L'ANNUNCIO

Il Politecnico di Torino si dà all’Industria 4.0

L’ateneo piemontese pronto a ospitare uno dei competence center nazionali. Il ministro allo sviluppo economico Carlo Calenda: “Senza talenti non ci può essere innovazione”. Il rettore Marco Gilli: “Creeremo un punto di snodo fondamentale fra ricerca e industria”

15 Feb 2017

Andrea Frollà

Il Politecnico di Torino sarà una delle sedi dei Competence center previsti dal piano nazionale Industria 4.0. L’annuncio arriva direttamente dal rettore dell’ateneo Marco Gilli che, intervenendo all’inaugurazione dell’anno accademico alla presenza del ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, definisce il polo che nascerà all’interno dell’università piemontese “un punto di snodo fondamentale fra ricerca e industria”. L’ambito industriale di riferimento sarà l’automotive ad ampio spettro, dai materiali alle macchine, ai laser e metodi di progettazione.

“In questi anni l’industria è sparita dall’agenda dei governi, così come la cultura ed altri asset – spiega Calenda -. L’effetto di 25 anni di disinteresse su fattori fondamentali per la tenuta di un Paese come l’innovazione e la competitività ci hanno reso fragili e fatto sì che nessun paese abbia sofferto come l’Italia in questi anni di crisi”. Con il piano industria 4.0, aggiunge il ministro, “abbiamo riportato l’industria nell’agenda del governo. È un grande piano fatto insieme a tutte le componenti della società e credo funzionerà. Una sfida che dobbiamo affrontare con cautela, governandola e investendo sui talenti”. Rivolgendosi agli studenti, Calenda conclude che “le competenze tecniche sono importanti però a un ingegnere è chiesta non solo la capacità di innovazione ma anche di saperla spiegare, dunque competenza tecnica ma anche spirito umanistico senza il quale si rischia di perdere la sfida per l’innovazione”.

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“In tempi brevi – aggiunge il vice rettore per il Trasferimento tecnologico Emilio Paolucci – il Competence center sarà esteso a rete a livello regionale ed europeo”. Essendo il Piemonte una delle regioni europee con maggiore capacità di brevettazione in nuovi ambiti tecnologici, prosegue Paolucci, “verrà posta l’attenzione anche su settori correlati come l’aeronautico, il ferroviario, il biomedicale, l’agricoltura e l’alimentare”.

L’annuncio dell’ingresso del Politecnico di Torino segna l’aggiunta di un nuovo tassello al mosaico della formazione previsto dal piano Industria 4.0, che prevede di formare 200mila studenti universitari e 3mila manager specializzati nell’industry 4.0. Il tema delle competenze è comunque solo uno dei 4 pilastri del progetto messo in piedi dal Mise: sono previsti infatti incentivi investimenti innovativi, la creazione di infrastrutture abilitanti e strumenti pubblici di supporto.