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Biblioteca digitale, stop a Google dai giudici Usa

Il tribunale di New York boccia l’accordo del 2008 tra Mountain View e gli editori: “Monopolio de facto”. Il motore di ricerca: “Così si nega l’accesso a libri introvabili”

23 Mar 2011

Un giudice federale di New York ha respinto l'accordo tra
Google, gli autori e gli editori che avrebbe permesso alla società
di creare la più grande biblioteca digitale al mondo. Stando alla
sentenza,
l’intesa avrebbe permesso a Mountain View un "monopolio de
facto" e di utilizzare le opere violando però quanto previsto
dalla legislazione Usa in tema di diritto d’autore.
“L’accordo avrebbe concesso al motore di ricerca –  si legge
nel testo – diritti significativi di utilizzo di interi libri senza
il permesso di chi ne detiene i diritti d'autore" e di
fatto avrebbe dato a Google un "significativo vantaggio sui
suoi competitor".

La decisione del giudice Danny Chin lascia comunque alle parti la
possibilità di presentare un nuovo accordo che, stavolta, assicuri
una maggiore tutela del copyright. La soluzione proposta dal
tribunale della Grande Mela è quella di consentire ai titolari di
diritti la possibilità di decidere se partecipare o meno
all’accordo fra Google e gli editori. “Chiedo alle parti di
rivedere l’intesa in questa direzione”, scrive Chin.

Google, da parte sua, si è detta “delusa” delle decisione.
“Come molti altri – osserva Hillary Ware, uno dei legali della
società – riteniamo l’accordo avesse il potenziale di offrire
l’accesso a milioni di libri che sono difficili da trovare negli
Stati Uniti oggi”.

L’accordo da 125 milioni di dollari raggiunto nel 2008 prevedeva
che Google pagasse per la creazione di un "repository"
nel quale autori ed editori potessero registrare i propri lavori e
venire pagati ogni volta che il testo fosse stato letto online. I
guadagni sarebbero stati ripartiti nella misura del 63% agli
editori e autori, il restante 37% a Google.

L'accordo risolveva la querelle del 2005 in cui autori e
editori internazionali avevano cercato di bloccare la
digitalizzazione dei libri da parte di Google accusandola di
violare il diritto d'autore.