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L'INTERVISTA

Gregori (Prom Facility): “Così portiamo Industria 4.0 dentro alle Pmi”

Il direttore del laboratorio hi-tech di Rovereto (Tn): “Noi candidati naturali a diventare competence center. Diamo la possibilità di toccare con mano e sperimentare le nuove tecnologie. Il 30 giugno ‘open day’ per studenti e imprenditori”

20 Giu 2017

Antonello Salerno

“Il 30 giugno abbiamo fissato il nostro primo ‘open day’: le porte della Prom facility saranno aperte e inviteremo scuole, università, centri di ricerca ma soprattutto aziende potenzialmente interessate ad avere in questa struttura la possibilità di avere un supporto per sviluppare prototipi innovativi. Il focus della giornata sarà il tema della stampa 3D e dell’additive manufacturing per il metallo, quindi la possibilità di stampare direttamente da polveri metalliche dei pezzi realizzati in 3D. Ci sarà un workshop dedicato, con relatori da Singapore e dal Canada. E i produttori delle macchine installate nel laboratorio illustreranno le tecnologie più innovative disponibili oggi sul mercato. In parallelo saranno organizzate visite ai laboratori, a gruppi di 15 persone, per toccare con mano i macchinari e le tecnologie già presenti e avere un’esperienza concreta di quello che si può realizzare all’interno di questa facility”. A parlare è Paolo Gregori, direttore di Prom Facility, intervistato da CorCom sul neonato centro per la prototipazione rapida nato all’interno del Polo Meccatronica di Rovereto, in provincia di Trento.

Gregori, che tipo di risposta registrate sul territorio rispetto a questa iniziativa?

Abbiamo avuto un grande sostegno fin dalle prime fasi del progetto. C’è un governo autonomo che è molto sensibile all’innovazione e già da oltre 30 anni sta investendo in maniera molto importante, tanto che il Trentino è una delle aree a livello europeo con i maggiori investimenti sull’innovazione. Poi tra i nostri partner abbiamo l’università di Trento e la fondazione Kessler, che possono dare supporto con le loro competenze e i loro ricercatori. Trentino Sviluppo è l’ente gestore, mentre al nostro fianco c’è anche Confindustria, l’associazione di categoria degli industriali che fin dall’inizio ha lavorato con noi per la definizione del progetto e anche per darci tutti gli imput che servono per capire di cosa ha bisogno il mercato industriale. Ovviamente Confindustria Trento è legata al sistema Confidustria Nazionale, e quindi noi partiamo dalle esigenze del territorio ma ci allargheremo sempre più alle esigenze delle aziende in generale, quelle che possono venire da società in tutta Italia o all’interno della Comunità europea. Su questo stiamo facendo un’azione specifica insieme con il governo provinciale, per aderire a progetti collaboratvi proprio sul tema dell’IOpen innovation, per mettere insieme competenze che sono qui a Rovereto insieme con competenze che magari stanno in Germania piuttosto che in Francia o in altri Paesi Ue.

Uno dei vostri obiettivi è quello di spingere sulla formazione. Come avete in mente di farlo?

La facility offre servizi su due principali ambiti: l’accompagnamento allo sviluppo di tecnologie e di prodotti, e la formazione, intesa come training on the job: mettere le mani sulle macchine. Tramite i tecnici e i tecnologi residenti possiamo mettere a punto percorsi di formazione a tutti i livelli: per istituti tecnici, scuole di formazione professionale, università, tesi di laurea e dottorati di ricerca e la formazione specialistica e ultra specialistica post laurea. Poi possiamo pianificare percorsi di avvicinamento per il personale aziendale, con singole aziende o gruppi di aziende. Su questo Confindustria ci potrà dare una grande mano, aiutando a creare aggregazioni per percorsi di avvicinamento sui temi, ad esempio, della stampa 3D o della prototipazione rapida o della sicurezza informatica. Questo perché altrimenti molte realtà produttive si troverebbero fino a un certo punto a sentirne soltanto parlare, e poi ad essere costrette a inseguire con il rischio di trovarsi fori dal mercato. Noi vogliamo inserirci in questo gap: va benissimo vedere cos’è l’industry 4.0 sui power point dei congressi che ogni settimana sono organizzati in giro per l’Italia, va benissimo pensare che i nostri cugini tedeschi sono già molto più avanti, ma avere un posto dove è possibile provare e toccare con mano le nuove tecnologie per la produzione industriale può essere un aiuto concreto allo sviluppo delle aziende del territorio e di quelle italiane in generale .

Su Industria 4.0. Il paino Calenda prevede l’istituzione di competence center e digital innovation hub. Avete le carte in regola per entrare in questi circuiti?

Assolutamente sì, perché questo è un progetto che è nato prima del piano Calenda e si è trovato filosoficamente – quasi magicamente – allineato alle richieste del piano. C’è semmai un problema territoriale, perché il Trentino è una piccola realtà ed è rimasto un po’ fuori dai giochi iniziali nello sviluppo del concept del piano. Ma questo non significa che non possiamo agganciarci in corsa. L’università di Trento per la parte dei Competence center e Confindustria Trento per la parte dei digital innovation hiub sono soggetti molto attivi, e stanno cercando di qualificare la Prom facility, insieme ad altre infrastrutture presenti sul territorio, come allineata a questo tipo di richieste. In una proposta complessiva che avrà un cappello più ampio, dove le università del Nordest e le Confindustria del Nordest stanno unendo gli sforzi proprio per portare le proprie eccellenze all’interno del piano Calenda”.