Lavoro, Amazon rilancia sull'Italia: 1.600 assunzioni entro fine anno - CorCom

L'ANNUNCIO

Lavoro, Amazon rilancia sull’Italia: 1.600 assunzioni entro fine anno

L’azienda a caccia di sviluppatori software, addetti alla logistica ed esperti IT. Sul piatto 140 milioni di euro per due nuovi Centri di distribuzione. Nel 2019 pagati al fisco 234 milioni di euro

20 Lug 2020

Patrizia Licata

giornalista

Amazon assumerà in Italia, entro fine 2020, 1.600 persone a tempo indeterminato, portando il totale dei dipendenti a 8.500, rispetto ai 6.900 di fine 2019, in più di 25 sedi in tutta Italia. Lo rende noto il colosso americano dell’e-commerce in una nota in cui afferma che il 2020 segna “il decimo anno in cui Amazon crea occupazione in Italia, sostiene le piccole e medie imprese, investe in infrastrutture e sostenibilità per supportare la trasformazione digitale dell’economia, di conseguenza generando entrate per l’erario”. Amazon supporta la ripresa economica italiana, evidenzia la nota, che non tralascia di portare in evidenza il contributo in termini fiscali.

Nel 2019 l’azienda guidata da Mariangela Marseglia ha investito 1,8 miliardi di euro in Italia, compresi gli investimenti nei Centri di distribuzione, negli uffici e nella nuova Region Aws (Milano) aperta in aprile. Nella costruzione di due nuovi Centri di distribuzione in apertura alla fine del 2020 verranno investiti 140 milioni di euro.

Sono in corso ulteriori investimenti in sostenibilità per raggiungere il 100% di energia rinnovabile in tutte le attività entro il 2025 e raggiungere zero emissioni di CO2 nella propria attività a livello globale entro il 2040, dieci anni in anticipo rispetto all’obiettivo dell’accordo di Parigi.

Amazon cerca competenze di ogni livello

Le nuove opportunità di lavoro sono destinate a persone con ogni tipo di esperienza, istruzione e livelli di competenza in ambiti come lo sviluppo di software, la linguistica, la logistica, le risorse umane e It presso il Centro direzionale di Milano, i Centri di sviluppo di Torino e Asti, il Servizio clienti di Cagliari, i Centri di distribuzione, Depositi di smistamento e magazzini Prime Now, in tutto il paese.

I nuovi posti di lavoro offrono opportunità di crescita professionale, una retribuzione competitiva e un pacchetto completo di benefit, tra cui l’assicurazione sanitaria privata contro gli infortuni e sconti per acquisti su Amazon.it a tutti i dipendenti. Nel 2019, Amazon ha pagato, in media, oltre 17,2 milioni di euro al mese in remunerazioni e stipendi ai suoi dipendenti in Italia. 

Investiti 4 miliardi di dollari per sedi di lavoro sicure

Le sedi di Amazon offrono ai dipendenti un ambiente di lavoro sicuro: l’azienda ha investito circa 4 miliardi di dollari tra aprile e giugno per iniziative legate al Covid, alla consegna degli ordini ai clienti e alla sicurezza dei dipendenti. Niente è più importante, sottolinea la nota del colosso americano: sono stati introdotti oltre 150 cambiamenti di processo per tutelare i dipendenti, tra cui una maggiore frequenza delle pulizie e sanificazione, il mantenimento della distanza di sicurezza, il controllo della temperatura e la distribuzione di sistemi di protezione individuale.

Supporto alle Pmi anche nell’export

Amazon ha anche reso noto che, grazie agli investimenti effettuati in Italia nel 2019 (1,8 miliardi di euro, che includono le spese per i centri di distribuzione, gli uffici e la nuova Regione Aws Milano), sono stati creati indirettamente più di 120.000 nuovi posti di lavoro nel 2019, ad esempio nei settori edilizio, logistico, e dalle oltre 14.000 piccole e medie imprese italiane che usano la vetrina Amazon Made in Italy o servizi come Logistica di Amazon per incrementare la propria attività e esportare i prodotti italiani in tutto il mondo. Nel 2019 le Pmi che usano i servizi di Amazon hanno esportato prodotti dall’Italia per un valore superiore ai 500 milioni di euro.

Sostegno alla trasformazione digitale dell’Italia

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Per quanto riguarda il 2020, Amazon ha già pianificato un investimento di più di 140 milioni di euro per la costruzione del quinto e del sesto Centro di distribuzione che verranno aperti a Castelguglielmo/San Bellino (Veneto) e Colleferro (Lazio) alla fine del 2020 e saranno dotati delle ultime tecnologie.

È stata già programmata l’apertura di ulteriori depositi di smistamento nella seconda parte dell’anno a Catania, Cagliari, Genova, Pisa, Brescia, Parma e Milano. Si tratta di un investimento volto a costruire l’infrastruttura digitale e fisica per fornire prodotti e servizi a milioni di clienti italiani e a favorire lo sviluppo digitale delle Pmi italiane.

Inoltre, Amazon Web Services ha aperto la Regione Aws (Milano) il 28 aprile 2020 per supportare la ripresa e la crescita delle aziende italiane e la trasformazione digitale dell’economia, consentendo a start-up, Pmi, grandi imprese o agenzie governative di gestire carichi di lavoro, archiviare dati in Italia e supportare i clienti finali con maggiore efficienza.

Amazon è un potente motore di crescita per l’economia italiana”, afferma Mariangela Marseglia, VP Country Manager Amazon.it e Amazon.es. “Attraverso l’innovazione, gli investimenti e la creazione di posti di lavoro, Amazon sta contribuendo alla trasformazione digitale del Paese – un processo che è diventato molto più che prioritario per sostenere l’economia in questi tempi impegnativi. In 10 anni abbiamo investito oltre 5,8 miliardi di euro nell’economia italiana e nei suoi talenti“.

Amazon e le tasse

Mentre continuiamo ad assumere, investire e crescere in Italia, facciamo la nostra parte anche in termini di contribuzione fiscale attraverso le tasse che vengono riscosse dal governo a seguito delle nostre attività in Italia”, scrive Amazon nella sua nota. Le imposte rientrano in due categorie: le imposte sostenute direttamente, tra cui l’imposta sulle società (Ires e Irap), le imposte pagate per l’acquisizione di terreni o costruzioni (imposta di registro), le imposte sui salari e le tasse per la previdenza sociale pagate dai datori di lavoro, i dazi di importazione; e le imposte indirette riscosse e versate per conto dei clienti, dipendenti e altre terze parti come conseguenza delle attività  di Amazon in Italia, come l’Iva e i contributi a carico dei nostri dipendenti.

“È importante includere entrambe queste categorie di imposte”, chiarisce la nota di Amazon, “perché se ci si concentra su un solo aspetto della tassazione, come l’imposta sulle società, non si offre una panoramica completa: l’imposta sulla società secondo una recente ricerca condotta dall’Ocse rappresenta solo circa il 5% del totale delle entrate fiscali raccolte dai contribuenti italiani”. Un messaggio chiaro in una fase in cui l’Italia e l’Europa discutono dell’opportunità di una web tax che renda il contributo all’erario più in linea con il volume di affari dei giganti del digitale.

“Amazon in Italia, come in Europa, è una azienda giovane che sta investendo fortemente, in infrastrutture e nella sua forza lavoro in crescita, per gestire un business in espansione in un settore a bassa marginalità. Per questi motivi, gli utili operativi rimangono bassi rispetto a quelli delle società più mature”, conclude la nota. Nel dettaglio, nel 2019 i ricavi totali delle attività di Amazon in Italia sono stati di 4,5 miliardi di euro e il contributo fiscale complessivo è stato di 234 milioni di euro.

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