Data sharing leva di business: +9% di ricavi grazie alla collaborazione sugli ecosistemi - CorCom

IL PUNTO

Data sharing leva di business: +9% di ricavi grazie alla collaborazione sugli ecosistemi

Lo fa presente una nuova ricerca del Capgemini Research Institute, secondo cui le aziende inserite in data ecosystem più collaborativi e complessi possono ottenere un ulteriore vantaggio in termini finanziari pari a 10 punti percentuali. Intanto il 48% delle organizzazioni prevede di lanciare nuove iniziative e l’84% di queste lo farà entro i prossimi tre anni

14 Lug 2021

Veronica Balocco

Le organizzazioni che condividono, scambiano e collaborano attraverso i dati all’interno di un ecosistema possono ottenere benefici finanziari fino a 940 milioni di dollari (o il 9% dei ricavi annuali per un’organizzazione con un fatturato annuo pari a 10 miliardi di dollari). A farlo presente è una nuova ricerca del Capgemini Research Institute, dalla quale emerge che, nei prossimi cinque anni, questi benefici potranno essere raggiunti grazie a tagli sui costi, nuovi flussi di ricavi e incremento della produttività.

Il report, dal titolo “Data sharing masters: How smart organizations use data ecosystems to gain an unbeatable competitive edge”, stima un ulteriore vantaggio in termini finanziari pari a 10 punti percentuali per le organizzazioni inserite in data ecosystem più collaborativi e complessi. Tuttavia, il 61% delle organizzazioni è integrato soprattutto in ecosistemi che prevedono una condivisione dei dati piuttosto semplice, con bassi livelli di collaborazione, mentre solo il 39% delle aziende sta trasformando le informazioni basate sui dati in un vantaggio competitivo di lungo periodo.

Cresce l’interesse per la monetizzazione dei dati

Per quanto riguarda i principali driver di business legati alla partecipazione delle organizzazioni agli ecosistemi di dati, il 54% dichiara un interesse crescente verso la monetizzazione degli stessi, dal momento che i data ecosystem hanno avuto un impatto significativo su molteplici aspetti delle aziende: un incremento del 15% in termini di customer satisfaction, un aumento della produttività o dell’efficienza operativa del 14% e una riduzione dei costi dell’11% su base annua. Per questo, la maggior parte delle organizzazioni è ottimista riguardo agli ecosistemi di dati e prevede di registrare benefici di pari livello anche nei prossimi tre anni.

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Accelerazione in arrivo sugli ecosistemi

Dallo studio emerge anche che, grazie alle prospettive di incremento del business value, un’organizzazione su quattro si è detta pronta a investire oltre 50 milioni di dollari nei data ecosystem entro i prossimi due o tre anni e il 76% oltre 10 milioni di dollari, con un investimento medio per ogni azienda di circa 40 milioni di dollari. Si notano significative variazioni in termini di investimento per quanto riguarda i paesi e i settori: il 55% delle organizzazioni attive nel comparto delle telecomunicazioni investirà oltre 50 milioni di dollari, mentre nel settore bancario la percentuale scende al 43%. Healthcare ed enti governativi rimangono indietro, con un investimento superiore ai 50 milioni di dollari stimato rispettivamente dal 18% e dal 7% degli intervistati.

Stati Uniti e Regno Unito saranno i paesi a registrare gli investimenti più ingenti, con più di un’organizzazione su tre che registrerà investimenti per oltre 50 milioni di dollari nei prossimi tre anni. Quasi la metà delle organizzazioni (48%) intende accedere a nuovi ecosistemi o iniziative, e l’84% prevede di farlo entro i prossimi tre anni. Più di un’organizzazione su tre (36%) sta lavorando per rafforzare le iniziative all’interno dell’ecosistema esistente. Se da un lato i benefici finanziari sono chiari, dall’altro il 61% delle aziende si sta ancora interessando a ecosistemi tradizionali a basso valore, con uno scarso livello di collaborazione e una condivisione dei dati piuttosto semplice. Solo il 14% delle aziende ha infatti adottato modelli di data ecosystem più collaborativi e tipologie di condivisione dei dati più complesse.

Gli ecosistemi di dati guidano l’agenda della sostenibilità

Tra i fattori interni che spingono le organizzazioni a prendere parte agli ecosistemi di dati, il 60% degli intervistati citano la volontà di fare progressi su obiettivi legati allo sviluppo sostenibile e al cambiamento climatico. Tra le organizzazioni che desiderano creare un impatto sociale e di sostenibilità attraverso gli ecosistemi di dati, la maggior parte si concentra sull’impegno per lo sviluppo sostenibile con una prospettiva ambientale, sociale e di governance (73%) e per l’inclusione delle fasce sociali più svantaggiate (65%).

“I dati sono per noi molto più di una risorsa e siamo organizzati per massimizzarne il potenziale attraverso la loro condivisione – ha dichiarato Christina Poirson, Group chief Data officer di Société Générale -. Stiamo assistendo a un forte slancio normativo nell’Ue per istituire sistemi di condivisione dei dati più fluidi nel settore dei servizi finanziari. Le solide strutture di data governance che abbiamo implementato proteggono i dati sensibili dei clienti e sono allo stesso tempo in linea con l’evoluzione delle normative: questo contribuisce non solo a rendere più fluido lo scambio di dati con i partner del nostro ecosistema, ma permette anche ai nostri clienti di ottenere maggiori benefici”.

“I dati sono il fulcro dell’innovazione – aggiunge Marco Perovani, Coo di Capgemini in Italia -. Le organizzazioni che ne stanno sfruttando il potenziale hanno già notato i chiari vantaggi che emergono dalla loro condivisione e oggi guardano anche a fonti meno tradizionali di dati, come gli aggregatori e i data disruptor, al fine di ricavare informazioni rilevanti e di buona qualità che possano far nascere nuove idee, decisioni di business e, soprattutto, estendere il vantaggio competitivo dell’azienda”.

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