Smart working, Google rimborsa fino a 1.000 dollari ai dipendenti - CorCom

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Smart working, Google rimborsa fino a 1.000 dollari ai dipendenti

Il bonus destinato agli acquisti di dispositivi e tecnologie per lavorare da remoto. Via anche alla riorganizzazione dei campus Usa: entro il 6 luglio rientrerà il 10% delle risorse, il 30% a settembre. Ma è prevista una rotazione per le postazioni

28 Mag 2020

Antonio Dini

Google rimborserà fino a mille dollari i suoi dipendenti per l’acquisto delle attrezzature necessarie a lavorare da casa. Lo ha annunciato il ceo, Sundar Pichai, che ha anche spiegato che l’azienda sta riaprendo gradatamente i propri uffici: entro il 6 di luglio rientrerà nelle sedi circa il 10% del personale e a settembre si arriverà al 30%.

Google è stata una delle prime grandi aziende americane, assieme ad Apple e Microsoft, a scegliere la modalità dello smart working sin dall’inizio della pandemia negli Stati Uniti. E adesso è fra le prime a individuare un percorso a step per riportare le sue operazioni alla normalità.

La decisione di riaprire gli uffici, ha scritto Pichai in un’e-mail ai dipendenti, “darà la possibilità a chi lavora per Google e ha bisogno di tornare a lavorare in ufficio di farlo. E potranno farlo anche, capacità delle strutture permettendo, coloro i quali vogliono tornare spontaneamente in ufficio. Si potrà però rientrare su base limitata e a rotazione. Ad esempio: un giorno ogni due settimane, in modo tale che l’occupazione delle palazzine sia circa al 10%”.

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Pichai ha anche annunciato un piano di riorganizzazione delle sedi: “Avremo misure molto rigorose per la salute e la sicurezza in modo tale da poter assicurare il distanziamento sociale”. Saranno i manager a indicare ai dipendenti Usa le modalità di rientro e a decidere la rotazione per coloro che vorranno rientrare su base volontaria.  La stessa procedura è prevista per i fornitori: molte le risorse presenti tutti i giorni negli uffici dei vari campus di Google. E stesse procedure anche per i lavoratori part time o per coloro che svolgono operazioni secondarie.

Nelle scorse settimane Pichai ha annunciato ai dipendenti, sempre via e-mail,  che l’azienda ridurrà gli investimenti e le assunzioni per il resto dell’anno. “Riteniamo – aveva scritto Pichai a metà aprile – che sia il momento di rallentare in modo significativo il ritmo delle assunzioni, pur mantenendo l’impegno di crescita in un piccolo numero di aree strategiche per garantire supporto  alla clientela e sostenere la nostra crescita”.

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