Tim, ricambio generazionale e nuove figure: accordo su 1.300 uscite volontarie - CorCom

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Tim, ricambio generazionale e nuove figure: accordo su 1.300 uscite volontarie

Si tratta del 3% dei 42.600 dipendenti e saranno attuati attraverso lo schema di isopensione. La compagnia punta ad inserire skill innovative in azienda. Soddisfatti i sindacati: “Ora aspettiamo il piano industriale”

09 Mar 2021

Accordo raggiunto tra Tim e sindacati per l’uscita volontaria di 1.300 lavoratori nel 2021. Si tratta del primo passo per dare vita e luogo a quel ricambio generazionale e soprattutto professionale che l’azienda ritiene necessario.

Le uscite ammontano a circa il 3% dei 42.600 dipendenti di Tim in Italia e sarebbero attuati attraverso lo schema di isopensione.

Introdotto dalla legge Fornero, l’isopensione, nota anche come “esodo dei lavoratori anziani”, è uno scivolo pensionistico pagato internamente dall’azienda in attesa della maturazione del diritto alla pensione per accedere al quale serve, appunto, un accordo sindacale in seguito validato dall’Inps.

L’accordo Tim-sindacati ha inoltre concordato un potenziale ulteriore taglio di 178 posti di lavoro da attuare entro la fine del 2023 attraverso uno schema di licenziamento volontario. Con l’accordo del 2019 erano uscite, sempre su base volontaria, circa 2.100 persone e nel 2020 circa 2.500. Le manifestazioni di interesse da parte dei dipendenti sono state sempre significative e superiori rispetto a quelle effettive.

Al 31 dicembre scoro i dipendenti Tim erano pari a 52.347 unità, dei quali 42.680 nel nostro Paese, contro i 55.198 dipendenti di cui la principale compagnia telefonica italiana disponeva al 31 dicembre 2019 (45.266 in Italia), con una riduzione quindi pari a 2.851 unità in 12 mesi (di cui -2.586 unità in Italia).

Sindacati soddisfatti. “L’accordo – commenta Riccardo Saccone, segretario nazionale della Slc Cgil – si inquadra nel più generale processo di revisione del mix generazionale. Ora attendiamo la presentazione ufficiale del piano di impresa. Resta fermo che per noi la re-industrializzazione di Tim e il successo del processo di superamento del digital divide passano per la realizzazione del memorandum siglato fra azienda e Cdp” sulla rete unica.

“In continuità con gli accordi precedenti – afferma Giorgio Serao della segreteria nazionale Fistel Cisl – abbiamo sottoscritto l’uscita di 1300 lavoratori in isopensione, e prorogato la mobilità volontaria per altri circa 170 lavoratori. L’accordo va nella direzione di cambiare il mix generazionale; ora siamo in attesa del piano industriale di Tim per verificare la continuità di investimenti infrastrutturali, fondamentali per la trasformazione digitale. Investimenti sui quali siamo particolarmente attenti perche’ rappresentano la vera garanzia per il mantenimento del perimetro occupazionale di Tim”.

Per Luciano Savant Levra, segretario nazionale della Uilcom Uil, “l’accordo sottoscritto -è importante perché si inserisce nel percorso di uscite volontarie delle lavoratrici e lavoratori con maggiore anzianita’, un percorso non traumatico che permette di alleggerire gli organici dell’ex monopolista. Ora aspettiamo la presentazione ufficiale del piano industriale dopo l’assemblea degli azionisti di fine marzo; allora potremmo fare ulteriore riflessioni su come proseguiremo il confronto per l’anno in corso”.

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