L'INTERVISTA

Industria 4.0, La Rosa (Samsung): “Dal Governo spinta all’eccellenza”

Il numero uno del B2B per l’Italia: “Nel Paese il panorama sta cambiando velocemente: declinato al meglio il paradigma della quarta rivoluzione industriale”. Sulla collaborazione con Alfa Romeo: “Esempio di tecnologia che aiuta le persone a vivere e lavorare meglio”

22 Mag 2017

Antonello Salerno

“In Italia il panorama su Industria 4.0 sta cambiando rapidamente, perché c’è una volontà precisa del Governo di investire. Oggi ci troviamo di fronte a un esempio di eccellenza, dove il paradigma della quarta rivoluzione industriale è stato declinato al meglio e dove si registra a 360 gradi l’obiettivo di integrare persone, macchine e tecnologie nella maniera più felice. Anche nel campo delle piccole e medie imprese abbiamo notato movimento, agevolato dal fatto che le aziende più piccole hanno tempi di latenza e processi decisionali più corti. Questo mondo si è attivato e si sta attivando velocemente, lo misuriamo anche dal fatto che in molti ci vengono a trovare, ci raccontano le loro esigenze, e insieme valutiamo le soluzioni che potrebbero corrispondere ai loro bisogni”. Lo dice a CorCom Antonio La Rosa, head of B2B in Samsung Electronics Italia, che la scorsa settimana ha partecipato a Cassino alla presentazione delle tecnologie della casa sudcoreana integrate nelle linee di produzione di Alfa Romeo.

Nei giorni scorsi avete presentato i risultati della collaborazione con Fca. Qual è il valore aggiunto delle vostre tecnologie?

Non dobbiamo dimenticare che la tecnologia deve aiutare le persone a vivere e lavorare meglio, e questo è quello che è accaduto nello stabilimento Alfa Romeo di Cassino. Grazie alla gamma di prodotti utilizzati dal personale, dagli schermi a grande formato agli smartphone, ai tablet e fino agli wearable, prodotti che si portano dietro al possibilità di essere profondamente personalizzati per i clienti. Il valore aggiunto è la possibilità di lavorare gestendo direttamente il sistema produttivo e di sviluppo dei software che montiamo sui nostri device. Gli wearable utilizzati sulle linee di produzione di Cassino sono completamente custom rispetto a quelli che si trovano sul mercato, e sono aperti alla possibilità di collaborare con terze parti per l’integrazione nei sistemi di produzione.

Quanto è importante in questo campo l’approccio open?

Riteniamo che sia la vera differenza, soprattutto per un’azienda che investe quasi il 7% delle proprie revenue in ricerca e sviluppo: basti pensare che nel 2015 sono stati investiti circa 13 miliardi di dollari, in gran parte su prodotti e tecnologie che si affermeranno nel futuro. L’approccio “open” è facilitato anche dal fatto che siamo il produttore di ciò che commercializziamo, mentre ci sono tanti brand, anche importanti, che si fanno produrre da terzi i prodotti che disegnano, magari in maniera eccellente, perdendo così la competenza rispetto al processo produttivo. E’ un aspetto che può fare la differenza, che ci dà la flessibilità di personalizzare gli oggetti in modo flessibile, rispetto ad altri che hanno più limiti e più vincoli.

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Quanto conta la vostra esperienza di produttore per il mercato consumer quando proponete soluzioni a un partner del mondo business?

Conta molto nella misura in cui oggi certi volumi ti danno la possibilità di avere quelle economie di scala e quei livelli di affidabilità che oggi produzioni di nicchia industriali non riescono a darti. Arrivare da un ambito consumer, di mass production, e andare poi a personalizzare i prodotti con accessori o soluzioni software per il business è probabilmente più semplice che partire da prodotti esclusivamente industriali e sperare di poterli adattare e rendere affidabili come quelli già testati su milioni di utenti. Rientra nella nostra filosofia il fatto che andiamo a ricercare nuove opportunità di crescita, nel mercato business, studiando soluzioni che vedono come protagonisti prodotti che sono già sul mercato, ma arricchiti da software e accessori ad hoc.

All’orizzonte c’è il 5G. Cosa vuol dire questo nuovo standard per Samsung?

A partire dalla Corea abbiamo già diversi progetti pilota attivi, per essere protagonisti anche nel mondo del networking e della tecnologia di quinta generazione. L’applicazione che si potrà avere in Italia nel breve è un qualcosa che oggi non si può prevedere con precisione, oggi sono gli operatori che giocano il ruolo più importante in questo ambito. Ma stiamo facendo dei ragionamenti ad esempio su una tipologia di reti diverse, quelle della sicurezza, le public safety Lte, sostanzialmente un ibrido della rete Lte dedicata al mondo della sicurezza dove si inizieranno ad applicare delle prime tecnologie 5G. Inoltre il 5G potrà dare un contributo importante alla penetrazione di Internet nel Paese, a integrazione della copertura delle zone che non si riesce a raggiungere con la fibra. Infine il 5g potrà essere determinante per la tecnologia delle smart cell, anche al di là del contesto delle telecomunicazioni pure.