Digitale, Fedeli: "Serve più qualità nella formazione" - CorCom

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Digitale, Fedeli: “Serve più qualità nella formazione”

Il ministro dell’Istruzione: “Necessario uno sforzo comune: dobbiamo mettere in relazione la scuola, la famiglia e la società”

17 Nov 2017

A. S.

giornalista

“Abbiamo l’esigenza di superare una modalità tipica italiana, semplificata, sull’utilizzo delle tecnologie e della digitalizzazione. Abbiamo bisogno di molta più formazione, molta più qualità formativa e molto più tempo qualificato per la formazione. Tutti dobbiamo avere un punto di visione d’insieme della filiera dei saperi: questo cambiamento attraversa tutti”. Così Valeria Fedeli, il ministro dell’Istruzione, dell’università e della ricerca nel suo intervento al convegno “Adolescenti oggi: nuove sfide, nuove alleanze educative” dove gli addetti ai lavori hanno tirato le conclusioni del progetto che ha coinvolto famiglie, istituti scolastici, studenti.

“Il tema vero è la relazione tra noi adulti e i ragazzi – sottolinea il ministro – l’essere capaci di ascoltare. Sull’innovazione tecnologica abbiamo avuto un salto, non un’evoluzione costante. Stiamo assistendo, e ancora non governando, a un salto di fase molto elevato che il digitale ha introdotto in tutto. Questa innovazione tecnologica, che non ha una fine ed è costantemente in cambiamento, mette molto più in difficoltà gli adulti delle nuove generazioni, soprattutto chi ha responsabilità dirette legate all’educazione”.

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“Il tempo di questo cambiamento che dobbiamo fare nei nostri percorsi formativi oggi non può essere troppo dilatato – prosegue Fedeli – E necessario che tutto questo avvenga mettendo in rapporto la scuola, la famiglia e la società. Il rilancio del patto di corresponsabilità educativa è decisivo: non bisogna avere una scissione tra le nuove necessità di cultura del digitale per i ragazzi e genitori che usano, anche loro male, il digitale e il web. Diventa devastante, in una funzione differente che hanno genitori e personale scolastico. Noi non siamo i giudici che danno le pene: noi facciamo superare l’errore”.

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