Industria 4.0, Guerini: "Mettiamo l'uomo al centro della rivoluzione" - CorCom

L'INTERVISTA

Industria 4.0, Guerini: “Mettiamo l’uomo al centro della rivoluzione”

Il fondatore e titolare della casa editrice che dedica una collana alla quarta rivoluzione industriale: “Vogliamo aprire il dibattito creando un network inclusivo di soggetti che dialogano, facendo crescere la consapevolezza sulle opportunità delle nuove tecnologie”

03 Lug 2017

Antonello Salerno

E’ da pochi giorni sugli scaffali delle librerie il volume “La fabbrica connessa”, il primo di una collana dedicata dall’editore Guerini a Industria 4.0, in una collana ad Hoc, “Guerini 4.0”, coordinata, per il comitato editoriale e come editor da Alessia Spigariol. Angelo Guerini, fondatore e titolare della casa editrice Guerini e Associati, spiega in un’intervista a CorCom perché ha deciso di puntare sulla “quarta rivoluzione industriale”

Guerini, la digital transformation viene sempre più spesso presentata come un’operazione culturale prima che tecnologica. Nasce da questa considerazione la vostra nuova collana?

Assolutamente sì. Il ruolo di un editore è quello di stimolare un dialogo e un dibattito pubblico maturo e consapevole attraverso la pubblicazione di libri. Si parla molto, oggi, di quarta rivoluzione industriale. Se le prime tre presentavano una connotazione tecnologica in qualche misura “univoca”, vapore, elettricità e automazione, la quarta è caratterizzata da una complessità inedita. Ci troviamo di fronte a nuove tecnologie, come Big Data, Internet of Things, Cloud Manufacturing, Robot di nuova generazione, che devono integrarsi e interagire tra loro e con l’uomo. E ciò che sta a monte non è tanto la qualità e il funzionamento dei singoli strumenti quanto la capacità di ripensare e reingegnerizzare le tecnologie nei processi e i processi nella cultura aziendale. L’elemento rivoluzionario sta qui, nella volontà e nell’abilità delle aziende di compiere un salto culturale e qualitativo di gestione e visione strategica. Perché ciò sia possibile, fondamentale è la formazione, sia quella rivolta a chi già è inserito nel mondo del lavoro, sia quella scolastica, universitaria in particolare. Un processo, innanzitutto, culturale anima e guida il nuovo paradigma Industria 4.0.

Qual è l’obiettivo di questa vostra iniziativa, e il filo conduttore che lega i titoli in uscita?

Angelo GueriniPer affrontare sfide e problematiche inedite che la quarta rivoluzione porta con sé, occorreranno un nuovo approccio, nuove competenze, nuova creatività. Il nostro obiettivo è quello di contribuire a far maturare questa consapevolezza, suscitare dibattito, dar voce, attraverso la collana e il suo comitato editoriale, a voci differenti, provenienti dall’accademia, dal giornalismo, dall’associazionismo, dal mondo dell’industria e del sindacato. In una logica sempre inclusiva, mai esclusiva. Ci piacerebbe costituire un network di soggetti che dialogano su questi temi, contaminando ambiti diversi e non sempre interagenti. Se penso a un filo conduttore, mi viene subito in mente un approccio a Industria 4.0 di tipo antropologico. L’uomo al centro di questa rivoluzione, come motore creativo, come gestore di processo.

A che pubblico mirate con Guerini 4.0? Cè la possibilità che possa “fare breccia” tra le Pmi, che sono quelle che oggi in Italia hanno più bisogno di “trasformazione digitale”?

Il pubblico cui pensiamo è il più ampio possibile. Manager, imprenditori, sindacalisti, funzionari di associazioni di categoria. Ma anche studenti, giovani, persone che desiderano semplicemente informarsi e avere una visione più ampia del fenomeno. Il discorso Pmi è fondamentale. Se le multinazionali e i grandi gruppi industriali hanno già intrapreso il cammino di 4.0, molte piccole e medie devono ancora dotarsi degli strumenti idonei per compiere il salto qualitativo. Informazione e formazione sono dunque rivolte prevalentemente a loro, con l’auspicio che il tessuto imprenditoriale delle Pmi possa al più presto assumere visione strategica e tecnologie digitali all’avanguardia per risultare competitivo a livello globale.

Che feedback state ricevendo su questa iniziativa? Prevedete di poter continuare su questo filone con altri titoli?

Un anno fa abbiamo pubblicato “Industria 4.0. Uomini e macchine nella fabbrica digitale”, un volume curato da Annalisa Magone e Tatiana Mazali. È stato un successo che ci ha indotti a riflettere sulla possibilità di dar vita a una collana editoriale sul tema. A un anno di distanza esce “La fabbrica connessa. La manifattura italiana (attra)verso Industria 4.0”, il primo libro di collana, i cui autori sono rappresentativi di quell’ibridazione di saperi e competenze di cui parlavo sopra. Un economista dell’Università di Genova, due ingegneri meccanici, direttori di due stabilimenti Bosch del Nord Italia, e un informatico con un’esperienza in Oracle e in multinazionali della Silicon Valley. I primi riscontri sono positivi e già altri tre titoli sono in cantiere. In autunno usciranno un libro dallo sguardo comparativo dedicato ai piani industriali di altri Paesi che consentirà ai lettori di metterli a confronto col Piano Calenda, un volume-inchiesta di taglio giornalistico che ci condurrà in un viaggio nelle fabbriche 4.0 a colloquio coi protagonisti sul campo, e infine un testo volto a indagare le nuove tecnologie adottate dal manifatturiero italiano nell’ambito del contesto internazionale.