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REGIONI

Industria 4.0, in Puglia l’hub europeo: focus sul Cyber Physical System

L’Apulia Manufacturing Rdmi Hub è l’unico per il Mezzogiorno. In campo la Regione, Confindustria Bari e Politecnico di Bari

02 Mar 2017

F.Me

La Puglia scommette su Industria 4.0. Si chiama Apulia Manufacturing RDMI Hub, l’unico Hub Europeo del Mezzogiorno per la trasformazione digitale, il cui progetto è stato patrocinato dalla Regione Puglia e vede come capofila Confindustria Bari e Barletta-Andria-Trani (Bat) e come partner il Politecnico di Bari, il Distretto Regionale della Meccatronica Pugliese Medis e imprese del territorio nel campo dell’Information and Communication Tecnology (Exprivia, MacNil-Zucchetti, SimNT). L’Hub si pone come punto di riferimento unico in cui le aziende manifatturiere (circa 31mila in Puglia, ndr), potranno non solo trovare soluzione alle proprie esigenze di trasformazione digitale, ma anche indicazioni per il reperimento dei finanziamenti necessari. “

“Abbiamo candidato questo progetto – ha detto Mariarosaria Scherillo, presidente della Sezione Terziario Innovativo e Comunicazione di Confindustria Bari e BAT e coordinatrice del progetto – che e’ stato tra gli unici 25 progetti approvati dalla Commissione Europea ed è l’unico – ha precisato – da Roma in su. Abbiamo bisogno di un hub – ha chiarito – perché solo il 32% delle imprese italiane conosce il significato di Industria 4.0, come rileva una ricerca del Politecnico di Milano e solo l’8% delle imprese ha in maniera importante ha trasformato digitalmente le proprie aziende”.

Il progetto Apulia Manufactoring RDMI Hub, promuoverà la diffusione delle principali tecnologie, IoT (Internet of Things) e CPS (Cyber Physical System), che caratterizzano la manifattura 4.0.

Si tratta di tecnologie che “sono capaci di creare – come ha spiegato Scherillo – una interconnessione tra il web e gli oggetti fisici, costruendo un dialogo che fa interagire uomo e strumenti di produzione e che fa raggiungere alle aziende un grande livello di efficientamento. Ad esempio – ha spiegato – grazie a queste tecnologie, è possibile conoscere in tempo reale la posizione di ogni oggetto nel ciclo di produzione, conoscere la condizione e la perfomance di un macchinario e prevederne eventuali guasti, o ancora – ha aggiunto – posso monitorare minuto per minuto la logistica fino a poter predire all’acquirente di un bene, quando lo riceverà. Abbiamo accettato questa importante sfida ad aprile dello scorso anno – ha concluso – e vogliamo vincere questa sfida
per le nostre imprese, per il nostro territorio e per il mantenimento dei posti di lavoro”. “Bari ha raccolto la sfida – ha detto il presidente di Confindustria Bari e Bat, Domenico De Bartolomeo – ed è il completamento di un percorso. Confindustria – ha continuato – quest’anno nell’ultimo comitato di presidenza ha definito le indicazioni per quest’anno e al primo posto c’è Industria 4.0 che coinvolge tutti i settori.

“L’innovazione tecnologica – ha sottolineato De Bartolomeo -è quell’elemento che dovra’ essere portato avanti dalle nostre aziende per evitare che in pochi anni possano andare fuori mercato. Quindi noi ci concentreremo sulle startup, sulle idee e sull’innazione tecnologica e questa iniziativa ci offre una buona mano per fare in modo che questa evoluzione si compia. Ci candidiamo ad essere punto di riferimento – ha concluso – soprattutto per quelle aziende che hanno bisogno di capire innanziatutto cosa è Industria 4.0”.

“La Regione – ha spiegato l’assessore allo Sviluppo Economico, Loredana Capone – interviene in maniera complementare rispetto a quanto fa il Governo che finanzia i macchinari. Noi dobbiamo sostenere la ricerca e l’innovazione. Necessario che ci sia un nuovo processo culturale nell’azienda in modo che si intervenga in alcuni processi in maniera diversa da come si procedeva prima. La Regione c’è non solo con gli incentivi, che sono quelli che vengono da tutta la nuova programmazione pari a 1 miliardo e 600 milioni di euro, ma anche con una sua politica industriale”.