Euro digitale, Visco: "Benefici per la stabilità finanziaria"

LA VISION

Euro digitale, Visco: “Benefici per la stabilità finanziaria”

Il governatore della Banca d’Italia: “La moneta emessa dalla Banca centrale aiuterebbe a preservare la fiducia dei cittadini nel sistema monetario e nelle forme di denaro privato. Garantire sicurezza, privacy e facilità d’uso”

26 Nov 2021

F. Me.

L’euro digitale garantirebbe una maggiore stabilità finanziaria in un quadro di crescita inarrestabile dei pagamenti digitali. Secondo il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, “l’euro digitale assicurerebbe che il pubblico continui a godere dei benefici legati all’uso dell’unica moneta priva di rischi, quella emessa dalla banca centrale, e aiuterebbe a preservare la fiducia dei cittadini nel sistema monetario e nelle forme di denaro privato. Anche la politica monetaria e la stabilità finanziaria potrebbero trarne benefici”.

“Una moneta digitale emessa dall’Eurosistema fungerebbe da complemento, piuttosto che da sostituto, rispetto al contante e agli altri mezzi di pagamento elettronici esistenti o che potranno essere sviluppati in futuro”, ha puntualizzato intervenendo al convegno “Il sistema finanziario europeo nella prospettiva post-Covid”, organizzato dall’Associazione Europea per il Diritto Bancario e Finanziario (Aedbf).

Le sue caratteristiche, ha proseguito Visco, “dovranno essere tali da soddisfare le aspettative degli utenti, garantendo la privacy, la sicurezza e la facilità di utilizzo, e favorire l’innovazione e la trasformazione digitale dell’economia”. E per “evitare effetti indesiderati sul mantenimento della stabilità monetaria e finanziaria saranno necessarie analisi quantitative per valutare l’opportunità di introdurre vincoli all’utilizzo della moneta digitale (ad esempio, limiti agli importi che possono essere detenuti o trasferiti dagli utenti)”.

Secondo il governatore, “la decisione sulla possibile emissione di un euro digitale sarà presa nei prossimi anni alla luce dei risultati delle attività che abbiamo avviato”.

I rischi delle cripto-attività

“La diffusione non controllata delle cripto-attività presenta per il pubblico forti rischi ed è costante il nostro impegno per contenerli, informando i risparmiatori dei pericoli legati agli investimenti in quelle attività digitali che, per loro natura, hanno un valore instabile e sono altamente esposte a bolle speculative – ha poi chiarito Visco – Per le cosiddette stablecoins, che si prefiggono di mantenere un valore stabile nel tempo e che potrebbero essere utilizzate per i pagamenti, abbiamo collaborato alla stesura delle dieci raccomandazioni adottate dal  Financial Stability Board e riconosciute dal Gruppo dei Sette (G7) riguardanti le implicazioni normative e di vigilanza”.

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“ Abbiamo inoltre partecipato attivamente al negoziato per la definizione di un quadro normativo europeo volto, tra l’altro, a garantire la redimibilità di tali attività. Operiamo nelle sedi della cooperazione internazionale per garantire che le innovazioni nei pagamenti digitali privati siano sicure; come ribadito nell’ambito del G7 nessun progetto di stablecoin può essere avviato fino a che non siano adeguatamente soddisfatti i necessari requisiti legali, normativi e di supervisione”.

Secondo il governatore a livello globale “i rischi per la stabilità finanziaria derivanti dallo sviluppo del mercato delle cripto-attività sono in aumento. Sebbene queste ultime rappresentino una quota contenuta del valore totale delle attività finanziarie, la loro capitalizzazione è aumentata di 3,5 volte nel 2021, raggiungendo i 2.800 miliardi di dollari”.

“L’uso delle tecnologie digitali nell’offerta di prodotti e servizi finanziari deve avvenire in condizioni di sicurezza per gli investitori, gli emittenti e l’economia in generale – ha avvertito – Le caratteristiche di alcune tipologie di cripto-attività, come l’anonimato o l’emissione e la circolazione su infrastrutture completamente decentralizzate – ha concluso il governatore – destano anche particolari preoccupazioni legate all’eccessivo consumo energetico, al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo”.

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