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ANTITRUST

Apple, tribunale Usa: “Cartello sugli e-book”

Secondo il tribunale federale di New York la Mela ha violato le norme antitrust, concordando con gli editori l’aumento dei prezzi dei libri digitali

10 Lug 2013

F.Me.

Apple ha violato le norme antitrust. Lo ha deciso il giudice federale chiamato a deliberare sul presunto cartello di Apple con gli editori per aumentare i prezzi dei libri digitali. Lo riporta la stampa americana.

La vicenda inizia nell’aprile del 2012 quando il Dipartimento della Giustizia Usa porta Apple e cinque grandi editori per aver creato un cartello con 5 case editrici del paese (Hachette, HarperCollins, Macmillan, Penguin e Simon&Schuster) per concordare i prezzi degli e-book. La causa antitrust sosteneva che la strategia di Apple di permettere agli editori di stabilire i loro prezzi, richiedendo che essi non vendano i loro e-book a prezzi inferiori altrove, abbia costretto i clienti a pagare cifre molto più alte di quelle che in realtà avrebbero dovuto pagare. Hachette, HarperCollins e Simon&Schuster hanno optato per il patteggiamento.

ll caso è sorto perché gli e-book sono sottoposti ad un regime di vendita diverso dai libri cartacei tradizionali: questi ultimi vengono venduti a un prezzo all’ingrosso deciso dagli editori, circa la metà del prezzo di copertina, al quale si aggiunge il margine del venditore. Gli e-book invece sono offerti tramite il “modello agenzia”, suggerito a suo tempo da Steve Jobs: le case editrici stabiliscono direttamente il prezzo finale sul quale il venditore ottiene il 30%. Il metodo sarebbe stato adottato dalla Apple per impedire ad altri retailer come Amazon – che praticava una politica di prezzi molto aggressiva – di dominare il mercato grazie ai forti sconti: il risultato però è stato quello di far diventare gli e-book più costosi, motivo per cui il Dipartimento ha deciso di aprire un’inchiesta.