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LA PARTNERSHIP

Vodafone e Arduino fanno asse sull’Internet of Things

La partnership siglata con lo sviluppatore della piattaforma tecnologica apre nuovi scenari sul mercato degli oggetti connessi soprattutto in chiave smart city e Industry 4.0. Canzian, responsabile Marketing & Sales Corporate: “L’Italia è un punto di riferimento, godiamo del vantaggio che ci hanno dato gli investimenti e le attività di scouting degli scorsi anni, a partire dall’acquisizione di Cobra”

31 Gen 2018

Domenico Aliperto

Quando si parla di Internet of Things e business il limite, si sa, è solo l’immaginazione. Sono infinite le soluzioni e le offerte che si possono costruire a partire dall’analisi dei dati prodotti dai sensori applicati agli oggetti. Il difficile, ancora oggi, è riuscire a industrializzare le nuove applicazioni trovando un compromesso tra standard (per abbatterne i costi) e personalizzazione (indispensabile per rispondere alle domande peculiari di mercati verticali e singole imprese. “Anche se credo che la prospettiva stia cambiando radicalmente, e che sarebbe più opportuno parlare di esigenze orizzontali, che accomunano i diversi settori in base a specifiche funzioni”, spiega Alessandro Canzian, Responsabile Marketing & Sales Corporate di Vodafone Italia.

CorCom ha incontrato Canzian ieri a Milano, in occasione di un evento che il gruppo ha dedicato alla gamma della proposizione IoT in portafoglio e alla nuova collaborazione con Arduino, attraverso la quale verranno elaborate soluzioni commerciali che coniugheranno le tecnologie sviluppabili sulla celeberrima piattaforma con i servizi di rete di Vodafone. Grazie a questa partnership, Arduino potrà incrementare prodotti e servizi Cloud basati su tecnologie cellulari, con la possibilità di testare la tecnologia NB-IoT, attraverso il “Vodafone Narrowband-IoT Open Lab” e le competenze maturate dall’operatore in questo settore. L’obiettivo di Arduino è fornire alle imprese delle soluzioni modulari, certificate e facili da usare e integrare nei prodotti finiti o negli impianti produttivi. Arduino negli ultimi 24 mesi ha introdotto una nuova famiglia di schede denominate “MKR” e caratterizzate da un nuovo fattore di forma, più compatto, che combina il sistema aperto, marchio di fabbrica di Arduino, con gli elementi imprescindibili delle soluzioni IoT moderne: connettività, power management, sicurezza e certificazione. L’ultima nata, la MKR NB1500, il cui roll out è previsto per aprile, mette per l’appunto a disposizione di sviluppatori, professionisti e aziende le potenzialità del NB-IoT.

L’Internet of Things, ha ricordato Canzian, è uno dei cinque pilastri su cui poggia, in ambito enterprise (dove si contano circa 650 mila clienti), la strategia di Vodafone insieme a mobile, convergenza, Cloud e analytics ed è al centro della sperimentazione condotta sul 5G nell’area metropolitana di Milano. L’obiettivo dichiarato è quello di creare una user experience indifferenziata a prescindere dal tipo di connessione e device che si utilizza, facendo leva sul network di data center proprietari necessari all’erogazione dei servizi sulla Nuvola. “Godiamo in questo momento del vantaggio competitivo che ci hanno dato gli investimenti e le attività di scouting degli scorsi anni, coi quali abbiamo da subito iniziato a presidiare ogni passaggio della catena del valore”. Canzian fa innanzitutto riferimento all’acquisizione di Cobra Automotive, l’azienda del Varesotto specializzata nella connettività per il settore automobilistico diventata nel frattempo Vodafone Automotive, oltre che uno dei centri nevralgici delle R&D della multinazionale per gli oggetti connessi. “Elemento che tra le altre cose fa dell’Italia un punto di eccellenza per l’offerta globale di Vodafone”, precisa il manager.

D’altra parte il mercato IoT tricolore è per il 49% gestito da Vodafone (fonte: Agcom) con 7,5 milioni di oggetti, oltre il 10% dell’intero parco mondiale, pari a 62 milioni di dispositivi connessi. Di quei 7,5 milioni, cinque sono automobili, di cui la stragrande maggioranza equipaggiate con black box fornite dalle compagnie assicurative.

Il focus per l’immediato futuro è però su smart products, smart logistics, industry 4.0 (Canzian ha dimostrato apprezzamento per il piano del governo dedicato all’innovazione industriale sotto questo profilo, sottolineando il fatto che dopo un primo momento di confusione le aziende hanno saputo cogliere l’opportunità degli strumenti di defiscalizzazione per ammodernare organizzazioni e processi) oltre che naturalmente sulle smart city.

E in particolare alle soluzioni per le fabbriche e le città intelligenti era dedicata gran parte dell’area demo allestita ieri sera e presentata da Stefania Gilli, Responsabile IoT di Vodafone Italia: dai rilevatori per il parcheggio che saranno installati nei prossimi mesi a Milano fino ai sistemi di rilevazione dei fluidi all’interno delle cisterne, passando per i sensori capaci di rilevare qualità dell’aria, umidità e azione degli agenti atmosferici, si tratta in tutti i casi di sistemi che faranno della raccolta dei dati e del loro incrocio con statistiche, informazioni di contesto, e serie storiche le basi per costruire nuovi servizi a valore aggiunto. Servizi già utilizzati dalla stessa Vodafone, che sfrutta a piene mani gli analytics e gli oggetti connessi per gestire la rete telefonica in caso di emergenze meteorologiche o per abilitare programmi di manutenzione basati sulla realtà aumentata.

All’evento ha partecipato anche la Software Factory WebRatio che ha messo a disposizione di Vodafone e Arduino la tecnologia di Things Relationship Management “Semioty”, una piattaforma flessibile che consente di creare pannelli di controllo operativi e mobile app per la gestione delle relazioni che i diversi utenti hanno con sensori e oggetti connessi, e che può essere utilizzata per creare nel giro di pochi giorni servizi smart di manutenzione predittiva, controllo e programmazione in remoto.

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