanziario, centrale nel nostro portafoglio fintech e deeptech”

Pubblicato il 16 Mag 2022

quantum tech

Intesa Sanpaolo punta sul quantum computing: Neva Sgr, controllata del gruppo, ha concluso tramite il proprio fondo Neva First un investimento in Classiq, società israeliana di spicco in questo comparto, che consente di applicare un nuovo paradigma computazionale per ottenere calcoli sempre più complessi, non gestibili con i computer tradizionali, indipendentemente dalla loro potenza elaborativa.

Le prospettive per il quantum computing

I computer quantistici – spiega Intesa Sanpaolo in una nota – sono costruiti a partire da Qubit, o Quantum Bit, unità di immagazzinamento e processamento dei dati che obbediscono alle leggi della meccanica quantistica anziché a quelle dell’elettromagnetismo su cui si basano i chip ordinari. A differenza dei Bit, i Qubit possono elaborare molte più informazioni contemporaneamente, pur restituendo un output in formato digitale standard e quindi interpretabile dai sistemi di calcolo tradizionali.

Il Quantum Computing, secondo la vision di Intesa Sanpaolo, porterà a un’evoluzione della sicurezza informatica e consentirà alle principali organizzazioni pubbliche e private di risolvere problemi complessi e creare soluzioni innovative in tutte le discipline. Tra i settori che beneficeranno maggiormente del Quantum Computing, sia nel breve che nel medio-lungo termine, spicca quello dei servizi finanziari, bancari e assicurativi. I possibili casi d’uso – prosegue il comunicato – spaziano dalla creazione di algoritmi di machine learning più performanti, in grado di restituire output più accurati, alla risoluzione di problemi di ottimizzazione, ad esempio di un portafoglio finanziario o di un sistema per l’allocazione delle garanzie in ambito creditizio, fino alle simulazioni di scenario, come la previsione del valore di uno strumento finanziario o l’esecuzione di stress test per valutare la reattività a eventi imprevisti”.

Mario Costantini: “Tecnologia chiave per il futuro”

“Il Quantum Computing è una tecnologia chiave per il futuro, dall’altissimo potenziale d’impiego in molti settori, compreso quello finanziario, che lo sta già studiando e sperimentando – sottolinea Mario Costantini, Ceo di Neva Sgr – Siamo convinti che il nostro impegno in Classiq fornirà ottimi ritorni e che il Quantum Computing troverà una crescente collocazione all’interno del nostro ampio e diversificato portafoglio di investimenti nelle migliori realtà Fintech e Deeptech nazionali e internazionali”.

L’attività di Neva Sgr

Dal 2020, Neva Sgr ha investito circa 67 milioni di euro tramite il proprio Fondo Neva First, che conta una dotazione di 250 milioni di euro. Dopo i recenti investimenti in vFunction, società israelo-americana che ha creato la prima e unica soluzione per trasformare automaticamente e rapidamente app monolitiche in microservizi su larga scala, in Ternary, società americana che ha sviluppato una piattaforma SaaS per analizzare, comprendere e ottimizzare i costi derivanti dall’utilizzo del Cloud, e in Classiq, Neva Sgr “si appresta a concludere nuove operazioni in altre realtà italiane ed estere operanti nella Cybersecurity – conclude la nota – nell’Agritech e nella Life Science”.

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