Governo Draghi: nel totonomine Marco Bentivogli, il sindacalista fautore di Industria 4.0 - CorCom

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Governo Draghi: nel totonomine Marco Bentivogli, il sindacalista fautore di Industria 4.0

L’ex segretario generale della Fim-Cisl, ora a capo di Base Italia, fra i super favoriti: sarebbe candidato per il Ministero dello Sviluppo economico

09 Feb 2021

Mila Fiordalisi

Direttore

Marco Bentivogli, l’ex segretario generale della Fim-Cisl, passato alla storia del sindacato come il principale fautore della rivoluzione Industria 4.0 è fra i super-favoriti nel totonomine per il Governo Draghi. A capo di Base Italia, l’associazione presieduta da Luciano Floridi – nel comitato direttivo anche Carlo CottarelliBentivogli sarebbe in pole come ministro dello Sviluppo economico.

Classe 1970, Bentivogli ha lasciato la Fim-Cisl lo scorso mese di luglio dopo esserne stato Segretario Generale dal novembre del 2014. Nel 2018 con l’allora Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda  lanciò un Piano industriale per l’Italia delle competenze (Piano Calenda-Bentivogli). In uno dei suoi ultimi interventi nel ruolo di Segretario generale del sindacato, a giugno scorso, Bentivogli aveva ribadito la necessità impellente della trasformazione digitale prevedendo “una poderosa accelerazione al ricorso di tecnologie 4.0 e a un sistema di automazione più avanzata”, sull’onda della pandemia.

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“Le tecnologie 4.0 hanno consentito una minore vulnerabilità delle impese rispetto allo shock esterno”, sottolineava Bentivogli. Quanto al calo di investimenti su robotica e tecnologie per l’Industria 4.0 registrato nel 2018 e nel 2019 il segretario generale della Fim-Cisl sottolineava come il trend fosse attribuibile “anche alla dissolvenza dei programmi governativi di sgravio su questo tipo di investimenti”. “Ci sarà una selezione terribile verso aziende che non hanno investito in innovazione e contemporaneamente ci sarà la necessità di un lavoro importante di accompagnamento. Da questo punto di vista è utile fare andare a pieno regime i competence center e i digital innovation hub. Dobbiamo ricordarci che abbiamo un tessuto di micro e piccole imprese, per cui sarà necessario rivedere la riflessione in ottica ecosistemica”.

A luglio scorso Bentivogli ha acceso i riflettori sul tema dello smart working nel libro “Indipendenti- Guida allo smart working”. L’emergenza Coronavirus rappresenta e rappresenterà uno spartiacque unico, il punto di non ritorno.  “Ora, però, c’è da ragionare”, dice Bentivogli nell’introduzione. “Se il mondo dopo il virus non può essere lo stesso, neanche il lavoro può tornare allo status quo ante”. E il lavoro è “il crocevia delle grandi trasformazioni”, quelle che l’Italia non è ancora stata in grado di cogliere soprattutto sul fronte dell’innovazione declinata in chiave digitale. Ma lo smart working non riguarda solo i lavoratori: “Cambia l’impresa, la mentalità, le gerarchie, le culture organizzative”. E se fino a pochi mesi fa veniva considerato un’opportunità “ora è una necessità urgente”, ne è convinto Bentivogli.

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