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IL REPORT

Industria 4.0, boom degli ordinativi. Calenda: “Rendere strutturale il piano”

I dati Ucimu registrano una crescita di richieste di macchine “robotizzate” del 21,5% su base annua: traina il mercato interno dove l’aumento è stato di oltre 86%. Il presidente Carboniero: “Impatto positivo da superammortamento e iperammortamento”. Il ministro: “Serve continuità”

24 Gen 2018

Federica Meta

Giornalista

Crescono ancora gli ordini di macchine utensili italiane. Nel quarto trimestre del 2017 l’indice di Ucimu – Sistemi per produrre, l’associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot e automazione, ha registrato un incremento del 21,5% su base annua. Gli ordini esteri sono cresciuti del 6,2% rispetto al periodo ottobre-dicembre 2016, mentre sul fronte interno i costruttori italiani di macchine utensili hanno registrato un incremento della raccolta ordini dell’86,2% rispetto al quarto trimestre del 2016.

Su tutto il 2017 l’indice totale ha registrato un incremento rispetto al 2016 del 13,7%. Gli ordini esteri sono cresciuti del 4,7% a totale recupero dell’arretramento registrato l’anno scorso, mentre gli ordini interni hanno registrato un incremento del 45,9%.

“L’andamento della raccolta ordini del 2017 -spiega Massimo Carboniero, presidente di Ucimu- documenta due fenomeni decisamente positivi per il manifatturiero: da una parte, l’indice rileva la ripresa delle commesse oltreconfine il cui risultato, nel 2016, era stato invece deludente; dall’altra registra l’ottima performance degli investimenti in sistemi di produzione nel nostro paese ove gli utilizzatori, con un ritmo crescente nel corso del 2017, hanno acquisito tecnologia di ultima generazione per le proprie aziende”. Sul mercato interno, aggiunge, “è evidente l’impatto che i provvedimenti contenuti nel piano Industria 4.0, e in particolare Super e Iper ammortamento, hanno avuto sull’andamento delle vendite e sulla raccolta degli ordinativi”.

Soddisfazione è stata espressa dal ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda. “L’aumento di oltre il 45% degli ordini interni di macchine utensili italiane nel 2017 rispetto allo scorso anno registrato oggi da Ucimu è un ottimo risultato, perché significa non soltanto un aumento degli investimenti delle imprese e della domanda interna, ma rappresenta il segnale di nuovo percorso intrapreso dell’industria italiana sempre più orientata verso nuovi prodotti, efficientamento dei processi e tecnologie più evolute – dice il ministro – Il balzo degli ordinativi di macchinari, robot e automazione registrato da Ucimu è certamente il frutto di una congiuntura economica  favorevole e della accresciuta propensione dei nostri imprenditori a competere a livello internazionale, ma è anche il risultato del nuovo sistema di incentivi – non più a bando ma automatici, semplici e focalizzati sull’innovazione – varato con il Piano Impresa 4.0, in particolare con le misure di super e iper ammortamento”.

Nuovi macchinari e tecnologie presuppongono inoltre nuove competenze e, proprio per favorire la formazione continua dei lavoratori e preparare gli studenti ad affrontare le sfide professionali legate alla quarta rivoluzione industriale, ecco perché evidenzia Calenda “con l’ultima Legge di Bilancio, il Governo ha previsto il rafforzamento del pilastro sulle competenze del Piano Impresa 4.0 introducendo il credito di imposta al 40% sulle spese del personale impiegato in corsi di formazione in nuove tecnologie  ed il potenziamento degli Istituti Tecnici Superiori”. Alla luce di questi dati, il ministro sottolinea l’importanza di rendere strutturale il Piano nei prossimi anni  “per poter cosi garantire la programmabilità degli investimenti e sostenere la competitività delle imprese italiane”.

Confindustria lancia il Manifesto “La Responsabilità sociale d’impresa per l’Industria 4.0”. Diviso in dieci punti, è rivolto alle imprese che cambiano per rendere il Paese più sostenibile. Tra i principali capitoli del documento: maggiore governance per la competitività; attenzione ai problemi sociali e ambientali; sostegno all’innovazione di modelli di business e strategie aziendali orientate al raggiungimento degli SDGs (Sustainable Development Goals) dell’Agenda 2030; promozione della formazione e della ricerca; supporto a politiche e sistemi di gestione per assicurare l’integrità dei comportamenti e contrastare la corruzione; individuazione di adeguati strumenti di politica economica; sviluppo di partnership pubblico-private e con il terzo settore.

I nuovi scenari mondiali impongono ormai un’attenzione più sistematica da parte di tutti gli attori economici: la sostenibilità e la responsabilità sociale, dunque, non sono esclusivamente corollari delle attività industriali, bensì leve gestionali e strategiche necessarie. E rappresentano driver centrali per diminuire i costi, incrementare la produttività, attrarre consumatori e investitori, cogliere opportunità di mercato.

“La nostra è una chiamata all’azione dell’imprenditoria italiana, perché sostenibilità e innovazione sono i due pilastri dello sviluppo economico del Paese – spiega il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia – Non si tratta solo di una consapevolezza come cittadini, ma anche della necessità di un cambio di visione. Occorre infatti ragionare e continuare a lavorare su un differente modello di sviluppo, che alla sostenibilità e all’innovazione coniughi la responsabilità”, conclude il leader degli industriali.

In Confindustria la Rsi è stata inserita nella delega per la politica industriale affidata al vicepresidente Giulio Pedrollo ed è stato costituito un apposito Gruppo Tecnico, incaricato di divulgare la tematica mediante tutta una serie di iniziative e attività.

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