Ocse: "Su Industria 4.0 la politica dia prospettive realistiche" - CorCom

LO STUDIO

Ocse: “Su Industria 4.0 la politica dia prospettive realistiche”

In vista del G7, presentato al Mise il rapporto “La nuova rivoluzione industriale” che esamina le implicazioni economiche e strategiche derivanti dall’uso di tecnologie e processi di nuova generazione. “Bisogna prescindere dalle scadenze elettorali: indispensabile formulare politiche adeguate e prevedere evoluzioni future”

10 Mag 2017

Mila Fiordalisi

“I decisori politici e le istituzioni dovrebbero diffondere prospettive realistiche sulle tecnologie e riconoscerne debitamente le incertezze. È oltretutto importante dimostrare che i pareri degli esperti scientifici siano obiettivi e affidabili. Ed anche il dibattito pubblico è indispensabile per creare un clima di comprensione reciproca tra le comunità scientifiche e la società”: questa la “vision” messa nero su bianco nel rapporto Ocse “La Nuova Rivoluzione industriale: implicazioni per i governi e per le imprese“, presentato oggi al Ministero dello Sviluppo economico, alla presenza dal Viceministro Teresa Bellanova, Gabriela Ramos, Capo di Gabinetto del Segretario Generale dell’Ocse e Sherpa al G20, Raffaele Trombetta, Sherpa del Primo ministro italiano in ambito G7 e G20, Andy Wyckoff, Direttore Scienze, Tecnologie e Innovazione dell’Ocse e Stefano Firpo, Direttore generale per la Politica Industriale, la Competitività e le Pmi del Mise.

Secondo l’Ocse le sfide che attendono Paesi quali l’Italia non devono concentrarsi esclusivamente sull’oggi e devono prescindere dalle scadenze elettorali se davvero si vorranno posare le fondamenta dello sviluppo futuro. “Oltre ad affrontare le sfide nel breve termine, i leader del business, dell’istruzione, dei sindacati e del Governo devono essere pronti a formulare politiche adeguate e prevedere le evoluzioni future a prescindere dalle scadenze elettorali”. In 12 corposi capitoli, per un totale di oltre 440 pagine, il rapporto dell’Ocse esamina nel dettaglio le implicazioni economiche e strategiche di una variegata serie di tecnologie, nuovi materiali e processi – dalla stampa 3D all’Internet of Things, dalla robotica avanzata, ai nano e bio materiali, dalla produzione guidata dai dati all’intelligenza artificiale, per citarne alcune – che verosimilmente – si legge nell’executive summary – trasformeranno i processi produttivi nel breve periodo (fino al 2030 circa). “Tali tecnologie incideranno notevolmente sulla produzione e avranno conseguenze di vasta portata sulla produttività, l’occupazione, le competenze, la distribuzione del reddito, il commercio, il benessere e l’ambiente”.

“Il futuro delle economie avanzate passa per i settori manifatturieri, che sono la spina dorsale della produttività, dell’occupazione e dell’export – ha sottolineato il vice ministro Bellanova -. L’Italia è la seconda manifattura europea e l’ottava nel mondo. Il peso del valore aggiunto manifatturiero sfiora un quinto del totale della nostra economia. Lo scenario che abbiamo di fronte è profondamente cambiato rispetto a soli pochi anni fa: la crisi ha accelerato il cambiamento del paradigma competitivo e la trasformazione dei processi produttivi. Le nuove tecnologie rendono infatti possibile una forte integrazione delle filiere produttive, permettono soprattutto di operare in modo collaborativo all’interno delle catene di fornitura e subfornitura proprio grazie all’accrescimento della condivisione e della circolazione delle informazioni e a una maggiore disciplina nelle relazioni commerciali fra le imprese. In questo quadro è dunque centrale il ruolo della circolazione dell’informazione nel velocizzare e ottimizzare il processo produttivo”.

Sull’impatto economico delle nuove tecnologie si accenderanno inoltre i riflettori del Vertice di Taormina (26-27 maggio) sotto la Presidenza italiana del G7 che mira a promuovere, di concerto con gli altri Paesi, un approccio “olistico” in materia di innovazione produttiva, formazione, valorizzazione della ricerca scientifica, adeguamento delle politiche per il lavoro e per la protezione sociale, nonché diffusione di infrastrutture di qualità in grado di rafforzare l’accesso di persone, aziende e ricercatori alla Nuova Rivoluzione Industriale.

LO STUDIO COMPLETO

L’Executive Summary tradotto in italiano

L’intervento del vice ministro Teresa Bellanova

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