L'INTERVISTA

Inwit, Suigo: “Digitale e sostenibilità, altro che moda. Serve azione”

“Le aziende che sottovaluteranno la questione dovranno presto fare i conti con danni reputazionali difficili da recuperare. Sono due trasformazioni globali, profonde e irreversibili che vanno affrontate con una visione unica”

19 Apr 2022

Mi Fio

Michelangelo Suigo

Le aziende che si limitano a parlare di sostenibilità solo per ‘moda’ senza passare davvero all’azione dovranno presto fare i conti con danni reputazionali difficili da recuperare”: ne è convinto Michelangelo Suigo, Direttore Relazioni esterne, Comunicazione e Sostenibilità di Inwit, la tower company che sta spingendo forte l’acceleratore proprio sulle politiche di sostenibilità divenute parte integrante e portante del business in chiave di transizione ecologica in qualità di ingrediente chiave anche di quella digitale. “Il digitale è il più grande alleato della sostenibilità, non si può essere sostenibili senza le tecnologie digitali – racconta Suigo a CorCom -. Si tratta di due trasformazioni globali, profonde e irreversibili, che vanno affrontate con una visione unica, perché si tratta di due facce della stessa medaglia”.

Suigo, quanto incide il processo di digitalizzazione nel creare una società sostenibile?

Oggi, con il percorso di ripresa ormai avviato e il Pnrr entrato nella fase di attuazione, abbiamo tutti il dovere di guardare al futuro e iniziare a costruire insieme un Paese più digitale, inclusivo e sostenibile da consegnare ai nostri figli e alle generazioni che verranno. La digitalizzazione è infatti la vera leva per la creazione di una società più giusta ed inclusiva ma anche più sostenibile e resiliente. Un Paese che deve e può andare alla stessa velocità, grazie ad una digitalizzazione che permetta a tutti i territori di non rimanere vittime del digital divide, ma che attraverso la tecnologia e le tante opportunità offerte dal 5G, possano trovare un rinnovato rilancio. Inwit è impegnata nella costruzione di una “Smart Italy”, in cui il digitale rappresenti davvero un’opportunità per costruire un Paese migliore, nel quale servizi evoluti, innovazione, sostenibilità e attenzione ai bisogni dei cittadini e del territorio costituiscano gli assi portanti di un nuovo modello di sviluppo.

Come sta evolvendo lo scenario?

La pandemia ha messo a dura prova la tenuta del sistema Paese, ma ha anche accelerato l’affermarsi di nuovi paradigmi, mettendo le aziende italiane davanti a una scelta: preservare lo status-quo oppure provare ad avere un atteggiamento proattivo con una visione di lungo periodo, per poter arrivare preparati al “new normal” del post pandemia. Tra i cambiamenti più interessanti che sono scaturiti da quest’ultima opzione, c’è stato l’investimento in nuovi modelli operativi più snelli ed efficienti, a supporto di una crescita aziendale sostenibile e duratura. Se molte aziende, prima della pandemia vedevano la sostenibilità come elemento di differenziazione, oggi è sempre più vista come elemento imprescindibile per poter rimanere competitivi sul mercato e far fare all’intero Paese quel salto in avanti di cui ha bisogno. Senza dimenticare che un’azienda sostenibile è anche un’azienda che ha saputo sfruttare le nuove tecnologie per innovare i modelli di business, che grazie a ciò è riuscita a fronteggiare al meglio la fase di emergenza e ora stanno affrontando al meglio anche questa fase di ripresa. Basti pensare che la “nuova” Inwit, con il completamento della fusione con Vodafone Towers, è nata totalmente in modalità smart working, essendosi compiuto il 31 marzo 2020. L’intero processo di fusione, e quindi di integrazione, è stato gestito in questo “new normal”.

Come impatta l’approccio sostenibile al business sulla reputazione di un’azienda e come si può essere concretamente incisivi?

Ormai non si può più prescindere da un approccio sostenibile al business. Se prima la cosiddetta “svolta green” era qualcosa di davvero innovativo, ora parlarne risulta riduttivo, perché giustamente la richiesta arriva dal mercato e riguarda tutte le dimensioni della sostenibilità. Nelle aziende sta crescendo una consapevolezza importante, che si traduce in un vero e proprio impegno etico e morale verso i territori, le comunità, le persone. Ed è questo impegno, fatto di azioni concrete, a fare la differenza.

C’è anche un tema di comunicazione, come renderla efficace?

In Inwit stiamo cercando di lavorare su una comunicazione puntuale, continua e trasparente, fondamentale per raccontare agli stakeholder le performance aziendali anche in termini di sostenibilità. Il nostro Report Integrato, di cui abbiamo appena pubblicato la seconda edizione, risponde proprio a questa logica e vuole fornire una visione completa della strategia, del modello operativo e della governance, integrando le informazioni finanziarie a quelle non finanziarie. Riteniamo che sia l’approccio migliore e più efficace per comunicare le modalità con cui Inwit gestisce le proprie attività, sfruttando tutti i canali a disposizione e mantenendo un costante dialogo con i nostri stakeholder.

Concretamente come viene integrata la sostenibilità nelle strategie di Inwit?

Il 24 febbraio scorso il board di Inwit ha approvato l’aggiornamento al 2024 del Piano di Sostenibilità, parte integrante della nostra strategia di business. Il Piano è stato sviluppato a partire dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e intende contribuire concretamente al raggiungimento di alcuni degli Sdgs individuati. Il Piano è focalizzato su cinque aree di impegno Esg: Governance, People, Environment, Innovation, Community. Per ciascuna di esse abbiamo definito uno o più obiettivi a medio-lungo termine, con delle linee di azione e delle attività, per le quali misureremo di anno in anno i progressi raggiunti. Il nostro Piano di Sostenibilità coinvolge trasversalmente tutte le funzioni aziendali e rappresenta il driver per la transizione verso un modello di business sempre più sostenibile, che parte dalla nostra mission di supportare gli operatori di telecomunicazioni nella realizzazione delle reti mobili, anche per lo sviluppo del 5G e dell’Fwa. Reti che sono necessarie nel processo di promozione e di trasformazione digitale, in grado di abilitare l’adozione di modelli produttivi sempre più sostenibili e circolari.

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