Industria 4.0, il governo: servono otto miliardi di investimenti - CorCom

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Industria 4.0, il governo: servono otto miliardi di investimenti

Stimate le risorse aggiuntive dei privati per la “quarta rivoluzione industriale”. Tavolo al Mise con imprese e consulenti, per ora niente sindacati. Si punta alla formazione di un comitato ristretto fra ministeri coinvolti. Prossimo incontro fra due settimane

09 Giu 2016

Industria 4.0, il Governo stima che serviranno 8 miliardi di investimenti privati l’anno. E’ emerso nel corso del tavolo presieduto dal ministro dello Sviluppo Carlo Calenda, che ieri ha riunito al Mise anche le imprese e i consulenti del settore. Nessuna presenza dei sindacati, questa volta. Il gruppo si aggiornerà fra due settimane.

Accanto ai tecnici ministeriali anche i rappresentanti di Confindustria, Politecnico di Milano, Politecnico di Torino, Roland Berger, Boston Consulting Group e McKinsey, oltre a Maurizio Sacconi, presidente della commissione Lavoro del Senato, e Lorenzo Basso, membro della commissione Attività produttive della Camera che su Industry 4.0 ha avviato un’indagine conoscitiva.

Battezzata così l’apertura del cantiere che dovrà stabilire le tappe del processo per la trasformazione digitale della manifattura italiana. Obiettivo la stesura entro l’estate di un documento strategico, aggiornando quello prodotto durante l’era di Federica Guidi ministro. Il dato di partenza è la cifra preventivata: fra i 6 e gli 8 miliardi l’anno per i prossimi 5 anni favorendo investimenti privati.

Il documento si articolerà intorno a maxi-temi: formazione del capitale umano e riqualificazione del personale; mercato del lavoro; strumenti per favorire gli investimenti; infrastrutture abilitanti (la banda ultralarga); standardizzazione (sistemi aperti per non isolare le Pmi); finanza d’impresa (possibile coinvolgimento di Cdp).

A tirare le fila dovrà essere un comitato ristretto che oltre al Mise coinvolgerà ministero dell’Economia, del Lavoro e dell’Istruzione e ricerca. Ogni decisione, ha detto Calenda, dovrà essere sia orizzontale, cioè non orientata a singoli settori, sia tecnologicamente neutrale.

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