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Alla guerra con il 3D. Così la Tv sfida il Web

Mentre sul mercato si affacciano nuovi apparecchi, i broadcaster si preparano a giocare sulla qualità dell’immagine per (ri)conquistare il pubblico. La rivoluzione “tridimensionale” promette di aiutare l’industria dell’audiovisivo italiano: a patto che la filiera sappia coglierla

18 Ott 2010

Il fenomeno 3D piace, interessa, incuriosisce anche grazie ai
successi cinematografici (“Avatar” su tutti) ma di grandi
numeri per il momento – sono stati 25mila gli apparecchi
compatibili con le tre dimensioni comprati a tutto maggio 2010 dai
consumatori europei – non se ne parla. Vuoi perché di contenuti
disponibili (canali televisivi, film, giochi) ce ne sono veramente
pochi, vuoi perché per entrare nel mondo delle tre dimensioni
serve un pacchetto (televisore e occhialini, cui si può aggiungere
il lettore Blu ray) che non è proprio alla portata di tutti i
portafogli. Il 3D, dicono però i vendor, è il futuro.

È il chiavistello dell’industria dell’elettronica di consumo:
magari non un elemento di radicale trasformazione ma cambierà
molto il modo di fruire la Tv e di utilizzare gli altri device
digitali della casa, dal pc alla console, dall’impianto di home
theatre alla videocamera. Il 3D potrebbe replicare l’esperienza e
la curva di adozione dell’alta definizione (per i broadcaster
satellitari la buona notizia è che la larghezza di banda
necessaria per trasmettere i canali in tre dimensioni è
comparabile a quella usata per un canale in Hd) e ricalcare la
strada dei Led, e cioè quella di un’evoluzione tecnologica che
in tempi brevi è divenuta assai attraente per un’ampia fascia di
consumatori. Oltretutto di nuovi decoder o scatolotti digitali
dedicati non ne servono, e questo potrebbe velocizzare la
diffusione della tecnologia tridimensionale fra gli utenti che già
dispongono di ricevitori in alta definizione.

Quanto agli occhialini, per il momento sono un accessorio
indispensabile e costoso, per quanto i primi modelli “glasses
less” piccolo formato vedranno presto il mercato (da questo
dicembre, in Giappone, Toshiba uscirà con due modelli). In ogni
caso, se oggi solo una parte dei televisori venduti sono 3D –
diciamo uno su 10, e anche meno su scala mondiale – fra un po’ di
anni è lecito pensare che la tecnologia stereoscopica salirà a
bordo della totalità dei prodotti in commercio. Starà poi
all’utente se utilizzare questa funzionalità oppure no. Nel 2015
intanto, i dati sono di Insight Media ed iSuppli, i televisori con
capacità tridimensionali venduti sul pianeta potrebbero almeno 50
milioni, con una punta massima stimata di 78 milioni.

La seconda rivoluzione tecnologica della televisione è quella di
Internet. Il Web dentro le Tv, osserva qualcuno, è un salto in
avanti culturale del consumatore che darà negli anni a venire
nuovo slancio agli acquisti di televisori. La possibilità di
navigare in Rete direttamente dallo schermo tv, scaricare a
pagamento in streaming musica e video (delle major discografiche o
cinematografiche) in modalità on demand tramite connessioni a
banda larga (la Apple Tv, o il nuovo servizio Qriocity integrato
nei Tv Bravia di Sony, sono illustri esempi in tal senso), accedere
ai social network come YouTube o Facebook tramite appositi widget o
direttamente via Web e condividere contenuti e applicazioni nella
cloud (dettami alla base della Google Tv, in arrivo in Europa nel
2011) sarà qualcosa di più attraente per il consumatore medio che
non guardare un film o un evento sportivo in tre dimensioni? La
domanda è lecita e i numeri, di iSupply, che mettono a confronto
le due tecnologie sono impietosi: 27,7 milioni (un numero più che
doppio rispetto a quello del 2009) contro 4,2 milioni. Queste le
stime di vendita a livello mondiale attribuite per il 2010 a Tv con
servizi Internet integrati e Tv 3D.
Perché tale differenza? A farla concorrono contenuti, costi al
consumo, esperienza d’uso. È molto più pratico, secondo gli
analisti, imparare a maneggiare un telecomando o una tastiera per
chattare o scaricare film da Internet seduti sul divano che non
attrezzarsi con tutto ciò che serve per farsi avvolgere dagli
effetti delle immagini in tre dimensioni. Per questo le Internet Tv
si farebbero preferire – la domanda per questi apparecchi crescerà
del 50% per i prossimi due anni e toccherà quota 148 milioni di
unità vendute (il 54% del mercato totale delle flat Tv) nel 2014 –
ma resta il dubbio che molti utenti abbiano comprato un apparecchio
Led di ultima generazione senza curarsi del fatto che avesse a
bordo una piattaforma per entrare nel mondo dei servizi e dei
contenuti Web.

Vedere le due tecnologie come rivali è in definitiva più un
esercizio degli analisti. Anche perché il fatto di essere 3D non
esclude (anzi) il fatto che una Tv di nuova generazione offra come
plus proprio Internet. I vendor non a caso sposano il concetto che
entrambe possano dare all’utente quel qualcosa di nuovo che il
processo tecnologico impone a ritmi serrati. Il 3D sarà di sicuro
il piatto forte di un’offerta che non si limita ai soli
televisori ma abbraccia tutto l’ecosistema di prodotti digitali.
Altrettanto certo è che i servizi Web e le tecnologie broadband
saranno sempre più un’icona della televisione del futuro. Che
sia 3D o semplicemente in alta definizione poco (forse) importa.