Tink nelle mani di Visa, sul piatto 1,8 miliardi. Per Poste plusvalenza da 53 milioni - CorCom

OPEN BANKING

Tink nelle mani di Visa, sul piatto 1,8 miliardi. Per Poste plusvalenza da 53 milioni

La fintech svedese, integrata con più di 3.400 banche e istituzioni finanziarie per 250 milioni di clienti in tutta Europa, manterrà il marchio e il team di gestione. Nell’ambito dell’operazione il gruppo italiano ha ceduto la partecipazione del 4,7%, incassando 3,5 volte l’investimento iniziale

25 Giu 2021

Visa spinge sull’open banking. La società ha firmato un accordo per rilevare la fintech svedese Tink per 1,8 miliardi di euro. La piattaforma, integrata con più di 3.400 banche e istituzioni finanziarie per 250 milioni di clienti bancari in tutta Europa, manterrà il marchio e il team di gestione e la sede rimarrà a Stoccolma.

Visa finanzierà l’operazione con la liquidità disponibile e l’acquisizione non avrebbe alcun impatto sul programma di riacquisto di azioni precedentemente annunciato o sulla politica dei dividendi, come si legge in una nota della società.

“Ci impegnamo a fare tutto il possibile per promuovere l’innovazione e responsabilizzare i consumatori a sostegno degli obiettivi dell’open banking in Europa spiega il ceo e presidente di Visa Al Kell – Riunendo la rete di Visa e le capacità di open banking di Tink, forniremo maggiore valore ai consumatori e alle imprese  con strumenti per rendere le loro vite finanziarie più semplici, affidabili e sicure”.

In merito all’acquisizione da parte di Visa, i cofondatori di Tink hanno dichiarato in una nota: “Man mano che abbiamo conosciuto Visa, è diventato chiaro che condividiamo una missione comune: collegare il mondo finanziario e accelerare la crescita e l’adozione di servizi finanziari digitali – evidenzia Daniel Kjellén, ceo e co-founder di Tink – Collaborare con Visa significa che ora saremo in grado di muoverci più velocemente e raggiungere più lontano che mai, e sappiamo che Visa è il partner perfetto per la prossima fase del nostro viaggio. La partnership con Visa ci permetterà di far crescere ulteriormente la nostra organizzazione, i nostri prodotti e servizi, per servire meglio i nostri clienti attuali e futuri, pur continuando ad operare come un marchio indipendente e a costruire sugli incredibili punti di forza di Tink”.

Il coinvolgimento di Poste Italiane

Nell’operazione coinvolta anche Poste Italiane che, attraverso la sua controllata PostePay, ha venduto la partecipazione del 4,7% fully diluted nella fintech svedese al Gruppo Visa.

Poste Italiane ha incassato 3,5 volte il valore dell’investimento iniziale, pari a 22 milioni, nell’arco di 18 mesi.

La plusvalenza al netto delle imposte è pari a circa 53 milioni, che comporta un incremento del patrimonio netto tramite “altri utili e perdite complessivi” senza impatto a conto economico.

La partnership con Tink proseguirà, permettendo a Poste Italiane di beneficiare delle opportunità dell’open banking nell’ambito della normativa Psd2, facendo leva sull’ affidabilità del proprio marchio, e sull’utilizzo di strumenti analitici data-driven.

“Questa operazione conferma la validità dell’approccio differenziato di Poste Italiane verso l’innovazione. Nel caso specifico l’alleanza con operatori di mercato disruptive consente a Poste Italiane di accelerare la propria strategia di innovazione – spiega una nota – L’operazione è soggetta all’autorizzazione da parte delle autorità regolamentari ed altre consuete condizioni di closing”.

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