Smart working nella PA, sì o no? I risultati del sondaggio CorCom - CorCom

L'INIZIATIVA

Smart working nella PA, sì o no? I risultati del sondaggio CorCom

Su Linkedin percentuali simili tra chi pensa che il lavoro agile abbia generato troppe inefficienze (27%) e chi crede che serva al 50% o che sia utile valutare caso per caso (28%). Su Twitter stravincono i follower che reputano il ritorno in ufficio un errore (63%)

13 Set 2021

Federica Meta

Giornalista

Il dibattito sullo smart working tiene banco in queste settimane. L’annuncio del ministro della PA, Renato Brunetta, di voler far rientrare in ufficio i dipendenti pubblici, ha sollevato un polverone. Da una parte chi è convinto che il ritorno a modi di lavorare “pre-Covid” sia dannoso e chi, invece, crede che ripensare il lavoro agile sia necessario per mettere a frutto quanto imparato (e fatto) in questi mesi di pandemia.

È in questo scenario che CorCom ha deciso di lanciare un sondaggio su Linkedin e Twitter per capire cosa ne pensano i lettori.  

Abbiamo chiesto un’opinione sul piano Brunetta, dando la possibilità di spuntare le seguenti risposte:

  1. Troppe inefficienze, è giusto
  2. Misura punitiva, ha sbagliato
  3. Si poteva optare per il 50%
  4. Valutare caso per caso

I risultati sono molto differenziati secondo il tipo di piattaforma scelta dai lettori per rispondere. Su Linkedin le risposte si sono distribuite, più o meno equamente, con un 27% che pensa che lo smart working abbia generato troppe inefficienze; un ulteriore 28% pensa che nella PA serva un lavoro agile al 50%, a pari merito con chi reputa utile valutare caso per caso. Solo il 17% giudica la misura di Brunetta sbagliata e punitiva.

Completamente diversi i risultati del sondaggio lanciato su Twitter. Per oltre il 63% dei lettori è una decisione sbagliata a fronte di un 15% che reputa il 50% la soluzione ottimale. Il 12,8% chiede che si valuti caso per caso mentre solo l’8,5% pensa che sia giusto far rientrare i dipendenti in ufficio.

Smart working, pronto il decreto “rientro”. Ma è scontro con i sindacati

Pronto il decreto che farà tornare in ufficio i dipendenti pubblici. A quanto risulta a CorCom il  provvedimento stabilirà semplicemente che la modalità ordinaria di lavoro nella PA è quella in presenza.

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Per quanto riguarda le quote, saranno i i singoli dirigenti a stabilirle tramite i Pola (Piano sul lavoro agile); in caso contrario la quota minina sarà del 15% come annunciato nei giorni scorsi dallo stesso ministro Renato Brunetta.

Per il varo del provvedimento si deve però attendere che l’obbligo di Green pass sia esteso anche ai dipendenti della PA.

Tutte le altre regole che andranno a normare lo smart working saranno demandate alla contrattazione collettiva. In questi giorni Aran sta lavorando a una bozza, già consegnata ai sindacati, dove viene trattata la questione dell’orario di lavoro e delle fasce di reperibilità nonché i buoni pasto e il diritto alla discossione.

Sul fronte organizzativo – risulta a CorCom – sono stabilite 3 “fasce”: giornata di lavoro, reperibilità e non lavoro. In quest’ultima verrà applicato il diritto alla disconnessione.

I buoni pasto non verranno più erogati a meno che non si lavori in sede, anche se si sta valutando la possibilità di un rimborso spese per i costi di connessione ed energia elettrica sostenuti dai lavoratori che svolgono attività da remoto. Stop anche agli straordinari. Proprio sui diritti economici si sta consumando un duro scontro con i sindacati.

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