LA PIATTAFORMA

Pnrr, software Enea per calcolare il taglio di emissioni di CO2

Il modello “CO2mpare” consente di fare valutazioni ex ante, in itinere ed ex post su piani e programmi finanziati con risorse europee. Si stima una riduzione di circa 560 milioni di tonnellate di emissioni per i progetti legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza. Ecco come funziona

Pubblicato il 12 Gen 2024

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Enea lancia un nuovo software per calcolare le emissioni evitate di COequivalenti dai programmi europei. La soluzione prende il nome di CO2mpare v.2.0 e rientra nell’ambito del progetto CO2mpare Evolution per supportare le attività dei vari progetti per la sostenibilità, la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici.
Il nuovo modello di calcolo ha stimato un risparmio cumulativo di oltre 170 milioni di tonnellate di COequivalenti per i progetti Fesr (Fondo europeo per lo sviluppo regionale) e Jtf (Just transition fund), previsti dal documento di orientamento strategico per la programmazione dei fondi europei (Accordo di partenariato 2021-2027).

Applicazione a Fesr, Jtf e Pnrr

Versione aggiornata del precedente CO2mpare, il modello si propone di rispondere alle sfide della programmazione 2021-2027 ed è stato presentato da Enea a Roma in occasione di un evento nel quale sono stati illustrati i risultati dell’applicazione della nuova versione all’Accordo di partenariato 2021-2027 (Fesr e Jtf), che prevede 45 milioni di euro per la riduzione dei divari territoriali, e al Pnrr. L’applicazione al Pnrr ha consentito di stimare una riduzione di circa 560 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti nell’arco totale di vita degli interventi, ovvero dall’avvio alla loro conclusione.

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Valutazioni ex ante, in itinere ed ex post

Il modello CO2mpare v. 2.0 consente di fare valutazioni ex ante, in itinere ed ex post su piani e programmi: si possono stimare in anticipo gli effetti di scenari alternativi legati alla programmazione degli interventi previsti per poi verificare l’allineamento delle attività con gli obiettivi iniziali e, infine, analizzare i risultati raggiunti.

Come spiega Cecilia Camporeale, ricercatrice del Dipartimento Enea Sostenibilità, circolarità e adattamento al cambiamento climatico dei sistemi produttivi e territoriali, i vantaggi sono molteplici: “Il modello fornisce le emissioni cumulate di COequivalenti di un piano o programma partendo dall’allocazione finanziaria totale ripartita, in base alle scelte delle amministrazioni nazionali o regionali, per settore di intervento. Consente di distinguere tra emissioni dirette ed emissioni indirette, sia nella fase di cantiere sia nella fase operativa. Grazie alla sua flessibilità, può essere applicato a piani e programmi ricostruendo un’architettura ad hoc, utilizzando la libreria dei progetti-tipo standardizzati di cui il modello dispone e che, nell’ambito del progetto CO2mpare Evolution, è stata aggiornata. Inoltre, permette di confrontare scenari alternativi relativamente a uno stesso programma. È, dunque, uno strumento significativo per orientare le scelte di investimento, in special modo quelle di coesione dell’Unione europea, verso una crescita sostenibile e un’economia a basso contenuto carbonico”.

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