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Auto elettriche, con il Vehicle-to-grid si può rivendere energia

Con la tecnologia V2G i veicoli possono fungere da unità di stoccaggio per l’energia rinnovabile e ciascun mezzo potrebbe alimentare fino a 5 abitazioni per 24 ore. Vantaggi finanziari per gli automobilisti e i distributori di rete con un beneficio significativo per l’ambiente. Hyundai Italia in pole position

Pubblicato il 10 Gen 2023

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Vehicle-to-Grid: così si chiama l’innovativa tecnologia dietro cui si nasconde una potenziale soluzione per supportare la transizione del comparto Automotive alle fonti rinnovabili. Di fronte allo scenario prospettato dall’Agenzia europea dell’Ambiente, secondo cui entro il 2050 l’80% delle auto nell’Unione europea sarà completamente elettrico, sono infatti numerose le sfide che si aprono per i consumatori, le comunità e la stabilità delle reti elettriche locali. Ecco dunque la necessità di orientarsi su soluzioni innovative come, appunto, il V2G, che può sfruttare l’energia derivata da fonti rinnovabili immagazzinata nelle batterie dei veicoli elettrici re-immettendola nella rete elettrica nei momenti di picco della domanda, portando benefici sia ai proprietari di EV, sia all’intera società.

Ma vediamo nel dettaglio, come spiegato da Hyundai in un video, di cosa si tratta.

Cos’è la tecnologia Vehicle-to-Grid?

Il Vehicle-to-Grid (V2G) è un concetto innovativo in via di sviluppo per sfruttare le potenzialità dei veicoli elettrici: in futuro, questa tecnologia potrebbe rappresentare una caratteristica chiave di tutte le EV. La tecnologia consente alle reti elettriche di far fronte al carico incrementale derivante dalla ricarica di milioni di veicoli elettrici, al contempo integrando meglio le fonti rinnovabili intermittenti nel sistema. I veicoli elettrici dotati di tecnologia V2G, infatti, possono fungere da unità di accumulo per l’energia rinnovabile. Collegate alla rete, le batterie dei veicoli elettrici con tecnologia V2G possono essere utilizzate come riserva quando necessario. I veicoli possono reimmettere in rete l’energia rinnovabile precedentemente immagazzinata nei momenti in cui l’energia solare o eolica non può essere generata, come ad esempio nelle ore serali o in assenza di vento, come anche nei momenti di maggior consumo in cui sarebbe altrimenti necessario ricorrete a fonti non sostenibili.

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“La tecnologia V2G darà ai veicoli elettrici uno scopo secondario al di fuori del trasporto passeggeri. La loro energia può essere reimmessa in rete per essere utilizzata dalle aziende locali di distribuzione dell’energia, mentre le loro batterie possono essere utilizzate per immagazzinarla, aiutando i distributori a stabilizzare la rete”, afferma Yukihiro Maeda, Head of Cross-carline di Hyundai Motor Europe. “Oltre a gestire la fornitura di energia nei momenti di picco e a contribuire alla decarbonizzazione del sistema elettrico, questa tecnologia può anche generare vantaggi finanziari per gli automobilisti e i distributori di rete, fornendo al contempo un beneficio significativo per l’ambiente”.

I benefici della tecnologia V2G per la società

Oltre a fornire vantaggi ai proprietari di veicoli elettrici, con l’ulteriore sviluppo e diffusione delle infrastrutture a suo supporto, la tecnologia V2G ha anche il potenziale per portare vantaggi alla società nel suo complesso, alle reti energetiche locali e all’ambiente. Quando le turbine eoliche o i pannelli solari producono più elettricità di quella richiesta dalla rete, i veicoli elettrici con capacità V2G possono essere utilizzati per immagazzinare l’elettricità in eccesso. Pertanto, questa tecnologia potrebbe svolgere un ruolo molto importante in futuro nella gestione dell’approvvigionamento energetico. Oltre a sostenere la stabilizzazione della rete locale, la tecnologia V2G contribuirà anche alla fornitura affidabile di energia rinnovabile.

Dal punto di vista dell’offerta, la disponibilità di energia rinnovabile è già in crescita, ma con la tecnologia V2G ora c’è il potenziale per raggiungere questo obiettivo anche dal lato della domanda. In media, la maggior parte delle auto rimane parcheggiata e ferma per il 96% del tempo, ovvero per oltre 23 ore al giorno, mentre i viaggi quotidiani di solito richiedono solo circa un decimo della capacità della batteria di un EV. Dopo aver caricato i propri veicoli a un costo inferiore durante le ore non di punta, i proprietari di veicoli elettrici possono vendere l’energia non utilizzata immagazzinata nelle loro batterie durante le ore di punta, quando l’elettricità scarseggia e il suo prezzo è più alto. In questo modo, le batterie dei veicoli elettrici possono essere utilizzate come fonte di energia flessibile e a basse emissioni di carbonio per migliorare la stabilità della rete, riducendo inoltre i costi operativi per i fornitori di energia.

V2G: una tecnologia già future-proof

Il V2G è una tecnologia a prova di futuro, già disponibile ora. La riorganizzazione della rete – che richiede la collaborazione di una serie di soggetti istituzionali e non, come i governi, i fornitori di energia e gli Oem (Original equipment manufacturer) – è già in corso. Inoltre, un protocollo comune per la comunicazione tra i veicoli elettrici e la rete è in fase di definizione. Un singolo veicolo elettrico può immagazzinare energia elettrica sufficiente ad alimentare fino a cinque abitazioni per 24 ore. Un’intera flotta di EV potrebbe avere un impatto significativo su intere città, grazie alla capacità di sfruttare l’energia rinnovabile in eccesso nelle ore centrali della giornata e di compensare i picchi di domanda della rete al mattino e alla sera. Grazie alla tecnologia V2G, le auto del futuro non solo saranno in grado di fornire energia alla rete, ma anche alle case dei clienti. Per rendere possibile tutto questo e incoraggiare l’ulteriore diffusione della tecnologia V2G, è necessario sviluppare ulteriormente i modelli di business, studiare la fattibilità commerciale e prendere in considerazione le questioni normative.

Gli step verso un’adozione di massa del V2G

L’adozione di massa della tecnologia V2G richiederà una forte adesione e cambiamenti comportamentali da parte dei consumatori, come anche sviluppi continuativi, digitalizzazione delle reti elettriche, e maggiore collaborazione tra gli attori del settore come dei governi. Anche se il V2G non raggiungerà una diffusione di massa ancora per qualche anno, la tecnologia rappresenta una soluzione in grado di offrire diversi benefici per i consumatori, specialmente in un momento storico caratterizzato dall’aumento dei prezzi e dalla scarsità di energia – con il numero di EV in crescita.

V2G: i case history di Hyundai in Europa

In Europa, Hyundai sta già mettendo in pratica la tecnologia V2G attraverso due importanti progetti pilota nei Paesi Bassi e in Germania, in collaborazione con partner del settore energetico e tecnologico. La città olandese di Utrecht punta a sviluppare la prima regione bidirezionale al mondo. Qui, Hyundai sta collaborando con l’operatore di mobilità locale We Drive Solar, mettendo a disposizione una flotta di unità Ioniq 5 per un nuovo servizio di mobilità alimentato dalla tecnologia V2G.

“L’ambizione di We Drive Solar è quella di realizzare un’applicazione su larga scala del V2G con una flotta di centinaia di Ioniq 5 condivise in modo bidirezionale a Utrecht e, successivamente, in altre città europee”, afferma Robin Berg, direttore di We Drive Solar. “A questo scopo, stiamo costruendo la più grande fabbrica di stazioni di ricarica bidirezionale in Europa e stiamo lavorando a stretto contatto con Hyundai per consentire l’aumento di scala dell’ecosistema bidirezionale”.

Allo stesso tempo, in Germania, Hyundai sta collaborando con Next Kraftwerke, che opera come intermediario tra i fornitori di energia e la rete. “Grazie al progetto pilota in Germania, abbiamo potuto utilizzare le strutture a disposizione per testare la fattibilità tecnica di un futuro servizio V2G”, afferma Jens Kronen, Senior Open innovation manager di Hyundai Cradle, divisione di venture capital e open innovation dell’azienda. “L’obiettivo era quello di prequalificare i veicoli elettrici di Hyundai e fornire energia di controllo secondaria (Srl). In questo modo, siamo stati in grado di utilizzare le auto come una centrale elettrica virtuale e di partecipare al mercato dell’energia”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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