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STRATEGIE

La svolta di Ntt: ricercatori pagati più del ceo

Assegni fino a 1 milione di dollari per i talenti più brillanti fra i quali Tatsuaki Okamoto, a capo delle atività di crittografia e sicurezza delle informazioni. Previsti investimenti in risorse umane per 230 milioni in cinque anni

21 Nov 2019

Antonio Dini

Offerte di lavoro a sei zeri, e soprattutto al di sopra dello stipendio dell’amministratore delegato, tipicamente la figura più pagata in azienda assieme al presidente del consiglio di amministrazione.

Per attirare e trattenere i talenti, la giapponese Ntt ha deciso di investire pesantemente non solo sui benefit ma di puntare sugli stipendi. Notevolmente alti.

Il gigante delle telecomunicazioni sta infatti cercando di assumere i migliori scienziati attirandoli nei suoi laboratori per riuscire a tenere il passo con i colossi della Silicon Valley, Apple e Google in testa, che spendono moltissimo per trattenere i migliori talenti della tecnologia impegnati anche nella ricerca di base oltre a quella applicativa.

Si arriva quindi ad assegni da un milione di dollari all’anno per alcuni dei suoi ricercatori californiani, che lavorano a Palo Alto. Come spiega alla stampa il presidente delle attività di ricerca della Ntt, Kazuhiro Gomi, è necessario per attirare i talenti. E gli assegni arrivano a superare quello del Ceo, il veterano Jun Savada con più di 41 anni alle spalle nell’azienda.

Gli investimenti arrivano nel momento in cui l’azienda sta cercando di focalizzarsi di più su cloud computing e datacenter e superare il problema delle trimestrali in cui calano i profitti della sua attività principale come fornitore di servizi di telefonia mobile. Con 230 milioni di dollari di budget in cinque anni l‘azienda vuole avere nel suo libro paga i migliori talenti e riuscire a colmare un gap tecnologico che è l’arma fondamentale per combattere la guerra della innovazione.

“Competiamo con Google e Apple”, dice Gomi, spiegando che l’azienda che ha seguito il modello tradizionale giapponese di stipendi frugali non paga più: “Non sarebbe però stato possibile fare questa scelta qualche anno fa”.

Tra i ricercatori più pagati c’è Tatsuaki Okamoto, a capo del servizio di ricerca sulla crittografia e sicurezza delle informazioni, una star del mondo della ricerca che ha aiutato nella ricerca di numerosi talenti soprattutto legati alle criptovalute. Okamoto, che lavora per Ntt fin dal 1999, è ritenuto una figura chiave nel mondo delle criptovalute, ma non ha uno stipendio competitivo con quello dei suoi equivalenti in America.

Le cose adesso cambiano e, a parte gli aumenti per Okamoto, la strategia ad esempio nella crittografia e quantum computing e informatica medicale sono diventate una scommessa critica per il futuro dell’azienda nei prossimi cinque anni. E arrivano così anche i grandi nomi della ricerca accademica che cercano uno sbocco meglio pagato nel mondo del privato, per potare avanti determinati filoni di studi senza i pesi della vita universitaria, a partire dalla didattica.

Oracle, Microsoft e Amazon investono pesantemente nella ricerca e offrono anche stipendi da sei milioni di dollari all’anno per esperti di intelligenza artificiale.  In Giappone gli stipendi sono molto diversi e i Ceo delle grandi aziende del paese guadagnano fino a dieci volte meno dei loro colleghi americani in aziende di pari dimensioni.

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