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L'INTERVISTA

Filisetti: “La PA italiana retrograda? Luoghi comuni, molte eccellenze”

Nutanix rilancia ancora dopo due anni di forte crescita. Il country manager: “Abbiamo appena scalfito la superficie”. Riflettori puntati sulla PA centrale e sui territori. Cresce la squadra. E il business vola anche grazie al Piano Industria 4.0 e al Gdpr

14 Mar 2018

Mila Fiordalisi

Condirettore

Rafforzare la copertura territoriale facendo leva sui partner, sempre più qualificati e certificati, e spingere il posizionamento fra i top spender. Sono questi gli obiettivi 2018 di Nutanix, “piccola” azienda – ma leader nel magic quadrant 2018 di Gartner per le infrastrutture iperconvergenti – che negli ultimi due anni è riuscita a raddoppiare il fatturato in Italia e che prevede una crescita sostenuta anche nel 2018.

I numeri, quelli del business, sono top secret. E anche le grandi referenze nella PA centrale, per policy pubblica. Ma il country manager Alberto Filisetti sostiene che l’azienda “ha appena scalfito la superficie”, a far intendere che il business è in continua evoluzione e che i numeri sono in forte rialzo.  “Ci stiamo strutturando e stiamo lavorando anche allo sviluppo del canale. Operazione non semplice considerato che c’è bisogno di formazione, catechizzazione e motivazione.

La PA centrale dunque. Come pensate di farvi strada?

È un business che richiede dedizione. E noi ce la mettiamo tutta. Abbiamo debuttato con l’Istat, nostro cliente dal 2013 (e peraltro presente in qualità di referente alla tappa romana del roadshow Next on Tour 2018, ndr) ed è stata un’esperienza davvero interessante. E abbiamo anche altre importanti referenze che però purtroppo non posso citare. E siamo solo all’inizio. Fra l’altro abbiamo deciso di avere una presenza anche a Roma, per la copertura del centro sud oltre a quelle di Milano che copre l’area Nord Ovest e Padova per il Nord Est. Insomma stiamo puntando sulla creazione di gruppi di lavoro dedicati che operino per territori e top account.

Quindi state anche assumendo.

Si stiamo ampliando la squadra. Siamo ancora pochi ma a metà 2018 saremo una trentina in tutto. Stiamo integrando soprattutto sistemisti e figure commerciali proprio in vista della crescita e delle potenzialità del mercato. Oltre alla PA centrale stiamo entrando pesantemente nell’area finance e ci interessa molto il manifatturiero. E soprattutto nell’area nord Est anche lo small and medium business.

Lo “stallo” politico non rischia di penalizzarvi? Quali sono secondo lei le iniziative da spingere?

Industria 4.0 e Gdpr sono le “voci” che hanno impattato positivamente sul nostro business. Riguardo a industria 4.0 gli incentivi del Piano Calenda hanno rappresentato una leva per molti e bisogna tenere alta l’attenzione su questo tema anche perché in Italia è tutto ancora da fare.

Senta ma cos’è che vi contraddistingue dai competitor? E soprattutto perché la PA centrale dovrebbe affidarsi a voi se ci sono fior fior di colossi a offrire servizi simili?

Simili non significa identici. Il nostro fiore all’occhiello è l’innovazione perché se si smette di innovare si smette di crescere. Ogni anno cambiamo di fatto la proposizione delle nostre soluzioni. E poi negli ultimi due anni abbiamo acquisito una serie di realtà operative nel campo dell’orchestrazioni delle applicazioni che è la vera sfida. Il punto non sono più i data center: ormai tutte le aziende e gli enti hanno un data center anche perché tutti oramai per lavorare hanno bisogno di applicazioni ad hoc, a partire dalla banale posta elettronica. Noi siamo stati precursori nel mercato delle infrastrutture iperconvergenti in cui l’infrastruttura è “invisibile” e sono le applicazioni e servizi a fare la differenza. E se siamo riusciti già ad accreditarci presso importanti PA centrali è perché evidentemente le nostre soluzioni hanno una marcia in più. Il nostro approccio è entrare in punta di piedi per far “testare” sul campo le nostre proposte.

La PA è pronta a recepire tutta questa innovazione?

Nella PA centrale, checché se ne pensi, ci sono delle eccellenze anche in termini di competenze tecnologiche. Ci sono persone in grado di ascoltare e valutare e comprendere i vantaggi e le differenze fra proposte. Abbiamo anche riscontrato un discreto successo in ambito universitario, un altro campo non semplice.

E la PA locale vi interessa?

Certo che sì. Il cantiere Nutanix è un work in progress. Al momento non abbiamo la quantità di risorse necessaria per affrontare la sfida a livello locale ma è solo questione di tempo.

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