PNRR 2

Rifiuti tecnologici: Assoraee dice no alla “statalizzazione”

L’Associazione contraria all’emendamento che prevede la creazione di una società pubblica di estrazione delle materie prime critiche dai Raee. “Lo Stato si concentri piuttosto su normative esistenti, controlli e semplificazione delle procedure”

07 Giu 2022

Veronica Balocco

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 “No alla statalizzazione del trattamento dei rifiuti elettrici ed elettronici”. Lo afferma Assoraee (Associazione delle imprese di recupero dei rifiuti tecnologici, associata ad Assoambiente) in una lettera inviata al ministero dello Sviluppo economico in cui si “critica fortemente l’emendamento presentato dal senatore Cioffi nell’ambito” della “conversione in legge del decreto recante ulteriori misure urgenti per l’attuazione del Pnrr”. “Creare una società pubblica che si occupi dell’estrazione delle materie prime critiche dai rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) significa ‘statalizzare’ il trattamento stesso dei Raee – viene osservato – un intervento normativo costoso e controproducente che mira a scavalcare, con dubbi risultati, un settore che oggi produce eccellenti performance in termini di recupero e riciclo”.

La norma proposta “stabilisce la costituzione della Società miniera nazionale spa, interamente partecipata dallo Stato, con il compito di ‘provvedere all’estrazione delle materie prime critiche dai rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee), applicando le migliori tecniche disponibili al fine di assicurare il rispetto delle norme ambientali, nonché di promuovere e supportare progetti di ricerca e innovazione nell’ambito dei processi di sfruttamento e trasformazione delle medesime materie prime'”. 

“Il settore non va sottratto al mercato”

”È evidente – si legge nella nota di Assoraee – che l’estrazione delle materie prime critiche dai Raee assume oggi sempre più rilevanza strategica anche in funzione della politica degli approvvigionamenti sicuri e sostenibili delle materie prime. Tuttavia ‘statalizzare’ l’attività di estrazione delle materie prime critiche dai Raee, e in altre parole il trattamento stesso dei Raee, oltre ad apparire un’iniziativa di dubbia utilità (oltre che costosa), risulterebbe controproducente in quanto significherebbe sottrarre al mercato un settore in cui non mancano certo le tecnologie, le competenze imprenditoriali e le professionalità, sviluppate nel corso di lunghi anni e quindi non improvvisabili. Lo dimostrano gli elevati standard di certificazione a cui le aziende di trattamento iscritte nell’elenco del Centro di coordinamento Raee sono tenute a conformarsi, così come gli eccellenti risultati di recupero e riciclo raggiunti dal settore (intorno al 90% dei quantitativi trattati)”.

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Le misure proposte

Assoraee ritiene che, “in una materia così complessa e delicata come quella delle materie prime critiche ricavabili dai rifiuti, sarebbe molto più utile che lo Stato si concentrasse sull’attuazione e sull’applicazione delle normative esistenti, sull’esercizio delle competenze previste dalla legge, come la vigilanza ed il controllo del sistema Raee e la definizione dei decreti attuativi (come ad esempio quello per l’End of Waste), nonché sulla semplificazione dei complessi iter procedurali a cui sono sottoposte le imprese, che oggi rappresentano il più grave ostacolo all’economia circolare. 

“Per quanto riguarda infine la promozione ed il supporto a progetti di innovazione e ricerca, che è il secondo degli obiettivi che dovrebbe perseguire la società in parola, si condivide il principio ma si ritiene che tale obiettivo potrebbe essere raggiunto implementando – eventualmente con risorse aggiuntive – gli strumenti esistenti, come ad esempio il credito d’imposta ricerca e sviluppo e innovazione tecnologica per la transizione ecologica”, conclude l’associazione.

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