IL REPORT

Competenze digitali scarse per l’86% degli italiani. Effetti “nefasti” sul mercato del lavoro

Secondo il Digital Skills Index di Salesforce l’87% si sente impreparato per i prossimi cinque anni e appena il 17% sta seguendo percorsi per colmare le lacune. L’81% dei Gen Z ritiene di avere skill social avanzate, ma solo uno su cinque vanta una formazione adeguata per rispondere alle richieste della aziende

18 Feb 2022

F. Me.

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L’86% dei lavoratori italiani non ha le competenze digitali necessarie per il mondo del lavoro del futuro. Lo rileva il Digital Skills Index di Salesforce che ha censito oltre 23mila lavoratori in 19 Paesi, di cui 1.300 in Italia.

A livello globale, quasi tre quarti degli intervistati (il 73%) sentono di non possedere le competenze digitali che le aziende stanno cercando in questo momento e una percentuale maggiore (il 76%) quelle fondamentali per il futuro. Nonostante l’82% degli intervistati abbia in programma di apprendere nuove competenze nei prossimi cinque anni, solo il 28% sta già frequentando corsi di formazione.

Se guardiamo all’Italia, l’86% dichiara di non avere le competenze digitali necessarie alle aziende e l’87% si sente altrettanto impreparato per i prossimi cinque anni. Tuttavia, appena il 17% sta già seguendo percorsi formativi per colmare questo divario.

“Esiste un divario tra la frontiera dell’innovazione e le competenze necessarie per utilizzare le nuove tecnologie – spiega Peter Schwartz, SVP, Strategic Planning e Chief Futures Officer di Salesforce – Questo di per sé non è una novità, ciò che fa notizia è la portata di queste innovazioni e di quanto e come si siano diffuse in ogni aspetto della nostra vita. Al giorno d’oggi è difficile fare quasi tutto senza una qualche forma di interazione digitale”.

Il gap delle competenze digitali

A livello globale, il divario esistente per le competenze digitali è una preoccupazione ma rappresenta anche un’opportunità. Le aziende di tutto il mondo stanno rapidamente passando a modelli digital-first e la domanda di persone con competenze digitali è aumentata vertiginosamente.

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Il punteggio globale complessivo del Salesforce Index per la preparazione digitale – valutato in termini di preparazione, livello di abilità, accesso e partecipazione attiva all’aggiornamento delle competenze digitali – è attualmente solo di 33 su 100. L’Italia è al di sotto della media globale, registrando un Salesforce Index di 25. I paesi rappresentati nell’indagine variano da un punteggio massimo di 63 a uno minimo di 15, un dato che sottolinea come, sebbene alcuni paesi si sentano più pronti per il digitale rispetto ad altri, vi sia un urgente bisogno di investimenti a livello globale per colmare questo gap e creare una forza lavoro più inclusiva.

Il divario a livello generazionale

Le competenze digitali quotidiane, come i social media e la navigazione sul web, spesso non rispecchiano quelle ritenute fondamentali sul posto di lavoro e necessarie alle aziende per favorire la ripresa, la resilienza e la crescita.

Più di due terzi di tutti gli intervistati della Generazione Z (il 64% a livello globale) afferma di possedere competenze avanzate sui social media, a sostegno dello stereotipo della padronanza digitale tra le giovani generazioni, ma solo meno di un terzo (il 31%) ritiene di possedere le competenze digitali più avanzate necessarie in questo momento alle imprese.

La differenza è ancora più netta in Italia, dove l’81% degli intervistati della Generazione Z ritiene di avere un livello avanzato nelle competenze social, ma solo uno su cinque (il 19%) pensa di possedere le competenze digitali necessarie per il mondo del lavoro di oggi.

Il Salesforce Index rivela che gli intervistati più giovani hanno massima fiducia e ambizione nell’apprendere nuove competenze: a livello globale oltre un terzo della Gen Z (il 37%) si sta attivamente formando per le competenze necessarie nei prossimi cinque anni rispetto al 12% dei Baby Boomer.

La tendenza globale si riflette, pur con percentuali minori, anche in Italia, dove a dichiararsi proattivo sul fronte della formazione per colmare le competenze mancanti entro i prossimi cinque anni sono soprattutto i più giovani della Gen Z: uno su quattro (il 26%) rispetto a uno su cinque dei Millennial (il 19%) e addirittura a nemmeno uno su dieci dei Baby Boomer (il 7%).

“Il tema delle competenze digitali sarà il tema cruciale dei prossimi anni in Italia – dichiara Laura Cavallaro, Partner di P4I, società di consulenza specializzata in digitale e innovazione – ma non deve diventare un tema di conflitto generazionale sul posto di lavoro. Anzi, la proattività dei giovani verso le competenze digitali e la loro attitudine all’apprendimento continuo deve innestare un circolo virtuoso tra più giovani e meno giovani, portando tutta la popolazione verso un livello di skill digitali comparabile ad altri paesi”.

Le competenze digitali più importanti di cui le imprese hanno bisogno
Secondo il Salesforce Index, le competenze nella tecnologia di collaborazione sono viste come le più importanti per i lavoratori oggi e nei prossimi cinque anni. Ma nonostante l’abilità degli intervistati con le principali tecnologie di collaborazione a uso quotidiano, come i social media, solo il 25% si considera avanzato per le competenze tecnologiche di collaborazione necessarie specificamente per il posto di lavoro.

In italia la percezione delle priorità a livello di competenze cambia molto a seconda della generazione, dove si nota una sorpresa. I più giovani della Gen Z e i Baby Boomer riconoscono le collaboration technologies come priorità per lo svolgimento del proprio lavoro. Tale percezione non collima con quella dei Millennial e della Generazione X, secondo cui è più importante formarsi in materia di e-commerce e commercio digitale.

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