Transizione 4.0, Confapi: "Cessione dei crediti alle banche come per supebonus edilizio" - CorCom

IL CASO

Transizione 4.0, Confapi: “Cessione dei crediti alle banche come per supebonus edilizio”

La proposta della confederazione dopo l’allarme della Ragioneria dello Stato e il conseguente stralcio della misura dal Dl Sostegni: “Soluzione in linea con la facoltà già prevista in materia di incentivi per le ristrutturazioni e l’efficientamento energetico”. In campo anche Cia: “Reinserire la norma del Sostegni bis”

11 Mag 2021

F. Me.

I crediti 4.0 in cessione alle banche così come avviene per il superbonus. È la soluzione proposta da Confapi dopo che la misura sulla cessione dei crediti è stata stralciata dal Dl Sostegni: la Ragioneria generale dello Stato ha infatti sottolineato la mancanza di coperture.

“La maggior parte delle piccole e medie industrie private del sistema Confapi beneficia delle agevolazioni previste da Transizione 4.0 per i propri piani di innovazione e le strategie di crescita – spiega una nota – Per questo motivo, la Confederazione, ha già chiesto su tutti i tavoli di confronto col governo di consentire che i crediti d’imposta, previsti attualmente per l’acquisto di beni strumentali connessi alle tecnologie abilitanti il piano transizione 4.0, possano essere oggetto di cessione, anche parziale, a soggetti terzi. In particolare istituti di credito e intermediari finanziari”.

“La nostra proposta è in linea con la facoltà di cessione del credito d’imposta già prevista in materia di superbonus del 110% per le ristrutturazioni edilizie e l’efficientamento energetico. Concordiamo, dunque, con tutte le forze politiche che vanno in questa direzione e siamo convinti che, concedendo tale opportunità, si potrà rafforzare la spinta alla trasformazione digitale e tecnologica delle aziende e sostenere la ripresa anche di quelle che non possono godere, a causa della crisi, del credito d’imposta”.

Lo stop della Ragioneria dello Stato

La Ragioneria generale dello Stato ha bocciato la norma del dl Sostegni inserita dal Parlamento per “la cedibilità del credito di imposta nell’acquisto dei beni strumentali relativamente al Piano Transizione 4.0”, cioè il cosiddetto Superbonus per le aziende. La Ragioneria ha chiesto lo stralcio sostenendo che la norma ha “potenziali rilevanti effetti sulla finanza pubblica”.

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“Gli effetti finanziari – ha spiegato il dipartimento del Ministero dell’Economia e delle Finanze – potrebbero essere particolarmente significativi per quei crediti che, come industria 4.0, prevedono una fruizione in quote annuali, perché l’impatto sul deficit sarebbe anticipato interamente al primo anno di utilizzo, indipendentemente dall’effettivo utilizzo in compensazione”. Per tali ragioni, “non è possibile, allo Stato, assentire proposte di estensione della cedibilità ad altre tipologie di crediti”.

Dura la reazione del Movimento 5 Stelle: “È una decisione incomprensibile e immotivata. Cominceranno delle interlocuzioni con la Ragioneria e parallelamente un processo di seria riflessione su quello che sarà il voto del M5s alla fiducia stasera al Senato”, ha commentato  Ettore Licheri, capogruppo M5s al Senato.

La proposta di Cia

Secondo Cia-Agricoltori italiani ci sono ancora possibilità per scongiurare l’addio alla cessione del credito d’imposta 4.0. La misura, infatti, potrebbe essere ripresa in nuovi provvedimenti come il Dl Sostegni bis, traguardando le indicazioni della Ragioneria di Stato con una soluzione tecnica idonea. Per Cia la misura “avrebbe davvero rappresentato un punto di svolta, e in chiave green, per l’economia delle imprese italiane, comprese quelle agricole”.

“La decisione della Ragioneria di Stato – ha aggiunto Cia – arriva come una doccia fredda e sembrerebbe ormai persa la battaglia se non fosse che, dopo un anno dalla nostra prima proposta nella Legge di Bilancio 2020 e durante i vari provvedimenti da inizio pandemia, si è aperto ora anche un fronte comune sul tema, tra forze sociali e politiche. Cia terrà conto, ovviamente, delle osservazioni della Ragioneria di Stato che ravvisa mancanza di copertura finanziaria, ma allo stesso tempo, come fatto fino ad ora, andrà avanti nel formulare altre proposte in vista dei prossimi provvedimenti”.

“Restiamo fermamente convinti del valore strategico della cessione del credito d’imposta 4.0 – ha dichiarato il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino – Per il settore agricolo, come per tutti i comparti produttivi, si tratta non solo di un’opportunità cruciale in un momento segnato dalla crisi di liquidità a causa della pandemia, ma anche della strada giusta da percorrere nell’ambito del piano Transizione 4.0 per incentivare gli investimenti in hi-tech e il rinnovo del parco macchine con mezzi più moderni, tecnologici e a bassa emissione CO2, requisiti fondamentali per dare seguito al Green Deal Ue e per ridurre il rischio infortunistico. Senza dimenticare che l’integrazione con l’hi-tech, sostenuta dalla ricerca, è fondamentale per la produzione di cibo fresco e sano e, quindi, nella lotta a fitopatie e cambiamenti climatici”.

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