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UTILITY

Missione smart metering per Acea, Donnarumma: “430mila nuovi contatori dell’acqua”

L’annuncio dell’Ad: “I primi 60mila entro la fine dell’anno”. La multiutility partecipata al 51% dal Comune di Roma impegnata nella scelta della tecnologia

20 Apr 2018

Missione smart metering per Acea. La multiutility di acqua, energia e ambiente partecipata al 51% dal Comune di Roma sta puntando a sostituire 430mila contatori dell’acqua con nuove apparecchiature digitali. Lo ha annunciato l’amministratore delegato Stefano Donnarumma a margine dell’assemblea degli azionisti. “Non tutti i contatori possono essere di tipo digitale – ha spiegato Donnarumma  ricordando che in tutto i contatori sono 650mila -. Almeno 60mila verranno cambiati nella seconda metà dell’anno“, ha detto, aggiungendo che la società in questo momento è impegnata nella “scelta della tecnologia”.

“Vogliamo fare di Acea un’eccellenza, lo è già in alcuni settori, vogliamo farne un’eccellenza anche nel settore della sostenibilità” ha detto il presidente di Acea, Luca Alfredo Lanzalone. L’Ad Donnarumma ha ricordato che il nuovo management “ha fatto una svolta sugli investimenti, con un incremento sostanziale per le infrastrutture, in particolare quelle idriche”. Il piano industriale presentato a novembre scorso, ha ricordato, prevede investimenti per 3 miliardi, di cui oltre 1,6 miliardi dedicati al settore idrico.

Lo smart metering è uno dei comparti a più alta vivacità nel mercato italiano dell’Internet of things che nel 2017 ha fatto un balzo in avanti del +32%: vale 3,7 miliardi di euro. La crescita registrata è in linea e in alcuni casi superiore a quella in atto negli altri Paesi Ue.

Forte driver, appunto, lo smart metering, che vale 980 milioni di euro e rappresenta il 26% del mercato, con un +3% rispetto al 2016 (a seguire Smart Car e applicazioni di smart building). Emerge dalla ricerca dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano.

“Il 2017 è stato un anno molto positivo per l’Internet of Things, sia in Italia che a livello internazionale – afferma Giulio Salvadori, direttore dell’osservatorio – La crescita del mercato, l’evoluzione tecnologica e la proliferazione di startup sono tutti fattori che dimostrano come le potenzialità dell’IoT non possano più essere ignorate: dalle imprese coinvolte nel processo di trasformazione digitale delle fabbriche, alle Pubbliche Amministrazioni che grazie alla tecnologia possono collaborare con gli attori privati per avviare progetti di Smart City, fino ai consumatori sempre più orientati all’acquisto di soluzioni smart per la casa, l’auto, la salute e il tempo libero”.

“Le imprese stanno iniziando a intravedere il potenziale dei dati raccolti attraverso i dispositivi intelligenti – dice Angela Tumino, direttore dell’Osservatorio Internet of Things – come dimostra il crescente lancio sul mercato di soluzioni che integrano IoT e piattaforme di analisi dei dati, il ricorso ad algoritmi di Intelligenza Artificiale, l’introduzione di policy al fine di garantire privacy e cyber security delle informazioni raccolte dagli oggetti connessi. Questa consapevolezza si riflette nella crescita della componente legata ai servizi, che spesso però risultano ancora ‘semplici’: dall’installazione di oggetti smart all’invio di notifiche in caso di eventi avversi, fino alla gestione dei dati in cloud. Ciononostante, iniziano ad affiorare le prime applicazioni più evolute, come le soluzioni di manutenzione predittiva abilitate dal monitoraggio in tempo reale dei parametri di funzionamento di impianti o grandi asset (Smart Factory, Smart Asset Management), oppure i servizi di pronto intervento da parte di società di vigilanza privata qualora vi sia un tentativo di furto in casa (Smart Home)”.

A spingere lo smart metering e lo smart asset management nelle utility era stato a partire dal 2016 l’adempimento agli obblighi nomativi. Il settore dei contatori intelligenti è rimasto il principale segmento di mercato IoT anche nel 2017, tallonato da vicino da quello delle smart car.

Nel 2018 si stima che, se da una parte la normativa continuerà ad alimentare la crescita delle soluzioni Smart Metering, anche la Smart Car proseguirà il suo percorso di crescita grazie all’entrata in vigore, lo scorso 31 marzo, dell’obbligo normativo legato all’eCall, che prevede che tutti i nuovi modelli di auto e furgoni leggeri siano in grado di allertare automaticamente i servizi di soccorso in caso di incidente, e all’offerta sempre più ampia di servizi abilitati dalla connettività.

“I sensori per l’IoT stanno subendo un rapido processo di evoluzione che avvicina sempre di più il mondo fisico a quello digitale – sottolinea Antonio Capone, responsabile scientifico dell’Osservatorio Internet of Things – Ad oggi qualsiasi dispositivo smart è dotato di un set di sensori utili per monitorare parametri relativi al suo funzionamento (come la carica rimanente della batteria, il tempo di funzionamento, il grado di usura dei componenti) e per raccogliere informazioni sull’ambiente circostante (ad esempio la posizione, la temperatura e l’umidità)”.

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