Industria 4.0, Casalino (Techno Sky): “Skill manageriali leva di sviluppo”

L’Ad della società di Enav all’Eustema Day: “Automazione e diffusione di tecnologia non bastano, serve capitale umano in grado di guidare il cambiamento”

Pubblicato il 11 Mag 2016

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Industria 4.0, Casalino (Techno Sky): “Skill manageriali leva di sviluppo”

Nell’Industria 4.0 resta centrale l’uomo e le sue competenze. Ne è convinto Domenico Casalino, Ad di Techno Sky, la società di Enav che gestisce le tecnologie del controllo del traffico aereo in Italia.

“In generale, sappiamo che la qualità e la sicurezza della nostra vita quotidiana si basano sulla disponibilità di sistemi tecnologici complessi: smartphone e navigatori, diagnostica avanzata e telemedicina, semafori intelligenti e volo aereo sono alcuni esempi di tecnologie complesse di uso quotidiano – ha sottolineato Casalino, in occasione dell’Eustema Day – Noi sappiamo che quelle tecnologie, che sembra quasi che vivano di vita propria, non possono funzionare senza alcune persone: quegli specialisti che le progettano, installano e gestiscono, riparandole quando l’imprevisto irrompe dall’agguato in cui si nasconde. Il cuore pulsante, tecnologico e digitale, della nostra società continua ad essere gestito e regolato da persone, e questo ci rassicura molto”.

Secondo Casalino, nel nascente mondo dell’industria 4.0, la sfida epocale è quella di integrare automazione e alte competenze umane. “Possiamo osservare questa prospettiva e studiarla, considerando che l’industria 4.0 ha alcuni precursori, uno dei quali è il comparto delle tecnologie aerospaziali in cui noi operiamo – ha spiegato il manager – Nelle grandi organizzazioni complesse occorrono persone qualificate per gestire sistemi complessi ed assicurare i servizi essenziali e dunque critici. Questa è proprio la missione di Techno Sky e il nostro motto è CON TECHNO SKY FUNZIONA. SICURAMENTE”.

Ma tutto questo non va da solo, non ci sono automatismi nelle relazioni umane e meno che mai nel management. Quali sono le dunque le competenze manageriali necessarie a gestire, nelle grandi organizzazioni complesse, i grandi sistemi complessi mission critical, con tecnologie e requisiti in costante e rapida evoluzione?

“Io dico che occorre ARTE, che in questo caso è anche un acronimo – ha detto – A per Affidabilità, basata su competenze multidisciplinari (tecniche, economiche, giuridiche), orientamento al servizio e al cliente, teamwork e problem solving. Insomma, il mio azionista mi chiede la garanzia che i sistemi funzionino, ed io glielo garantisco, con uno straordinario team di specialisti che tra l’altro assicura riparazioni dei componenti mediamente in 40 minuti. R per Responsabilità dei valori gestiti nel proprio ecosistema. Nei contesti industriali le relazioni di lungo periodo prevalgono sulle relazioni one-shot e quindi occorre responsabilità orizzontale per gestire i nuovi contesti interconnessi e responsabilità verticale per non deresponsabilizzare chi deve gestire processi critici. T per Tecnologia. Un manager che non padroneggi la tecnologia oggi è sordo e cieco, e dunque non è una buona guida. E per Esperienza specifica dei domini gestiti: la guida delle grandi organizzazioni complesse non si può improvvisare. In conclusione, tutti dobbiamo contare sull’ARTE dei manager dell’industria 4.0”.

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