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Berlusconi: “Asta frequenze? Andrebbe deserta”

L’ex presidente del Consiglio sull’ipotesi di trasformare il beauty contest in una gara a rilancio: “Temo che il problema siano i contenuti, più che il costo delle frequenze”. L’ex ministro alle Comunicazioni, Gentiloni: “Il disinteresse dell’ex premier toglie ogni imbarazzo a chi voglia decidere uno stop all’operazione”

08 Dic 2011

Si stringe il nodo intorno al beauty contest, la "passerella
di bellezza" per l'assegnazione gratuita di sei multiplex
agli operatori televisivi pianbificata dal precedente governo. Ma
che, secondo alcune stime, potrebbe fruttare 16 miliardi se venisse
trasformata in asta competitiva, come è stato fatto per quella
Lte. Contribuendo dunque a fornire copertura per un eventuale
innalzamento della soglia di esenzione sulla rima casa e aumentando
il valore delle pensioni.

Pd e Idv, fin dal primo intervento in aula alla Camera, hanno
chiesto di aumentare la tassa sui capitali regolarizzati nel
passato con lo scudo fiscale. Ma, sempre con maggiore insistenza,
si parla della possibilita' di mettere all'asta le
frequenze per la tv digitale. Il leader Idv, Antonio Di Pietro, lo
chiede con insistenza.

Il tema rischia di aprire un problema politico per il governo, che
conta anche sull'appoggio del Pdl. Silvio Berlusconi mette le
mani avanti, frena: "Temo che una gara sulle frequenze
potrebbe essere disertata da molti – ha detto l'ex presidente
del Consiglio parlando con i giornalisti a Marsiglia -. Temo che il
problema siano i contenuti più che il costo delle frequenze visto
che si è sviluppata cosi' tanta concorrenza e Sky ad esempio
ha rinunciato ad una gara molto onerosa".

'Le dichiarazioni di Berlusconi rafforzano la proposta per
azzerare il beauty contest con il quale il precedente governo
intendeva regalare un bene pubblico prezioso come le frequenze
tv'' ha detto il responsabile forum comunicazioni del
Partito Democratico, Paolo Gentiloni.'Il disinteresse mostrato
dall'ex-Presidente del Consiglio e proprietario di Mediaset nei
confronti di questo imminente regalo, addirittura presentato come
un onere per chi debba fornire i contenuti televisivi da
trasmettere, toglie ogni imbarazzo – sottolinea Gentiloni – a chi
voglia decidere uno stop all'operazione'. 'Tra un
regalo non gradito e un'asta che puo' far ricavare risorse
importanti da questo bene pubblico mi pare ovvia la scelta piu'
opportuna per il Governo' conclude il responsabile
comunicazioni del Pd.
C'e' molta freddezza, io non ho un'opinione, ma temo
che se ci fosse da fare una gara sulle frequenze potrebbe essere
veramente disertata da molti'. Lo ha detto il leader del Pdl,
Silvio Berlusconi, prima di lasciare Marsiglia al termine del
vertice Ppe.

Non so cosa rispondere – prosegue il Cavaliere parlando
dell'ipotesi di vendere le frequenze – temo pero' che il
problema siano i contenuti piu' che il costo delle frequenze
visto che si e' sviluppata cosi' tanta concorrenza e Sky ad
esempio ha rinunciato ad una gara molto onerosa'.

Il Cavaliere spiega di 'non aver affrontato il problema',
ma insiste sulla 'rinuncia di un protagonista del mondo
televisivo' a partecipare ad una gara: 'per quello che ne
so io – sottolinea ancora – c'e' molta incertezza anche
nell'azienda che fa capo a me ma di cui io non mi occupo'.