Industria 4.0, Calenda lavora a incentivi software - CorCom

IL PIANO

Industria 4.0, Calenda lavora a incentivi software

Riunione al Mise per definire i prossimi step. Si punta al connubio hardware-software per generare il circolo virtuoso degli investimenti

11 Ott 2016

Mila Fiordalisi

Il ministero dello Sviluppo economico sta valutando l’opportunità di includere anche la componente software fra le soluzioni incentivabili nell’ambito del Piano Industria 4.0. È quanto emerso stamattina in occasione della presentazione da parte di Assinform dei dati sul mercato digitale relativi al primo semestre 2016. (Qui le slide della presentazione)

Mettere nero su bianco nel Def i 13 miliardi di incentivi fiscali. Ridefinire i perimetri delle soluzioni incentivabili attraverso il superammortamento, allargando l’orizzonte al software. Velocizzare i tempi di attuazione. Sono queste secondo Assinform le tre condizioni necessarie e imprescindibili affinché il Piano Industria 4.0 entri nel vivo. “Il dialogo con il Mise è aperto e deve essere consolidato”, sottolinea il presidente dell’associazione Agostino Santoni. “Siamo convinti che solo dal connubio hardware software si potrà mettere in moto il circolo virtuoso”. Da parte sua il direttore dell’associazione di Confindustria Antonello Busetto ha puntualizzato che “ieri si è tenuta una riunione al Mise per definire le mosse prossime venture e la nuova impostazione”.

Secondo Assinform bisogna inoltre sui tempi attuativi: l’associazione paventa il rischio, molto concreto, che le aziende blocchino gli investimenti in attesa che cifre e tempistiche vengano messe nero su bianco nel Def. E sarebbe un dramma se si considera che proprio le componenti più innovative del mercato digitale stanno trainando l’intero comparto: l’Internet of things, uno degli ingredienti principali della ricetta Industria 4.0, nei primi mesi 2016 ha registrato una crescita del 15%. “L’IoT è quanto di più potente ci possa essere per innestare le potenzialità del digitale in quelle degli altri settori chiave del made in Italy – ha sottolineato Santoni – innovandone prodotti, servizi e filiere, e offrendo spazi molto promettenti ai progetti di digitalizzazione diffusa in chiave Industria 4.0”.