LO SCENARIO

Digital jobs, in Italia il più alto numero di offerte online di lavoro

Secondo il rapporto Ocse-Randstad siamo al top della classifica insieme alla Spagna. Sviluppatori di software, programmatori e ingegneri gli specialisti più richiesti. Lo studio Hunters: energia e automazione i settori più “affamati” di nuove skill

26 Ott 2022

L. O.

Eit digital skill
Fonte: Eit Digital

Cambia scenario il mercato del lavoro. La transizione digitale spariglia le carte tanto che in Italia il 12% degli annunci di lavoro online riguarda “occupazioni digitali”. Emerge dal report realizzato dall’Ocse in collaborazione con Randstad, secondo cui le offerte più diffuse riguardano sviluppatori, programmatori e ingegneri del software, quasi metà dei digital jobs del nostro paese (il 44%). Richiesti anche Data Analyst/Administrator (21%), Ict e HR manager o marketing specialist (21%) e addetti al data entry e tecnici Ict (15%). Secondo lo studio Hunters sono energetico, elettrico e dell’automazione i settori più “affamati” di nuove skill.

Com’è lo scenario degli altri Paesi

L’Italia, insieme alla Spagna, mostra la percentuale più alta di annunci che riguardano occupazioni digitali tra i 10Paesi esaminati, pari al 12% del totale delle offerte di lavoro presenti sul web. Seguono Olanda, Singapore e UK (11%), Germania (10%), Belgio (9%), Usa e Francia (7%), Canada (6%).

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Tra le diverse professioni, i più alti tassi di crescita in tutti i Paesi, compreso il nostro, riguardano sviluppatori di software, programmatori e ingegneri, data scientist e ingegneri. In Italia, il numero di annunci di lavoro online per professionisti di reti e database è aumentato di quasi 9 volte tra il 2014 e il 2021, raggiungendo più di 2000 nuove posizioni disponibili all’anno.

Digital skill nuova moneta di scambio

“Le ‘digital skills’ sono la nuova moneta di scambio sul mercato del lavoro – spiega Marco Ceresa, Group Ceo Randstad -, perché aprono a diverse opportunità di sviluppo e transizione di carriera. E le professioni digitali del futuro sono spesso un’evoluzione di mestieri tradizionali, grazie all’acquisizione di nuove specifiche competenze”. L’esempio è quello di un profilo come l’agente di vendita pubblicitario, che oggi può riqualificarsi per diventare specialista del marketing digitale dopo un percorso di formazione sull’analisi web. Oppure, i tecnici satellitari o della banda larga che possono affacciarsi a carriere di specialisti del supporto informatico o di ingegnere dei dati.

La top ten delle professioni più richieste

Tra le oltre 100 professioni digitali futuro, 10 sono particolarmente promettenti, perché legate a innovazioni dirompenti. Le prime 3 sono alla frontiera di tecnologie disruptive, altre 3 sono legate al relativo sviluppo di applicazioni, mentre 4 professioni si trovano in settori specifici che a vario titolo avranno forte spinta dallo sviluppo tecnologico. Ecco la top 10.

Programmatore di Computer Quantici

Designer di wearables 

Esperto di sistemi di operatività a distanza 

Progettista di sistemi di software e hardware integrati

Broker delle tecnologie

Specialista delle nuove frontiere della cyber security

Operatore della logistica automatizzata, intelligente ed integrata

Gestore della blockchain sicura, ecocompatibile e diffusa

Personale sanitario in grado di integrare attività presenza e da remoto

Realizzatore di piattaforme di interazione virtuale nel campo del marketing, della formazione, del tempo libero.

Serve investire sugli Its

“L’attuale struttura formativa italiana ha ancora “capacità inutilizzata”, per esempio negli indirizzi di ingegneria dell’informazione – dice Daniele Fano, Coordinatore del Comitato scientifico di Randstad Research -. Anche gli ITS, su cui punta il Pnrr, sono da sviluppare ulteriormente. Occorre però rendere attrattiva per i giovani la figura dell’informatico, che conta “start-upper” brillanti e può avere ruoli di grande soddisfazione. Inoltre, è decisivo puntare su una cultura digitale diffusa, con più formazione continua: il fatto che i linguaggi di programmazione vengano ora introdotti sin dalle prime classi scolastiche rappresenta una svolta epocale”.

Stem, si aggrava il mismatch

Ma intanto il mismatch tra domanda e offerta di lavoro continua ad aumentare, soprattutto in ambito Stem. Lo rivela uno studio di Hunters, brand di Hunters Group, società di ricerca e selezione di personale qualificato, secondo cui il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro è sempre più marcato, soprattutto in certi settori.

In questo momento, le aziende lamentano grandi difficoltà nel trovare professionisti nei settori dell’energetico, elettrico e dell’automazione.

Si tratta di segmenti in cui la spinta tecnologica o la robotizzazione dei processi è stata notevole, ma spesso le risorse non hanno avuto il tempo per formarsi e adattarsi alle nuove tecnologie.

I profili più richiesti per settore

Nel settore energetico il Business Developer, il Technical Operation Energy e l’Asset Manager.

Spostandoci su figure più trasversali a diversi settori, invece, troviamo l’ingegnere dell’automazione. Un’altra figura strategica (e molto cercata) è, poi, il Project Manager, soprattutto nel settore dell’impiantistica.

In ambito Ict ottime opportunità per il Software Developer/Software Engineer e i Data Engineer, Data Analyst/Scientist, l’Analista Funzionale e il Project Manager.

“La nascita di nuovi player e l’elevato turnover di professionisti – spiega Roberto Albanese, Senior Consultant della divisione ICT & Digtal di Hunters – fa sì che i profili qualificati presenti all’interno del mercato siano molti meno rispetto al numero delle aziende che li richiedono. Il ventaglio di possibili sbocchi occupazionali per un laureato in una disciplina Stem, è estremamente ampio: scienze, tecnologie, ingegneria, ma anche farmaceutico giusto per citare alcuni esempi”.

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