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L’ANALISI

Sistema bancario, il ritorno alla redditività passa dal digitale

Accenture traccia lo scenario per il settore finanziario: servono nuovi modelli di business specializzati, basati su ecosistemi digitali vincenti. Mauro Macchi: “Tecnologia e digitale sono la nuova base di partenza per conoscere il cliente e stupirlo con nuovi servizi”

29 Nov 2017

Antonello Salerno

giornalista

Il sistema bancario in Italia, dopo le difficoltà legate agli anni della crisi economica, sta uscendo dal tunnel ed è alla ricerca di redditività. Un obiettivo che però non potrà raggiungere senza un’adozione massiccia delle tecnologie digitali, che gli consentiranno di dare vita a nuovi servizi sempre più specializzati e sempre più “su misura” per i propri clienti. E’ la visione sul settore di Accenture, che evidenzia in un report alcuni dei punti chiave di questo nuovo percorso di crescita e consolidamento.

“Per il 2017, spiega Accenture, si prevede un recupero del Roe intorno al 5%, contro il 7% in Europa e il 12% in Nord America1. In Italia questo percorso di stabilizzazione dovrebbe proseguire anche per i prossimi anni, ma comunque con livelli di redditività ben inferiori al Cost of Equity (9-10%)”. Gran parte del sistema, secondo l’analisi, è ancora impegnato sui “legacy” e le eredità del passato, mentre customer experience, crescita e digitale restano in secondo piano. E dopo la lenta ma costante erosione del valore subita sul mercato anche a causa dell’ingresso di nuovi player, dalle Fintech alle nuove banche digitali ai Gafa, e dell’avvento di nuovi modelli di business, un nuovo percorso di crescita sostenibile sarà possibile soltanto se le banche sapranno trasformare completamente la propria governance, “smettendo di essere banche generaliste – sottolinea Accenture – per adottare nuovi modelli di business specializzati, creando ecosistemi digitali vincenti.

Accenture è una realtà radicata in Italia da 60 anni, dove occupa oltre 12 mila dipendenti, guidando l’innovazione grazie a 4 centri di eccellenza a livello internazionale – afferma Mauro Macchi, senior managing director, Financial services lead, Italia, Europa Centrale e Grecia, Accenture – Da 40 anni il Gruppo accompagna con la divisione financial services le principali banche del Paese nel loro processo di trasformazione digitale e crescita. La condizione imprescindibile affinché le banche italiane possano riprendere un percorso di sviluppo sostenibile è quella di trasformare la propria governance, aprendosi ulteriormente alle nuove tecnologie, evolvendo verso il modello di piattaforma in grado di dare vita a ecosistemi digitali vincenti”. “La tecnologia ed il digitale – conclude Macchi – sono la nuova base di partenza per conoscere il cliente e stupirlo con nuovi e significativi servizi e per accelerare la trasformazione del proprio modello di business e operativo, creando opportunità senza precedenti. Recenti analisi Accenture hanno infatti messo in luce che per accelerare l’evoluzione le banche leader nell’era digitale dovranno raggiungere un rapporto costi / ricavi del 45% e un Roe al 15% nei prossimi 5 anni”.

Quattro i modelli di business che la società considera “vincenti”, a partire dal

Digital Relationship Manager”, che anticipa le esigenze del cliente e copre un ampio spettro di bisogni in maniera integrata e multicanale, e che tra gi esempi internazionai annovera quelli di Nordea e Bbva. Poi i “Category Killer”, che offrono una value proposition eccellente su una specifica area di offerta, grazie all’innovazione continua di prodotto e di servizio, come nel caso di QuickenLoans, che oggi è la seconda maggiore società di mutui negli Stati Uniti. A seguire c’è il modello degli “Utility Provider”, che operano in logica Business-to-Business (B2B) e one-to-many, fornendo soluzioni standardizzate prodotte su grandi volumi secondo principi di efficienza e di scala. E infine il modello “Open Platform”, concentrato sul contatto con il cliente finale, a cui propongono un’ampia gamma di prodotti di terzi.

Così la sfida principale guardando al futuro è per gli istituti di credito il bilanciamento fisico-digitale, in un contesto italiano in cui si registra un elevato e dispendioso numero di filiali, 50 ogni 100 mila abitanti in Italia in confronto alle 15 nel Regno Unito e 40 in Germania, e la carenza di un’efficace offerta digitale per il cliente. Adottando questi strumenti, però, secondo Accenture, le banche potranno aumentare i propri ricavi almeno del 30% nei prossimi 5 anni, puntando principalmente su quattro competenze: la gestione dei dati, trasformandosi in “data driven company”, la gestione dell’ecosistema e delle collaborazioni con gli altri partner, imparando a creare una nuova catena del valore digitale, la gestione delle persone e del lato umano della relazione, con il re-skilling delle competenze del personale, il mercato dei talenti e la tecnologia al servizio delle persone diventeranno fondamentali, e infine la gestione della sicurezza, non più come tema IT, ma come priorità di business.

Con questo processo di costante trasformazione, attraverso l’elaborazione dei Big Data la banca del futuro – secondo la lettura di Accenture – dovrà riuscire a sfruttare la tecnologia per implementare il dialogo con i propri clienti, indirizzando ciascun segmento di clientela verso il canale di interazione più coerente e facendo leva su nuovi e più efficienti modelli distributivi. Mentre con l’Intelligenza Artificale sarà possibile semplificare e automatizzare le operazioni più semplici in modo da abbattere i costi e aumentare così i margini di ricavo.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Antonello Salerno
giornalista

Giornalista professionista dal 2000, dopo la laurea in filologia Italiana e il biennio 98-2000 all'Ifg di Urbino. Ho iniziato a Italia Radio (gruppo Espresso-La Repubblica). Poi a ilNuovo.it, tra i primi quotidiani online nati in Italia, e a seguire da caposervizio in un'agenzia di stampa romana. Dopo 10 anni da ufficio stampa istituzionale sono tornato a scrivere, su CorCom, nel 2013. Mi muovo su tutti i campi dell'economia digitale, con un occhio di riguardo per cybersecurity, copyright-pirateria online e industria 4.0.

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