LA RIFORMA

Reddito di cittadinanza, arriva il patto di inclusione digitale

Nel decreto Lavoro del governo Meloni istituiti l’assegno di inclusione per i non occupabili e lo strumento di attivazione per gli occupabili. Obbligo di iscrizione alla piattaforma Siisl per ricevere i sussidi e attivare il percorso di presa in carico da parte dei centri per l’impiego e agenzie di lavoro private

Pubblicato il 02 Mag 2023

Marina_Elvra_Calderone

Uno strumento anti-mismatching. Si chiama Siisl (Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa) la nuova piattaforma digitale che funzionerà da canale di comunicazione tra Regioni e Centri per l’impiego e che metterà in condivisione i dati di chi è in cerca di lavoro, anche con le agenzie private. Il sistema diventerà anche una app, consultabile via smartphone.  È questo uno dei punti chiave del decreto Lavoro, varato il primo maggio dal Consiglio dei ministri.

“Abbiamo tanti posti di lavoro disponibili, ma una difficoltà a intercettare lavoratori disponibili e, dunque, dobbiamo cercare di mettere in campo tutte le nostre forze per risolvere questo problema”, ha spiegato la ministra del Lavoro, Marina Calderone, al termine della riunione del consiglio dei ministri, aggiungendo che la piattaforma per far incrociare domanda e offerta di lavoro “parte e ha la caratteristica di favorire l’interoperabilità delle banche dati e mettere a sistema tutte le informazioni legate ai centri per l’impiego, le agenzie per il lavoro, l’Inps, gli enti di formazione e le aziende stesse. La piattaforma sarà operativa in tempi brevissimi”.

Il Patto di inclusione digitale

Dal 1° gennaio 2024 scomparirà completamente il Reddito di cittadinanza, sostituito da due misure: l’Assegno di inclusione (Adi) per i non occupabili e lo Strumento di attivazione (Sda) per gli occupabili. Nel caso dell’Adi gli importi sono identici al Reddito, parametrati ai 500 euro del singolo moltiplicati per la scala di equivalenza famigliare:  si arriva a un tetto massimo di 1.150 euro al mese, se c’è un disabile, più 280 euro di affitto. Nel caso dello Sda si tratta di 350 euro al mese accreditati al singolo individuo a patto che si attivi, ad esempio partecipando a corsi di formazione.

Al centro della riforma, appunto, la piattaforma dove si dovranno iscrivere sia i non occupabili sia gli occupabili: con l’iscrizione, obbligatoria per avere la carta di inclusione dove accerditare il sussidio, si firma anche il “patto di attivazione digitale” che veicola il richiedente verso i servizi sociali o i Centri per l’impiego.

Gli occupabili devono anche firmare la “dichiarazione di immediata disponibilità a lavorare”. E poi il “patto di servizio personalizzato” quando saranno convocati nei Centri: la via su misura verso il lavoro.

Entrando dunque nel Siisl, l’occupabile troverà l’offerta di lavoro in linea con le sue competenze e inserita dall’azienda stessa che potrà beneficiare della decontribuzione totale o parziale in caso di assunzione. Nella piattaforme ci saranno anche proposte di percorsi di formazione e di lavori socialmente utili. Se il soggetto non si attiva perde il sussidio e non potrà più richiederlo.

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