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L'EVENTO

Industria 4.0, Franchi: “Bene gli incentivi, ma le Pmi facciano rete”

Il direttore generale di Federmeccanica: “Le piccole imprese italiane hanno una formidabile opportunità. Ma serve formazione. L’investimento sulle persone è uno dei fattori strategici della competizione globale”

03 Ott 2017

A.S.

“Anche fare sistema è una forma di innovazione. Le piccole imprese italiane hanno una formidabile opportunità di crescere facendo rete. Ma serve formazione. La politica industriale deve sviluppare un ecosistema che favorisca l’innovazione e rivalutare la figura dell’imprenditore e questo può avvenire intervenendo sulla formazione. L’investimento sulle persone è uno dei fattori strategici della competizione globale”. Lo ha detto Stefano Franchi, direttore generale di Federmeccanica, intervenendo a Mantova al convegno “Hai Tech? Come innova e cresce l’impresa e l’Industria in Italia?”, durante la due giorni di seminari sulle tecnologie di visione e le applicazioni nell’industria 4.0. La manifestazione è stata promossa a Mantova da Opto Engineering, società specializzata nello sviluppo e produzione di componenti e tecnologie per la machine vision i sistemi di visione artificiale industriale, utilizzabile ad esempio nei processi di controllo qualità e nella ricerca e misurazione contactless degli oggetti.

Il comparto del machine vision ha visto nel 2017 una crescita del fatturato prodotto in Italia: secondo le stime di Opto Engineering il mercato della componentistica di visione artificiale in Italia nel 2017 supererà i 300 milioni di Euro, di questi solo il 22% sarà prodotto in Italia. Una stima in crescita rispetto al 2016 dove il volume d’affari consolidato è arrivato a 270 milioni e di questi solo 52 milioni di Euro, pari al 19%, prodotti in Italia.

“Industria 4.0 non vuole solo dire comprare nuovi macchinari e nuove tecnologie – ha detto durante la stessa tavola rotonda Luca Beltrametti, direttore del dipartimento di Economia e ordinario di microeconomia e politica economica dell’Università di Genova – ma modificare modelli produttivi e organizzativi, deve cambiare la cultura industriale. Dal nostro osservatorio risulta fondamentale la formazione a tutti i livelli. È importante proseguire sulla strada degli incentivi fiscali per l’acquisto di tecnologie, ma servono anche soluzioni fiscali che incentivino lo sviluppo di aggregazioni e per la crescita delle aziende.”

“Per poter crescere sfruttando l’innovazione è necessario considerare almeno i seguenti tre aspetti – ha sottolineato Alessandro Dragonetti, co-managing partner di Bernoni Grant Thornton durante il suo intervento – il primo è quello delle procedure: senza l’adozione di protocolli precisi, scientifici e definiti non si può pensare di poter far crescere un’azienda sul mercato. Il secondo è quello della cultura manageriale e della formazione: l’Italia soffre ancora di una scarsa cultura di gestione dell’impresa, soprattutto in relazione al passaggio, spesso traumatico, dalla prima alle successive generazioni, con queste ultime che hanno spesso non completa preparazione in tema di management. Risulta altresì necessario operare un significativo sforzo in tema di formazione delle risorse umane chiamate ad operare sulle nuove tecnologie e sui relativi processi. Infine un aspetto fondamentale è quello normativo: una legislazione frammentaria e incostante non agevola i percorsi di crescita delle imprese. Questi sono i tre aspetti da migliorare a livello strutturale e di sistema”.

“Siamo condannati a crescere ed eccellere in quello che facciamo – ha concluso Claudio Sedazzari, fondatore e presidente di Opto Engineering – la nostra è la prima realtà in Italia ad applicare l’intelligenza artificiale alla machine vision. L’innovazione è fatta dalle persone prima ancora che dalle tecnologie. L’impresa in Italia deve crescere: fermarsi, prima o poi vuol dire scomparire, oppure vendere ad un colosso straniero, disperdendo tutte le eccellenze e i talenti tipicamente italiani”.

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