L'ANALISI UNIONCAMERE-ANPAL

Tlc e IT, le imprese della filiera pronte ad assumere. Ma oltre il 50% dei professionisti è introvabile

È emergenza su tecnici informatici, telematici e delle telecomunicazioni. Il 2022 si apre all’insegna delle offerte di lavoro ma il gap sta aumentando sempre di più

05 Gen 2022

Patrizia Licata

giornalista

Le imprese italiane sono pronte ad assumere poco meno di 458mila persone nel mese di gennaio e la quota di contratti di lavoro programmati salirà a circa 1,2 milioni nel trimestre gennaio-marzo. Il dato è in crescita sia su base trimestrale che annuale ma per alcune di queste potrebbe essere difficile reperire le risorse cercate e l’industria delle Tlc e dell’Ict è tra le più colpite dallo skill gap.

È quanto rileva è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal (le previsioni del mese di gennaio si basano sulle interviste realizzate su un campione di 89.500 imprese. Le interviste sono state raccolte nel periodo 16 novembre 2021 – 1 dicembre 2021).

A incontrare le maggiori difficoltà di reperimento sono, nell’ordine, le imprese delle costruzioni (53,3% dei profili ricercati), seguite dalle industrie del legno e del mobile (53,0%), dalle industrie metallurgiche (52,5%) e dalle imprese dei servizi informatici e delle telecomunicazioni (51,9%). Le figure più difficili da reperire, come evidenzia il Borsino Excelsior delle professioni, sono i tecnici informatici, telematici e delle telecomunicazioni (68,1%).

Assunzioni trainate dalla crescita dei servizi alle imprese

Il dato sui contratti programmati a gennaio e nel primo trimestre 2022 rappresenta un incremento delle entrate previste: +112mila in confronto a gennaio 2021 e +265mila in confronto al trimestre gennaio-marzo 2021. Positivo anche il confronto rispetto a dicembre 2021, con 104mila contratti in più (+29,4%), per tutti i settori economici tranne che per il turismo dove pesano le crescenti incertezze legate all’andamento dell’epidemia nelle ultime settimane.

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L’industria, nonostante le difficoltà legate ai rincari dell’energia e di molte materie prime, prosegue nella tendenza espansiva già registrata nel corso dell’anno appena concluso e programma per il mese di gennaio 150mila entrate. Sono alla ricerca di personale soprattutto le imprese delle costruzioni (46mila entrate), seguite dalle imprese della meccatronica con 26mila entrate e da quelle metallurgiche e dei prodotti in metallo che prevedono 22mila entrate.

Nel complesso i settori del terziario totalizzano 307mila entrate e in testa ci sono i servizi alle imprese (142mila assunzioni), che comprendono servizi informatici e delle telecomunicazioni, servizi avanzati di supporto alle imprese, servizi operativi di supporto alle imprese, servizi finanziari e assicurativi, servizi di trasporto, logistica e magazzinaggio e servizi dei media e delle comunicazioni.

Seguono il commercio (62mila entrate) e i servizi alle persone (56mila). La nuova ondata pandemica fa sentire i suoi effetti negativi soprattutto sulla filiera turistica dove le imprese hanno previsto per il momento un calo del 14,6% nell’attivazione dei contratti rispetto a dicembre.

Manca all’appello più di un terzo delle competenze

Anche a gennaio si presenta in crescita l’indicatore della difficoltà di reperimento: rispetto ad un anno fa aumenta di 5 punti percentuali raggiungendo il 38,6% delle entrate programmate.

La mancanza di candidati è il motivo della difficoltà maggiormente segnalato dalle imprese (22,2%), seguito dalla preparazione inadeguata (13,4%) e da altri motivi (2,9%). A incontrare le maggiori difficoltà di reperimento sono le imprese delle costruzioni (53,3% dei profili ricercati), seguite dalle industrie del legno e del mobile (53,0%), dalle industrie metallurgiche (52,5%) e dalle imprese dei servizi informatici e delle telecomunicazioni (51,9%). Le figure più difficili da reperire, come evidenzia il Borsino Excelsior delle professioni, sono i tecnici informatici, telematici e delle telecomunicazioni (68,1%), gli attrezzisti, operai e artigiani del trattamento del legno (67,9%), i fonditori, saldatori, montatori carpenteria metallica (62,4%), gli artigiani e operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni (62,3%) e gli specialisti in scienze matematiche, informatiche, chimiche, fisiche e naturali (61,9%).

Tra le azioni intraprese dalle imprese per fronteggiare la difficoltà di reperimento, la più diffusa è quella di assumere figure con competenze simili rispetto a quelle ricercate per poi formarle in azienda, soluzione adottata nel 38,6% dei casi. Mentre nel 17,2% dei casi le imprese affronteranno la difficoltà di reperimento offrendo una retribuzione superiore rispetto alle condizioni contrattuali mediamente proposte per il profilo ricercato.

La maggior parte dei contratti è a tempo determinato

Nel complesso il flusso delle assunzioni è caratterizzato da una prevalenza di contratti a tempo determinato (181mila unità, +55mila rispetto allo scorso anno), seguono i contratti a tempo indeterminato (116mila unità, +26mila rispetto all’anno scorso), quelli in somministrazione (70mila, +20mila rispetto allo scorso anno), di collaborazione (19mila, +6mila rispetto a gennaio 2021), in apprendistato (17mila, +3mila rispetto al 2021) e le altre forme di contratti alle dipendenze (11mila, +6mila rispetto al 2021) e non alle dipendenze (44mila, -4mila rispetto a un anno fa).

A gennaio sono 73mila i contratti proposti a lavoratori immigrati, pari al 16% del totale entrate programmate. Cresce di 27mila unità la richiesta di immigrati rispetto allo scorso anno (+59,1%), quando gli ingressi programmati sono stati circa 46mila, con un incremento di circa 11 punti percentuali anche della difficoltà di reperimento (47,0% rispetto al 36,3% di 12 mesi fa).

Servizi operativi e di supporto alle imprese, servizi alle persone, trasporto e logistica rappresentano i settori terziari a maggiore domanda di lavoratori immigrati (ciascuno con circa 11mila entrate previste). Per quanto riguarda l’industria spiccano le costruzioni e le industrie metallurgiche (rispettivamente con circa 8mila e 5mila entrate programmate).

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