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DIGITAL SKILL

Industria 4.0, GE lancia un piano di formazione per 150mila dipendenti

Previsti seminari, workshop, corsi online e bootcamp sulle nuove frontiere della manifattura digitale. Sandro De Poli, ceo di General Electric Italia: “Formare i lavoratori del futuro è responsabilità delle aziende”

03 Mag 2017

Andrea Frollà

Formare 150mila dipendenti sparsi nel mondo per spianare il terreno lungo la strada che porta all’industria 4.0. Si chiama “Brilliant Learning” il nuovo piano di formazione lanciato da General Electric (GE), che punta a creare le competenze adatte per affrontare la trasformazione digitale in atto e il paradigma industriale del futuro.

Basato sul modello delle “Brilliant Factory” di GE, cioè delle fabbriche che utilizzano big data, software, sensori, sistemi di controllo e robotica per incrementare la produttività e ottimizzare il funzionamento delle macchine e delle operazioni, il programma formativo è stato pensato per insegnare ai propri dipendenti come utilizzare tecnologie all’avanguardia e padroneggiare i nuovi processi produttivi.

Il percorso di formazione è stato progettato per essere flessibile e adattabile secondo le esigenze dei singoli siti produttivi. Il programma sarà articolato in seminari, workshop, corsi online e bootcamp sulle pratiche legate alla lean manufacturing e alla manifattura avanzata e additiva, oltre alle altre tecnologie digitali che stanno trasformando l’industria. Del resto, nessuno ha mai messo in dubbio l’importanza delle competenze e della formazione per la riuscita di qualsiasi piano di industry 4.0.

“La rivoluzione digitale industriale è una realtà. È difficile predire quale impatto avrà sull’occupazione, l’unica certezza è che si lavorerà in sistemi industriali ottimizzati per ottenere massima efficienza e qualità – spiega Sandro De Poli, presidente e ceo di GE Italia -. Le aziende hanno quindi la responsabilità di fornire alle proprie persone le competenze e le conoscenze che permettano loro di operare in questo nuovo contesto digitale. Solo così è possibile migliorare sia la qualità del lavoro che la produttività”.

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