IL RAPPORTO

IoT e assicurazioni, il settore auto spiana la strada al matrimonio

Entro il 2025 il 65% degli europei utilizzerà veicoli dotati di device connessi. Meno esplosiva l’ondata digitale nei segmenti casa e salute. Le tecnologie digitali spingeranno al massimo la personalizzazione delle polizze. Ecco i risultati e le previsioni del rapporto Cetif

22 Giu 2017

Andrea Frollà

Entro il 2025 il 65% degli europei utilizzerà veicoli dotati di dispositivo IoT, il 20% delle abitazioni avrà una white box installata al proprio e il 33% dei consumatori indosserà un dispositivo wearable connesso. È questo lo scenario che attendo il mondo delle assicurazioni negli anni a venire. A fotografarlo è la ricerca “IoT & New Digital Experience”, elaborata dal Centro di ricerca in Tecnologie, innovazione e servizi finanziari (Cetif) coinvolgendo nel nostro Paese 10 grandi realtà del comparto (Arca Vita, Assimoco, Cnp Vita, Credemassicura e Credemvita, Generali Italia, Helvetia, Intesa Sanpaolo Divisione Insurance, Itas Mutua, Munich RE e UnipolSai Assicurazioni) e tre partner (Deloitte, Indra e Sap).

Le tecnologie IoT, spiega il report, stanno trovando largo impiego nel settore assicurativo con un impatto diretto su tutta la catena del valore, dalla fase di ideazione del prodotto all’assistenza nel post-vendita. La grande opportunità che offrono i dispositivi connessi riguarda la possibilità di modulare i prodotti assicurativi sulle base delle esigenze del cliente, offrendo così soluzioni sempre più personalizzate. L’Internet of Things, prevedono gli esperti del Cetif, “permetterà alle compagnie di essere più vicine alle esigenze del cliente, sviluppando ulteriori punti di contatto che troveranno grande utilità in fase di gestione del sinistro, garantendo all’assicurato una risposta rapida ed efficiente”. E come si stanno muovendo sul mercato le compagnie italiane rispetto a questo contesto di forte evoluzione digitale?

Per quanto riguarda il comparto “mobility”, l’Italia assume una posizione di leadership di mercato, facendo registrare il più elevato numero di black box installate nelle auto: 5,3 milioni nel 2016. Inoltre il 55% dei principali gruppi assicurativi offre già polizze basate su device IoT. La maggioranza dei prodotti, sottolinea il rapporto, offerti si limita al settore auto, ma sono in fase di studio soluzioni che permettono di monitorare altre tipologie di mezzi di trasporto, come i motocicli, le flotte aziendali e commerciali e le biciclette elettriche.

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Anche il comparto “property” presenta numerose opportunità di sviluppo, che si scontrano tuttavia con l’elevata sotto-assicurazione della popolazione italiana in questo contesto. Tutto ciò si riflette nella proposta delle compagnie: solo il 16% dei principali gruppi offre polizze abbinate a white box. Allargando lo sguardo allo scenario internazionale, si osserva un’offerta che sempre più spesso include anche strumenti in grado di centralizzare il controllo dei diversi dispositivi IoT istallati nella propria abitazione (come ad esempio gli elettrodomestici). Inoltre si stanno producendo altri device applicabili in ambito agricolo e in quello degli animali domestici, permettendo di ampliare in modo significativo l’offerta della compagnia.

In ambito “health & wellness”, infine, si notano in Italia alcune sperimentazioni sulla scia del mercato statunitense, in cui il 31% dei principali assicuratori offre polizze abbinate a wearable. Uno dei principali motivi che frena lo sviluppo di questa tipologia di prodotti riguarda i rischi derivanti dal malfunzionamento del device e della relativa manutenzione, soprattutto per quanto riguarda la salute del soggetto assicurato. Nonostante ciò nel mercato internazionale sono già presenti numerose soluzioni come quelle basate su programmi di allenamento per migliorare lo stile di vita dell’assicurato e quelle in ambito corporate, che permettono di rendere più sicuri i luoghi di lavoro attraverso i wearable device indossati dai dipendenti.