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IL REPORT

Le competenze digitali impattano sullo stipendio: +16% in busta paga

Questa la stima di Assolombarda, Cgil, Cisl e Uil. I più avvantaggiati gli under 35, ma il differenziale è positivo in tutte le fasce d’età. Cinque i profili professionali più ambiti per l’industria 4.0

10 Mag 2019

Mila Fiordalisi

Direttore

Le competenze digitali impattano sullo stipendio e possono far lievitare la busta paga fino al 16%. È quanto emerge dal report “Il lavoro a Milano” a firma di Assolombarda, Cgil, Cisl e Uil. Il volume da oltre 100 pagine, nello scattare la fotografia puntuale della situazione nella Regione, evidenzia anche le opportunità offerta dalla trasformazione digitale, in particolare a livello di industria 4.0 in termini sia di retribuzioni sia di possibilità di impiego.

Se è vero che quanto alle retribuzioni i dati rilevati dall’indagine indicano che, mediamente, i lavoratori 4.0 percepiscono stipendi più bassi dell’8% rispetto a quelli tradizionali e che il gap aumenta al -10% per gli addetti sotto i 35 anni è anche vero – emerge dal report – che questa in questa fascia di età l’effetto-anzianità è praticamente nullo e il risultato sembrerebbe indicare che l’entrata precoce nel mercato del lavoro ha ricadute economiche più positive rispetto alla permanenza in formazione necessaria per acquisire le competenze digitali aggiuntive. In realtà il dato medio cela i differenti approcci di politica retributiva nei vari territori. Uno specifico approfondimento condotto sui dati nell’area lombarda (Milano, Lodi, Monza, Brescia e Bergamo) ha rilevato che le competenze digitali garantiscono – con la significativa eccezione del responsabile di produzione – un differenziale retributivo positivo mediamente pari al +2%. Il vantaggio retributivo aumenta in misura consistente nella fascia degli under 35, dove raggiunge il valore del +16%, che – essendo al netto dell’effetto-anzianità – può essere considerato una stima del valore delle competenze digitali molto vicina alla realtà.

Industry 4.0, le figure professionali più ambite

Progettista di prodotto, responsabile di produzione, tecnico di manutenzione, tecnico di assistenza e specialista di logistica: queste le 5 figure professionali che dovranno necessariamente evolversi in chiave digitale per affrontare le nuove sfide dell’industry 4.0. Tra le oltre 500 aziende coinvolte per la realizzazione del report sono 350 quelle che hanno segnalato la presenza di questi profili tra i loro 80mila dipendenti, per un totale di circa 4.000 lavoratori; 500 di loro risultano in possesso delle competenze digitali richieste dalle nuove tecnologie. Per ciascuno dei 4.000 addetti l’indagine ha rilevato informazioni di natura personale (genere ed età) e professionale (retribuzione, titolo di studio, qualifica e anzianità nella mansione).

Progettista di prodotto 4.0

Con le nuove tecnologie le sue competenze si sono ampliate: innanzitutto deve saper analizzare e definire i principi tecnologici e l’architettura del prodotto per far fronte ai requisiti richiesti, avvalendosi anche di strumenti di simulazione e modellistica virtuale. deve essere in grado di identificare materiali e possibili tecnologie di produzione, valutando anche le opportunità offerte dalla Additive Manufacturing. Quindi deve saper raccogliere ed analizzare i dati in fase di produzione del prototipo, anche attraverso la valorizzazione di soluzioni Internet of Things e l’utilizzo di Data Analytics. Infine deve essere in grado di collaborare allo sviluppo di soluzioni Internet of Things e di sistemi di Data Analytics funzionali a migliorare le analisi predittive ed eventuali adeguamenti delle specifiche di progetto.

Responsabile di produzione 4.0

La “versione 4.0” del responsabile di produzione deve determinare i tempi di esecuzione delle varie fasi di lavorazione tenendo conto delle caratteristiche dei materiali e delle tecnologie di produzione, compresi ad esempio gli sviluppi legati alla robotica avanzata.  Inoltre deve saper configurare eventuali processi di Additive Manufacturing in modo che assicurino specifiche condizioni di produttività, qualità, affidabilità e sicurezza. Non solo: deve saper governare e valorizzare i dati ottenuti (in real time) dalle linee ed essere in grado di monitorare lo stato avanzamento della produzione rilevando eventuali scostamenti, anche attraverso l’utilizzo di Data Analytics. Infine deve essere in grado inoltre di gestire il flusso dati lungo tutta la catena del processo di produzione.

Tecnico di manutenzione 4.0

Con le nuove tecnologie chi svolge questo ruolo deve saper utilizzare tecniche diagnostiche per la ricerca di guasti basate su software applicativi e conoscere gli sviluppi legati a dispositivi avanzati di Human Machine Interface e Augmented Reality.  Oltre al data base messo a disposizione dal sistema informativo di manutenzione aziendale deve essere in grado di utilizzare eventuali Data Analytics predittivi per pianificare modalità e tempi degli interventi. Contribuisce inoltre allo sviluppo di un sistema di manutenzione predittiva, fornendo informazioni utili a razionalizzare i piani di ispezione e ottimizzare l’attivazione di interventi di sostituzione e ripristino in funzione delle probabilità del manifestarsi di possibili guasti o malfunzionamenti. Infine, supportato da software allo scopo deve saper utilizzare il data base di manutenzione per reperire e analizzare informazioni sull’andamento storico dei parametri di funzionamento di macchine e impianti e propone possibili ipotesi di modifiche/adeguamenti funzionali, tenendo conto del loro ciclo di vita, anche con l’obiettivo di manutenzione predittiva.

Tecnico di assistenza 4.0

Le nuove frontiere tecnologiche richiedono a chi svolge questo ruolo innanzitutto di conoscere l’architettura del sistema di automazione da implementare, le tecnologie, i dispositivi ed i circuiti di controllo e regolazione che lo caratterizzano. Deve inoltre conoscere le caratteristiche tecniche e le modalità di utilizzo di Augmented Reality e le soluzioni avanzate disponibili nell’ambito dell’automazione industriale (ad esempio robot collaborativi). Deve essere in grado di supervisionare gli operatori nell’attrezzaggio di macchine o impianti di produzione che utilizzano dispositivi avanzati di interfaccia uomo macchina e/o robot collaborativi. Sa fornire indicazioni agli operatori per ottimizzare la gestione di macchine o impianti anche attraverso l’utilizzo di dispositivi avanzati di interfaccia uomo macchina (HMI). È capace di effettuare diagnosi e individuare le cause di guasto operando eventualmente anche in remoto attraverso la connessione a piattaforme digitali e l’utilizzo di tecnologie e dispositivi di Augmented Reality per l’assistenza tecnica in presenza e a distanza. Inoltre, deve essere in grado di suggerire possibili innovazioni nella gestione delle attività di manutenzione (sviluppo manutenzione predittiva), identificando gli eventuali aggiornamenti tecnologici necessari. Per ultimo deve essere in grado di contribuire alla valorizzazione di Big Data generati dai processi dei clienti.

Specialista di logistica 4.0

Con l’avvento di Industria 4.0 questa figura professionale deve conoscere le piattaforme digitali per la gestione dei flussi logistici, le potenzialità legate agli sviluppi di Internet of Things e Big Data, la gestione di magazzini interamente automatizzati e le soluzioni per il tracking di lotti/prodotti. Deve inoltre saper utilizzare le tecniche di movimentazione e stoccaggio che fanno uso di dispositivi di Automated Pickers and Vehicles, Advanced Human Machine Interface. Sa anche sovrintendere al corretto funzionamento e utilizzo di Warehouse Management System per la registrazione e il controllo dei movimenti delle merci in magazzino, assicurando la coerenza tra flussi fisici e informativi. Deve infine essere in grado di gestire i sistemi informativi di interfaccia integrata con fornitori e clienti.

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