E-commerce in salsa green: il 47% degli italiani vira su fashion e food "ecosostenibili" - CorCom

SCENARI

E-commerce in salsa green: il 47% degli italiani vira su fashion e food “ecosostenibili”

Secondo i dati di una ricerca realizzata da Netcomm, in collaborazione con Veepee, gli e-shopper sempre più attenti alla scelta dei materiali e alle modalità di produzione nonché alle confezioni eco-friendly e riciclabili. E per il 40% conta anche l’innovazione tecnologica: piacciono i camerini virtuali e i chioschi interattivi in store

05 Ott 2021

Veronica Balocco

Nel 2020 le-commerce europeo è cresciuto fino a 757 miliardi di euro, con un aumento del +10% rispetto ai 690 miliardi di euro del 2019: segno che la pandemia ha fatto esplodere il commercio online, nonostante prima dell’emergenza sanitaria il 70% dei rivenditori e grossisti non fosse organizzato per le vendite online. Ma è la sostenibilità, intesa nelle sue diverse sfaccettature, il vero valore centrale che accompagna l’evoluzione digitale deitre settori dell’economia italiana dove le nuove tecnologie stanno generando un’evoluzione senza precedenti: Fashion&lifestyle, Food&grocery e On-life health.
Ad affermarlo sono i dati emersi dal Rapporto Europeo sull’e-commerce 2021 e dalla ricerca “Il customer journey di prodotti Fashion e lifestyle”, pubblicata da Netcomm, in collaborazione con Veepee, e focalizzata sul mercato italiano.

Aspettative su innovazione tecnologica e logistica

Secondo l’indagine  con focus sull’Italia, il 47% del campione si aspetta che i brand si impegnino a innovare e implementare in ottica di sostenibilità tutti gli aspetti relativi al processo di produzione e di acquisto online di un prodotto. Gli e-shopper si aspettano soluzioni sostenibili non solo nella scelta dei materiali e nella produzione, ma anche delle modalità di consegna e spedizione, che devono essere sempre più attente all’ambiente circostante, e delle confezioni, le quali devono essere riciclabili ed eco-friendly.

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Alla domanda di sostenibilità seguono altre due tipologie di aspettative legate all’evoluzione digitale dei servizi. La prima è quella dell’innovazione tecnologica (40%): camerini virtuali, realtà aumentata, chioschi interattivi in store, possibilità di consultare in negozio contenuti online (per es. attraverso Qr code) sono elementi sempre più interessanti agli occhi dei consumatori italiani.  Ma anche le innovazioni nell’ambito logistico (32%), come provare in negozio e ricevere a casa il prodotto, il click&collect in store e la possibilità di acquisto in un negozio e ritiro presso un altro punto vendita, sono servizi ormai indispensabili.

Liscia: “Cambiamenti destinati a radicarsi”

“I comportamenti, le preferenze e il mindset che i consumatori hanno adottato durante la pandemia hanno generato cambiamenti che sono destinati a radicarsi e permanere – afferma Roberto LisciaPresidente di Netcomm –. Se pensiamo che, nel solo 2020, 1 utente su 4 ha eseguito più operazioni di online banking, 1 su 4 ha utilizzato servizi di assistenza sanitaria direttamente dallo smartphone e ben 2 persone su 5 hanno incrementato la frequenza degli acquisti online, si comprende come l’anno appena trascorso abbia messo in luce l’importanza della trasformazione digitale, che ha stimolato produttori, retailer e l’intero settore del commercio al dettaglio ad aprire nuovi canali di vendita online per adottare nuove soluzioni di commercio omnicanale, ma ha anche aiutato le Pmi ad accedere a nuovi mercati, tanto che più del 20% dei consumatori europei ha comprato nel 2020 in un Paese diverso dal proprio Paese di residenza”.

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