Industry 4.0, il comparto italiano dei robot vola nel primo semestre 2021 (+88%) - CorCom

IL RILANCIO

Industry 4.0, il comparto italiano dei robot vola nel primo semestre 2021 (+88%)

Gli ordini di macchine utensili e sistemi di automazione sfiorano il raddoppio rispetto all’anno della pandemia, con una spinta del mercato domestico pari al +238%, ma le Pmi crescono meno delle grandi imprese. La presidente di Ucimu Colombo: “E’ necessario rendere gli incentivi strutturali”

13 Lug 2021

Domenico Aliperto

Se nel 2020, l’anno dell’emergenza pandemica, l’industria italiana costruttrice di macchine utensili, robot e sistemi di automazione – cuore dell’Industry 4.0 – ha registrato un netto calo di tutti i principali indicatori economici, il comparto è tuttavia riuscito a mantenere le posizioni acquisite nelle classifiche internazionali. Il settore si è infatti confermato quarto tra i produttori e gli esportatori, e quinto nella classifica dei paesi consumatori, a conferma dell’importanza del mercato italiano nello scenario internazionale.

Le performance del primo semestre e le previsioni per il 2021

A comunicarlo è Ucimu, l’Unione nazionale dei costruttori di macchine per l’industria, che sottolinea come il primo semestre del 2021 abbia invece fatto registrare un incremento degli ordini pari all’88,2%. Al risultato hanno contribuito sia gli ordini interni, cresciuti del 238%, sia quelli esteri (+57,5%). Secondo le stime di Ucimu, la produzione di macchine utensili, robot e strumenti per l’automazione dovrebbe crescere nel 2021 del 10,9%, a 5,7 miliardi di euro. Le esportazioni cresceranno del 9,4% a 3,1 miliardi di euro e il consumo del 10,9% a 4 miliardi. La vivacità della domanda italiana farà da traino per le consegne dei costruttori, attese in crescita a 2,6 miliardi (+12,7%), e per le importazioni che dovrebbero attestarsi a 1,3 miliardi (+7,6%).

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Secondo la presidente di Ucimu Barbara Colombo, intervenuta ieri durante l’annuale assemblea dei soci, “i dati di consuntivo del 2020 ben raccontano gli effetti di questa gravissima e inaspettata crisi sanitaria, ma è evidente che l’anno si sia chiuso con risultati al di sopra delle nostre aspettative iniziali. Il calo della produzione, che siamo riusciti a contenere (al -20%, ndr) ci ha permesso di fare meglio dei nostri competitors, quali Germania e Giappone. Il 2021 appare di tenore completamente diverso: c’è un clima di fiducia che cresce e si consolida di mese in mese, come emerge dai dati di raccolta ordini”.

Colombo: “Rendere gli incentivi 4.0 strutturali”

Una fiducia che dal punto di vista di Colombo “culminerà in ottobre in occasione di Emo Milano 2021“, l’esposizione mondiale del settore che “sarà il primo appuntamento espositivo internazionale dopo un anno di stop forzato. Purtroppo, però”, ha sottolineato Colombo “vi sono due fenomeni che rischiano di minare la ripresa avviata: il rincaro dei costi delle materie prime da un lato, e la scarsa disponibilità di componenti elettronici dall’altro. Il rischio che assolutamente non possiamo permetterci di correre”, ha concluso il presidente, “è che questi due fenomeni raffreddino il ciclo positivo degli investimenti, soprattutto sul mercato domestico dove gli incentivi 4.0 stanno dando buoni frutti”. Colombo ha infine rilanciato il tema degli incentivi notando il divario che separa nettamente le performance delle aziende più strutturate da quelle delle Pmi, che dispongono di budget in qualche caso non sufficienti per affrontare la sfida internazionale: “Considerazioni che dimostrano la validità dei provvedimenti contenuti nei piani di politica industriale e confermano la necessità che le misure di incentivo, quali il credito d’imposta per l’ammodernamento degli impianti e quello per gli investimenti in tecnologie 4.0, non solo proseguano per oltre il 2022, ma siano resi strutturali”.

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