Digitale, Gardini: "Non solo industria 4.0, governo apra alle coop" - CorCom

LA PROPOSTA

Digitale, Gardini: “Non solo industria 4.0, governo apra alle coop”

Il presidente del’Aalleanza delle cooperative italiane: “Digitalizzare i processi produttivi vuol dire anche cooperazione 4.0”. Il ministro Poletti: “Dalla cooperazione aiuto prezioso per coniugare tecnologia e partecipazione”

29 Set 2017

A.S.

“Richiamiamo l’esigenza che il piano italiano Industria 4.0 sia aperto, nella sua cabina di regia, e non solo formalmente, anche alle cooperative italiane. In Italia, come nel mondo, la difitalizzazione dei processi produttivi non è solo Industria 4.0, ma anche Cooperazione 4.0”.

Lo afferma Maurizio Gardini, presidente dell’Alleanza delle cooperative italiane, in occasione del workshop “La cooperazione nella trasformazione digitale del lavoro”, organizzato a Milano nell’ambito del G7 Italia.

“Dedicare un programma del governo alle imprese di dimensioni medio – grandi che premia gli investimenti di grandi dimensioni accentuerebbe la polarizzazione tra poche grandi imprese e l’ossatura imprenditoriale delle pmi italiane – prosegue Gardini – Il movimento cooperativo in Italia conta oltre 13 milioni di soci e 1,3 milioni di occupati, per il 52,8% donne, e realizza un fatturato di 161 miliardi di euro. L’Alleanza delle Cooperative italiane ne rappresenta oltre il 93% per fatturato e l’85% per occupazione”.

Per il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, “l’innovazione tecnologica va governata, ha bisogno di regole” e va pensata considerando “le persone, la loro vita e la loro dignità”. In questo dibattito sulla trasformazione digitale e sulla quarta rivoluzione industriale , “dobbiamo fare un grande investimento sulla conoscenza, sulla formazione, quindi, sul sapere”, sottolinea Poletti, aggiungendo che “bisogna fare in modo che il sapere venga trattato come un investimento”. Il mondo cooperativo può portare il suo contributo in questa discussione, in cui rientra il tema della relazione tra le persone e la tecnologia, perché “ha una storia di partecipazione condivisione e mutualizzazione, quindi di partecipazione attiva dei cittadini”, dice il ministro, evidenziando l’importanza che questo “oggi si metta in campo sul tema dell’innovazione e della tecnologia con la volontà di essere partecipi ad una discussione globale

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