STRATEGIE

Impresa 4.0, la stabilizzazione dei bonus pilastro della ripresa

La commissione Industria del Senato evidenzia la necessità di rendere strutturali gli incentivi e di coinvolgere maggiormente Pmi e startup innovative. Focus anche su fibra e 5G. Assist dal governo: Conte e Patuanelli pronti ad intervenire con il Recovery Fund

06 Ott 2020

“Occorre potenziare gli strumenti che nel corso degli ultimi anni hanno dato i risultati più significativi in termini di stimolo alla produttività e alla crescita, in particolare procedendo alla stabilizzazione pluriennale degli incentivi del Programma Impresa 4.0 e del superbonus al 110%”. È uno dei rilievi della commissione Industria al Senato sulla relazione sul Recovery Plan messa a punto dalla commissione Bilancio. La X commissione chiede poi che sia “prioritari” i finanziamenti del Fondo di garanzia. Sempre al capitolo imprese l’Industria “si raccomanda di rafforzare il sostegno alle startup ed alle Pmi innovative; di promuovere le catene strategiche del valore; di investire nelle tecnologie emergenti e in rilevanti progetti di ricerca e sviluppo, sviluppando al contempo le reti di competence center e digital innovation hub per assistere la diffusione dell’innovazione”.

“Essenziale – sempre secondo la commissione. che il Governo adotti un ampio piano di misure fiscali volte a incentivare i comportamenti virtuosi sotto il profilo ambientale, sia in termini di detrazioni fiscali e crediti dimposta sulle spese sostenute per lacquisto di prodotti riciclati o per ladeguamento tecnologico dei processi produttivi, sia in termini di agevolazioni o riduzioni delle imposte, anche locali, per quelle imprese che abbiano volontariamente adottato iniziative green”.

Più in generale la commissione evidenzia la necessità di destinare risorse adeguate ai progetti di transizione green. Nelle specifico: “sottolinea la necessità che il Governo destini adeguate risorse per l’attuazione del secondo progetto Ipcei sulle tecnologie collegate allo sviluppo di batterie innovative e di progetti futuri, quali quelli per lo sviluppo e l’implementazione di tecnologie per una mobilità verde e autonoma, per la salute ‘intelligente’; per un’industria a bassa emissione di carbonio, per il progresso dell’IoT nell’industria. A tal fine sarà, inoltre, fondamentale il coinvolgimento e l’integrazione delle startup innovative e pmi, che dovranno essere messe in condizione di poter far parte del processo di sviluppo tecnologico, nonché di esserne capofila”.

Il 5G sugli scudi

Per la commissione Lavori Pubblici e Infrastrutture del Senato è necessario dare impulso: allo sviluppo delle infrastrutture e dei servizi digitali del Paese (datacenter e cloud); alla promozione degli investimenti che favoriscono l’innovazione in settori strategici, tra i quali quelli dei trasporti e delle telecomunicazioni; alla realizzazione di interventi per il completamento della rete nazionale in fibra ottica e lo sviluppo delle reti 5G, con riguardo a tutte le aree del Paese, comprese quelle a fallimento di mercato, e a tutte le componenti della popolazione”. La commissione fa dunque “riferimento alle aree di competenza del ministero dello Sviluppo economico e, in particolare, alla digitalizzazione del Paese”.

In questo ambito, si rileva ancora, “siano privilegiate le migliori tecnologie esistenti sul mercato, anche in considerazione della prevista regolazione dello smart working, che impone interventi importanti a sostegno delle tecnologie digitali”. La commissione, considerata l’importanza strategica della digitalizzazione del Paese e dello sviluppo delle telecomunicazioni e delle riforme necessarie, “raccomanda vivamente, oltre ai necessari investimenti per consentire al Paese di essere al passo con altri partner mondiali, la puntuale e doverosa tutela degli interessi nazionali e della privacy dei cittadini attraverso la costante promozione del ruolo di garanzia che lo Stato deve mettere in campo”

Impresa 4.0, la strategia del governo

Anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha evidenziato l’urgenza di rendere struttutale Impresa 4.0. “Devono essere strutturali gli incentivi nei programmi per le imprese, come Transizione 4.0 – ha detto Conte durante l’Assemblea nazionale di Confcooperative – Penso anche al potenziamento delle competenze informatiche di base in tutta la comunità”.

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Ieri in audizione al Senato sul Recovery Plan, il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli ha delineato le mosse che il governo intende mettere in campo per fruttare i fondi del Next Generation Eu, con un focus sul piano Transizione 4.0.

Secondo Patuanelli, il rafforzamento del pacchetto smart manufacturing “è fondamentale nella nostra politica di sviluppo economico”. In questo senso emerge forte “la necessità di orientare in un range vicino ai 25 miliardi per sostenere tutta la parte del 4.0 con i rafforzamenti di cui stiamo parlando”.

“E’ necessario passare dal 12% al 20% il credito d’imposta in Ricerca e sviluppo, aumentare i massimali, cercare strumenti per ampliare ancora di più la platea; soprattutto una forte campagna attraverso le associazioni di categoria perché le imprese utilizzino quello strumento visto che le percentuali di utilizzo sono ancora troppo basse”. Patuanelli ha ricordato che le risorse per questa, e altre misure, non arrivano solo dal Recovery Fund ma anche dai fondi per le politiche di coesione e dalla legge di Bilancio.

Ma perché la strategia del governo funzioni, bisogna  prevedere una serie di iniziative di discontinuità: un patto con le imprese. “Noi vogliamo una transizione vera che ci porti ad avere sistemi produttivi compatibili con l’ambiente, ma per fare ciò abbiamo bisogno di discontinuità e le imprese devono avere la voglia di innovare e innovarsi”, ha spiegato, sottolineando la necessità di avere “poche aree di progetto, ma ad alto impatto. Altro criterio fondamentale sarà la disponibilità di strumenti semplificati e dall’attuazione “certa e rapida, in modo da far arrivare a terra gli investimenti in tempi certi: serve un focus forte sugli interventi che andremo a fare”.

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