L'INIZIATIVA

Leonardo, crowdfunding per la digitalizzazione delle scuole. Profumo devolve il bonus 2019

Coinvolti i dipendenti del Gruppo: pc e tablet saranno destinati agli studenti di elementari e medie con disagi socio-economici. L’Ad: “Investire nella formazione significa sostenere le famiglie e contribuire al rilancio e alla competitività del Sistema Paese”

03 Lug 2020

Enzo Lima

Si chiama “Leonardo per la scuola” la raccolta di fondi aperta a tutti i dipendenti del Gruppo in Italia con l’obiettivo di sostenere un ampio programma di digitalizzazione delle scuole del Paese. Il crowdfunding consentirà, in particolare, di dotare le scuole elementari e medie di nuovi pc e tablet per i bambini e i ragazzi che il prossimo settembre inizieranno il nuovo anno scolastico e di allestire nuovi laboratori informatici. L’iniziativa – che si protrarrà per l’intero mese di luglio – riguarderà gli studenti con disagi sociali ed economici per abbattere le disuguaglianze e il digital gap.

“Oggi più che mai – dichiara l’Amministratore Delegato di Leonardo, Alessandro Profumo –investire nella formazione dei giovanissimi significa sostenere le famiglie, l’eguaglianza di opportunità, il lavoro femminile. Significa guardare al futuro e contribuire al rilancio e alla competitività dell’intero Sistema Paese. Leonardo è una grande azienda manifatturiera ad alta competenza tecnologica che fa della sostenibilità e dell’innovazione, anche attraverso iniziative come questa, la propria ragione di esistere”. Al progetto “Leonardo per la scuola” Profumo ha interamente devoluto il proprio bonus 2019.

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L’iniziativa dell’azienda è rivolta agli istituti italiani interessati dai maggiori disagi sociali ed economici che sono stati individuati, d’intesa con il Ministero dell’Istruzione, attraverso un monitoraggio su scala nazionale. La raccolta fondi offrirà sostegno alla scuola anche al di fuori delle aule: i pc e i tablet acquistati con le donazioni dei dipendenti di Leonardo potranno essere utilizzati anche per garantire la didattica ai bambini e ai ragazzi ricoverati in ospedale per lunghi periodi e a quelli che si trovano nei riformatori minorili.

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