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IL PROGETTO

La Campania punta sulle “new skills” e lancia i Centri per le competenze del futuro

Approvata la delibera per lo stanziamento di quasi 16 milioni destinati a formare nuovi professionisti attraverso la creazione di “poli” locali che vedono in campo tutta la filiera: dalle imprese alle associazioni di categoria e istituti scolastici. L’assessore Marciani: “Sperimenteremo un modello innovativo”

06 Ago 2018

Mila Fiordalisi

Condirettore

Valorizzare le nuove competenze e le professionalità innovative. E offrire l’opportunità ai giovani di inserirsi velocemente nel mercato del lavoro. La Regione Campania spinge sulle new skills e mette sul piatto quasi 16 milioni di euro per dare vita ai cosiddetti Centri sperimentali di sviluppo delle competenze.

Dalla sicurezza informatica all’aerospazio, dall’agroalimentare al turismo passando per l’economia del mare e l’innovazione sociale, sono diversi gli ambiti in cui la Regione ha individuato chance di crescita e impiego per la popolazione locale. “La costituzione di questi centri  è finalizzata al perseguimento di una pluralità di obiettivi quali la valorizzazione delle competenze e delle conoscenze professionali, la facilitazione dell’inserimento nel mercato del lavoro attraverso percorsi ad alto contenuto formativo e altamente specializzati, lo sviluppo della coesione sociale territoriale, il consolidamento delle filiere produttive e l’incremento delle potenzialità di settori strategici”, si legge nella nota emessa a seguito dell’approvazione della delibera di programmazione finanziaria.

I Centri saranno progettati e sviluppati per consentire un sistema di formazione “a rete”, ossia che prevede il coinvolgimento di imprese, associazioni di categoria, enti di formazione, istituti scolastici. “Mediante i Centri sperimentali di sviluppo delle competenze  –  sottolinea l‘assessore alla formazione Chiara Marciani – si è inteso provvedere alla definizione e alla sperimentazione di un modello organizzativo innovativo, che fosse in grado di proiettare le risorse e le potenzialità dei settori individuati su scenari nazionali ed internazionali e contribuire, mediante attività formative ed erogazione di servizi per lo sviluppo dell’alta formazione professionale, della formazione specialistica e della formazione superiore e continua, alla fortificazione delle competenze settoriali”. “In tal senso – continua Marciani – si è voluto stabilire un continuum tra i sistemi dell’istruzione, della formazione e del lavoro con particolare riguardo al ruolo innovativo che hanno assunto i Centri quali luoghi permanenti di formazione e di innalzamento della qualità degli standard formativi, di monitoraggio ed analisi dei bisogni formativi e di erogazione di servizi alle aziende, ai lavoratori ed ai diversi soggetti interessati in termini di orientamento, certificazione delle competenze, promozione e pubblicizzazione delle iniziative, analisi dei dati”.

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